L’Abbazia di Novacella, nella Valle Isarco, inaugura il 28 marzo 2026 due mostre fotografiche che ripercorrono 150 anni di vita abbaziale attraverso immagini e lastre d’archivio. Oltre alla proposta culturale, la struttura offre visite guidate, esperienze enoturistiche, ospitalità in stile monastico e percorsi dedicati a famiglie e gruppi, in un contesto unico tra arte, spiritualità e natura alpina.

Con l’arrivo della primavera, la Valle Isarco si risveglia tra vigneti, sentieri e paesaggi alpini e, in questo contesto, l’Abbazia di Novacella apre una nuova finestra sulla propria storia con l’inaugurazione dal 28 marzo delle mostre “Tracce di luce” e “Testimoni del tempo perduto”, dedicate al patrimonio fotografico custodito nel proprio archivio, con immagini, lastre su vetro e diapositive che raccontano oltre 150 anni di vita abbaziale. Un’occasione per accedere a una dimensione inedita del complesso e vivere una destinazione unica, ideale per una vacanza silenziosa e spirituale, lontana dai ritmi frenetici, dove natura, arte e cultura convivono da quasi nove secoli attraverso esperienze che spaziano dalle visite culturali ai percorsi tra i vigneti e alle degustazioni, pensate per famiglie, gruppi e viaggiatori individuali.

150 anni di immagini: la vita dell’Abbazia in mostra

All’interno del percorso museale dell’Abbazia di Novacella, tra la biblioteca barocca e le collezioni storiche, il progetto espositivo accompagna il visitatore in un racconto visivo che attraversa oltre 150 anni di vita abbaziale, restituendo uno sguardo intimo sulla comunità e sul territorio. Come sottolinea il Prevosto Eduard Fischnaller, l’obiettivo è rendere accessibili queste immagini e aprire un dialogo con la storia e la memoria condivisa.

Fin dagli anni ’60 dell’Ottocento, fotografi professionisti e canonici hanno documentato la quotidianità dell’Abbazia e dei luoghi circostanti. Tra i primi protagonisti, Ingenuin Heubacher, autore di alcune rare fotografie a colori realizzate intorno al 1910 con la tecnica autochrome, e, successivamente, il professore Benedikt Purer, per decenni cronista visivo della comunità. Il progetto, curato da Sandra Mutschlechner, si sviluppa in due percorsi complementari: “Tracce di luce – Fotografie dall’archivio dell’Abbazia di Novacella”, visitabile al Museo abbaziale dal 28 marzo al 2 maggio 2026 e successivamente nelle parrocchie del territorio, e “Testimoni del tempo perduto – L’archivio fotografico dell’Abbazia di Novacella”, in programma dal 28 marzo, che affianca alle immagini anche stampe, album, cartoline e macchine fotografiche d’epoca.

Una vacanza spirituale per rallentare e rigenerarsi

Oltre alla proposta culturale, l’Abbazia di Novacella si configura come una destinazione enoturistica perfetta per una vacanza primaverile all’insegna della quiete e dell’equilibrio. Un luogo in cui ritrovare serenità, immersi nel silenzio e nella natura, con la presenza viva dei Canonici Agostiniani che ancora oggi abitano e custodiscono questo luogo. Il percorso di visita si sviluppa tra architettura, arte e spiritualità: dalla chiesa abbaziale, con impianto romanico e rielaborazioni gotiche e barocche – ancora oggi cuore della vita religiosa, con la messa domenicale aperta anche ai visitatori – al chiostro gotico affrescato, fino al Museo, che custodisce collezioni dal Medioevo all’età barocca, e alla suggestiva sala barocca della Biblioteca.

Le esperienze sono pensate per un pubblico ampio e trasversale. La visita guidata accompagna il visitatore attraverso quasi 900 anni di storia, intrecciando arte, spiritualità e vita monastica. Per le famiglie, l’audioguida dedicata ai più piccoli trasforma il percorso in un’esperienza educativa e coinvolgente. Per i gruppi sono disponibili percorsi dedicati, con itinerari tra arte e storia affiancati da esperienze che uniscono cultura e vino, tra visite ai vigneti, degustazioni guidate e momenti conviviali come la merenda con tagliere tirolese in abbinamento ai vini dell’Abbazia. Completano l’esperienza la struttura ricettiva, con camere in stile monastico, l’enoteca – con i vini della cantina e una selezione di produttori regionali – e l’Osteria, dove la cucina alpina si esprime in abbinamento alle produzioni del territorio e della cantina.

I vini dell’Abbazia: SYLVANER E KERNER PRAEPOSITUS 2023

Tra le esperienze più autentiche che l’Abbazia di Novacella offre ai propri visitatori, la degustazione dei vini della Linea Praepositus rappresenta un momento imprescindibile. Il Sylvaner Praepositus 2023 nasce dai vigneti della Conca di Bressanone, a 650-750 metri di altitudine, su depositi morenici ricchi di micascisto, paragneiss e quarzite. Nel calice si presenta con un luminoso giallo oro dai riflessi verdolini, con sentori di pera matura, albicocca, fiori di sambuco e coriandolo. La vinificazione — che combina acciaio inox, botti di acacia e barrique francesi — restituisce un vino dalla straordinaria mineralità, con un finale lungo ed elegante e un potenziale di maturazione fino a 12 anni. In abbinamento ideale con carpaccio di agnello con asparagi alla griglia, ravioli di ricotta al basilico o faraona con burro all’arancia.

A completare il racconto enologico dell’Abbazia è il Kerner Praepositus 2023, prodotto dai vigneti di Novacella e Rasa, sugli stessi suoli morenici e alle medesime altitudini. Giallo oro con riflessi verdolini, esprime al naso un bouquet generoso di pesca matura, albicocca secca, buccia d’arancio, zenzero e fiori di sambuco. In bocca è succoso e potente, con delicate note dolci e fruttate che accompagnano un finale avvolgente. Fermentato e maturato interamente in acciaio inox per 10 mesi, mantiene intatta la freschezza varietale del Kerner. Si abbina magnificamente a gnocchi con formaggio di malga ed erbe selvatiche, terrina di fegato d’oca con albicocche marinate o anatra arrostita con salsa all’arancia e polenta grigliata. Entrambi i vini sono degustabili presso l’enoteca dell’Abbazia, dove la tradizione monastica incontra l’eccellenza vinicola altoatesina.


Punti chiave

  1. Due mostre fotografiche inedite aprono il 28 marzo 2026, raccontando 150 anni di vita all’Abbazia di Novacella.
  2. Lastre su vetro, diapositive e fotografie d’epoca documentano la quotidianità abbaziale fin dagli anni ’60 dell’Ottocento.
  3. Arte, spiritualità e natura si intrecciano in un percorso di visita tra chiesa romanica, chiostro gotico e biblioteca barocca.
  4. Esperienze per tutti, famiglie, gruppi e viaggiatori individuali, tra visite guidate, degustazioni e audioguide per bambini.
  5. Enoturismo e ospitalità monastica completano l’offerta con camere, enoteca, osteria e vini della cantina abbaziale.