Sotto diversi aspetti, l’industria del vino non è più quella di una volta. L’aumento della concorrenza mondiale, la crisi economica e il rapido progresso tecnologico degli ultimi decenni hanno per sempre cambiato l’idea di wine business con la quale molti di noi sono cresciuti. Quasi tutto, dalle richieste dei consumatori alla struttura delle aziende vinicole e al processo di creazione di valore, è stato ridisegnato. A voler portare luce in questo panorama è l’edizione 2019 di wine2wine.

Il 25 e 26 novembre, presso Veronafiere, la sesta edizione del forum italiano sulla wine industry si proporrà come momento di dialogo critico riguardo a come la comunità vinicola possa abbracciare il cambiamento proteggendo, allo stesso tempo, l’eredità del vino e della vinificazione in termini di tradizione. Abbiamo chiesto dettagli e anticipazioni a Stevie Kim, guida della fucina creativa che dà vita a questo networking event nonché Managing Director di Vinitaly International.

Stevie, quali sono gli aspetti principali che caratterizzano wine2wine 2019?
Premetto che, per me e per il mio team, wine2wine è una sorta di bebè che ci impegniamo ogni anno a nutrire e rinnovare, così che possa crescere più forte e sano che mai. L’edizione 2019 presenta molte novità: ne posso anticipare tre. In primis, il wine2wine che vedremo a Verona tra pochi mesi è un forum con un’identità più forte che mai, sviluppato attorno a un tema speciale: la sostenibilità sociale. In secondo luogo, gli interventi copriranno un range davvero ampio di argomenti, abbracciando quindi un grande pubblico formato da tutte le figure in qualche modo legate al nostro settore. export market e nuove tecnologie, tratteremo approfonditamente dell’elemento umano e del lato divertente e sfacciato del settore (capirete di cosa di tratta quando vedrete cosa abbiamo da dire su rosé e wine design). Il terzo elemento che voglio citare è l’attento remodelling che abbiamo operato sulla lista dei relatori: noterete come i posti di alcuni “speaker veterani” siano stati riempiti da volti nuovi, figure altrettanto straordinarie e fresche. Per fare solo un paio di esempi, saranno con noi Sonal Holland, prima e unica MW indiana, la stella tutta nostrana Gaia Gaja, il fondatore di Vivino Heini Zachariassen, il sommelier e para-atleta Yannick Benjamin e il Senior Editor di Wine Spectator Bruce Sanderson.

Sostenibilità sociale: cosa significa questo per la wine industry?
Il tema della sostenibilità è centrale per le agende di molte industrie, anche di quella vitivinicola. Abbiamo notato però che nel nostro settore, quando si parla di sostenibilità, si tende ad associare questo concetto ai suoi soli aspetti ecologici, dimenticandosi di quelli sociali, culturali ed economici. È proprio di questa lacuna che si vuole occupare wine2wine 2019, che con tante delle sue sessioni introdurrà i suoi partecipanti a questa complessa, ma necessaria visione di insieme. Cosa si intende per sostenibilità sociale nel contesto dell’industria vinicola? Consapevolezza riguardo gli impatti, sia positivi che negativi, che il wine business ha lungo tutta la catena di valore del vino. Vuol dire coltivare pratiche commerciali per la promozione dell’integrazione e del benessere sul lavoro, unirsi e cooperare affinché la comunità vinicola diventi più inclusiva, diversificata, democratica, equa e coesa.

Dato che quest’anno il focus è sulle persone, dicci: chi si incontra a wine2wine?
Come ho detto prima, chi partecipa a wine2wine ha la possibilità di condividere l’esperienza con ogni operatore della wine industry. Significa intrattenersi con le “solite facce”, ma anche fare conoscenza con tanti produttori di vino, esperti, giornalisti, start up, agenzie di comunicazione e altre aziende specializzate collegate al mondo del vino. I relatori inoltre sono personaggi di spicco del settore, innovatori riconosciuti a livello internazionale e autorità politiche, tutti a portata di chiacchiera. Uno dei maggiori asset di wine2wine è proprio questo: mettere a disposizione un terreno fertile per coltivare nuove reti.

Sbirciamo nella stanza dei bottoni: per chi è stato pensato wine2wine?
Come ho anticipato prima, wine2wine è concepito per chiunque abbia un interesse nel wine business, molto semplicemente. Questo forum è un’opportunità preziosa soprattutto per chi ha a che fare col vino a titolo professionale come produttori, importatori, comunicatori, giornalisti o fornitori di servizi; è inoltre un momento di formazione e di scoperta anche per studenti e appassionati del settore. Insomma: che tu sia un produttore in cerca di un’agenzia di comunicazione, un imbottigliatore a caccia di nuovi clienti o un giovane universitario che vuole capire che strada prendere, wine2wine propone seminari, laboratori e persone che fanno al caso tuo. Sul sito dell’evento è disponibile il programma provvisorio con l’elenco degli speaker confermati.

Che differenza c’è tra seminari e laboratori?
I seminari sono sessioni frontali, diciamo, dove uno o più relatori presentano un’esperienza, uno studio o un punto di vista agli uditori. La formula è composta da 30 minuti di presentazione da parte dello speaker seguiti da 15 minuti di domande e risposte col pubblico. Se nei seminari l’aspetto interattivo è protagonista solo in questa seconda parte, nei laboratori lo è invece per tutta la durata. Questi ultimi sono infatti delle vere e proprie esperienze pratiche durante le quali i partecipanti hanno la possibilità di mettere immediatamente in atto ciò che lo speaker propone. Si è rivelato un metodo di esposizione molto efficace e apprezzato.

Questo aspetto pratico e di grande interazione ha molta importanza in wine2wine, giusto?
Assolutamente. In quanto convegno internazionale, wine2wine offre tempo e spazio per ascoltare, aggiornarsi, scambiare informazioni (e biglietti da visita) e magari, a fine giornata, bere qualcosa. Ma non mi stancherò mai di sottolineare che wine2wine è soprattutto networking e actionable takeaways, ossia creare connessioni e ottenere strumenti concreti da portare via con sé. Per le reti costruite e per la quantità di materiale raccolto, ai visitatori sembrerà di essere pescatori!

In definitiva: perché partecipare a wine2wine?
Perché, più che un evento, wine2wine è una finestra sull’industria del vino del futuro. Anzi: è una porta girevole, sempre in movimento e che assicura un ricambio a ciclo continuo. Il nostro forum amplia le tue conoscenze, ti fa condividere le tue competenze, ti aiuta a trovare risposte alle tue domande, arricchisce la tua rete di contatti (lo ripeto di nuovo) e ti insegna come tu, in prima persona, possa ispirare un cambiamento nell’industria. È un’occasione unica per l’intera comunità vinicola, che qui può confrontarsi e coniugare la passione per il mondo del vino con expertise e competenze diverse, tutto con l’obiettivo di dare forma a un settore vino fiorente e sostenibile.

E ora la domanda più difficile: wine2wine 2019 in tre parole
Concretezza. Inclusività. E indovina un po’? Networking.

Non ci resta allora che acquistare i biglietti… quando e dove possiamo farlo?
Per quanto riguarda il “quando”, direi al più presto: fino all’8 settembre, i biglietti sono disponibili alla tariffa scontata di 175€+IVA. A proposito del dove, qui: https://www.wine2wine.net/biglietti/.