Sapevo ormai da tempo che questa notizia purtroppo prima o poi sarebbe arrivata. Ero a conoscenza, infatti, da fonti amiche, dello stato di salute di Paolo Benvenuti, direttore storico dell’Associazione nazionale delle Città del vino.
Ma Paolo, come era suo costume, nonostante la grave malattia, ha combattuto con tutte le sue forze e fino quasi all’ultimo non si è staccato dal suo grande amore, il vino e, in particolare, a quella che si poteva considerare la sua seconda famiglia, la sua amata associazione Città del vino.
Un amore caratterizzato da vera autenticità, senza mai la ricerca di futile notorietà, anche quando l’avrebbe potuta facilmente ottenere.
In un settore dove spesso si incontrano personaggi, anche del mondo delle istituzioni, alla ricerca di facile notorietà, sempre sotto i riflettori, Paolo rappresentava una sorta di mosca bianca.
Ha sempre privilegiato il lavoro, anche quello più nascosto, alle dichiarazioni altisonanti.
Ha sempre privilegiato le relazioni professionali vere, alla ricerca spasmodica del consenso.
La stessa Associazione, che ha guidato fin dalla sua nascita nel 1987, in qualche misura è stata condotta con la medesima impostazione culturale di Paolo.
Un uomo determinato ma mai arrogante, talvolta anche schivo ma non per questo lontano dalle problematiche del nostro settore.
Soprattutto un uomo, un professionista che ha creduto dal primo all’ultimo minuto all’importanza e al ruolo dell’associazione che ha condotto per così tanti anni.
Il nome di Paolo Benvenuti, infatti, sarà collegato per sempre a quello delle Città del Vino.
E penso sia importante, in un momento così triste e difficile, sottolineare l’importanza di un’Associazione che troppo spesso è stata considerata “marginale” all’interno delle varie organizzazioni del comparto vitivinicolo italiano.
Un paradosso, questo, come spesso Paolo ci ricordava. E aveva ragione Paolo perché se c’è un’associazione che può testimoniare non solo l’incredibile legame che c’è tra il vino e il suo territorio di appartenenza, ma anche il ruolo chiave delle istituzioni (dei Comuni) nella gestione di questi territori, questa è quella delle Città del Vino.
Paolo ha combattuto tantissimo contro questi pregiudizi, che talvolta relegavano la sua associazione ad una sorta di grande Pro Loco del vino italiano. Non sono stati tanti a capire, purtroppo, il suo messaggio relativo all’importanza di costruire in tutti i “comuni del vino italiani”, dei piani regolatori capaci di garantire lo sviluppo migliore delle vitivinicoltura e anche di un enoturismo evoluto e competitivo.
Quello del turismo del vino in Italia è stata sicuramente una delle battaglie più importanti di Paolo e giustamente l’ha ricordato anche Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino, nel suo blog.
Ma mai come oggi l’impegno di Paolo Benvenuti appare così attuale e l’augurio è che la sua eredità sia raccolta non solo all’interno dell’Associazione Città del Vino, ma da tutto il comparto.
Ciao Paolo
La scomparsa di Paolo Benvenuti, anima e corpo dell’Associazione nazionale delle Città del vino, priva il nostro comparto di una delle personalità più competenti, generose e oneste del nostro comparto vitivinicolo












































