Geograficamente disegnata proprio a forma di grappolo d’uva, la Moldavia si colloca nel sud est dell’Europa, nel bacino del Mar Nero tra Ucraina e Romania, in quei luoghi dove la vite ebbe origine, ricchi di storia e di tradizioni popolari legate alla produzione del vino. Collocata alle latitudini più idonee, gode di un clima di natura continentale e di rilievi collinari vocati per una viticoltura di qualità.
I dati relativi all’export riferiti al 2017 dicono che sono 140 milioni gli ettolitri di vino esportati, il 5.5% in più rispetto al 2016, per un valore di 128.46 milioni di dollari, il 16% in più rispetto al 2016. Un dato importante su cui riflettere sono ancora le proporzioni tra il vino sfuso e l’imbottigliato, quest’ultimo è al momento pari al 29%, anche se il trend è in crescita e ci dice che il 2017 ha visto un incremento del 15% di bottiglie commercializzate all’estero.
Sono 67 milioni le bottiglie che ogni anno dalla Repubblica Moldava sono destinate a 30 differenti paesi nel mondo. Curiosamente sono in crescita paesi come Canada e Cina, soprattutto per le uve a bacca rossa, ben il 55%, al quale si aggiunge l’Unione Europea con il 46 %.
Lo sviluppo e la crescita di una nuova generazione di winemakers che parla la lingua dell’artigianalità e della tradizione tesa alla qualità e alla sostenibilità, va di pari passo con un nuovo turismo. È quello del vino, tutto proteso alla conoscenza di luoghi di cultura millenaria. Un popolo caratterizzato da un forte senso di ospitalità che vede raddoppiate nell’ultimo anno, le aziende che hanno aperto al turismo enologico. Oggi sono ben 26 le cantine che offrono accoglienza e degustazioni.












































