Tra difficolt� finanziarie, riduzioni di fatturato e crolli della marginalit� le imprese italiane sembrano destinate alle grandi svendite!
Possiamo anche farcene una ragione quando leggiamo che le pi� importanti dinastie imprenditoriali italiane svendono “i gioielli di famiglia” ma quando ci troviamo di fronte ad una buona parte del sistema Paese che appare in smantellamento tutto ci appare, francamente, molto preoccupante. E ci� che sconcerta � la facilit� con cui si ricorre al grande alibi: la crisi! Non voglio stare qui ad annoiare con i soliti discorsi che glorificano la crisi interpretandola (giustamente) come una straordinaria opportunit�; preferisco andare sul concreto e proporre qualche ipotesi di soluzione perch� sono convinto che si poteva e si pu� fare molto per affrontare la crisi con metodo ed intelligenza. Non dimentichiamoci che, quando la crisi era preannunciata, poche aziende hanno fatto qualcosa per difendersi, ora che c’� molte scappano all’estero, si vendono, chiudono ma siccome di crisi ne avremo ancora per un bel pezzo … cosa pensiamo di fare? Insomma, crediamo davvero di continuare a condurre le aziende prendendo le decisioni con le stesse modalit� di quando la crisi non c’era?
Bene, andiamo sul pratico ed iniziamo un percorso che ci vedr� affrontare progressivamente ambiti e temi molto diversi. Iniziamo con la COMUNICAZIONE, in particolare con gli strumenti che oggi sono a disposizione del settore vitivinicolo, e cerchiamo di comprendere quali soluzioni possono aiutarci a comunicare meglio la nostra azienda in tempi di crisi sfruttando i cambiamenti indotti dall’innovazione tecnologica.
Negli ultimi anni, i cambiamenti di mercato e del contesto economico sono stati affiancati da un fenomeno straordinario, forse sarebbe meglio dire rivoluzionario, cio� la crescita esponenziale della rete in termini di accessibilit�, contenuti, servizi, utilizzatori e fruibilit� in mobilit�. Un�innovazione formidabile che abbatte le barriere dello spazio ed apre a tutti, liberamente, la possibilit� di accedere alla conoscenza. Ma anche una novit� epocale che mette in discussione i paradigmi dell�informazione, togliendo ai giornalisti della carta stampata e dei media tradizionali il primato dell�autorevolezza e della credibilit�. Oggi, anche senza particolari risorse economiche ed investiture professionali, tutti possono esprimere la propria opinione, essere “ascoltati” e guadagnare una credibilit� vera “sul campo”, in base a numero, fedelt� e qualit� dei loro lettori e non in funzione della fama della testata per cui operano.
Il fenomeno � appena iniziato e gi� nel mondo dei media del vino si avvertono i primi segnali di difficolt�: perdita di lettori e copie, chiusura e/o riconversione in digitale di alcune testate storiche di settore, crisi di autorevolezza delle guide e dei riconoscimenti ufficiali, scarsa utilit� e misurabilit� della pianificazione pubblicitaria e dei relativi “redazionali” compiacenti, tanto per citare solo alcuni dei segnali pi� evidenti.
Un contesto difficile per i media che pu� rappresentare un grande vantaggio per le Cantine che hanno la possibilit� di ripensare a metodi, strumenti e criteri della propria comunicazione per risparmiare ed ottenere maggiore efficacia: ai costi elevati ed alla dubbia valenza della comunicazione offerta dai media tradizionali si contrappongono le opportunit� garantite da una nuova comunicazione, molto pi� diretta, social, economica e soprattutto molto pi� credibile. Purtroppo, molti imprenditori del settore sembrano non comprendere l’opportunit�, forse perch� temono la novit� e trovano pi� rassicurante e facile rifiutare ci� che non conoscono. Il problema di fondo � che le regole della comunicazione tradizionale erano “ben scritte” e conosciute mentre il nuovo modo di comunicare appare ancora oscuro e governato da metodi, strumenti e persone che molti imprenditori non hanno tempo, competenza e voglia di comprendere e focalizzare.
In estrema sintesi e senza la pretesa di esaurire il tema, mi piace proporre ai Lettori alcune avvertenze che mi derivano dalle concrete esperienze acquisite in diversi progetti di accompagnamento delle aziende vitivinicole verso i new media.

Dunque, ecco i primi elementi che l’impresa vitivinicola deve sapere e gestire per sfruttare al meglio le potenzialit� di internet:

� frequentare un corso di formazione in merito (indicativamente due giornate) altamente qualificato, meglio se organizzato dalle Istituzioni del territorio (Consorzi, Associazioni di categoria, Camera di commercio, Universit�, ecc.);

� selezionare un professionista o una societ� specializzata che garantisca adeguato supporto nelle prime attivit�, diffidando di consulenze dal profilo professionale essenzialmente tecnologico;

� convincersi che per comunicare efficacemente in rete � necessario risolvere, prima di tutto, questioni di strategia, autoanalisi e posizionamento per definire contenuti davvero originali ed affermare l’identit� del proprio brand;

� evitare di iniziare senza un progetto con una sorta di approccio “Fai da Te” che, in assenza di competenze interne consolidate, porta a disperdere risorse economiche, motivazione ed energie;

� iniziare un percorso creativo per definire gli obiettivi strategici del proprio brand in rete ed il conseguente piano di lavoro;

� non illudersi che il consulente esterno possa essere la soluzione definitiva al problema e possa “liberare” l’azienda dalla necessit� di decidere ed agire in “Prima Persona” e con Risorse interne;

� essere consapevole che un percorso di branding in rete comporta la necessit� di dedicare energie e tempo con continuit�;

� personalizzare la comunicazione sulla figura e personalit� dell’imprenditore o trovare il modo di delegarla con continuit� a Risorse interne caratterizzate da adeguate competenze;

� costruire un sito interattivo, dinamico e costantemente aggiornato nei contenuti rifuggendo dai “siti vetrina” che costituiscono solo un costo improduttivo;

� valorizzare ogni contatto per alimentare un data base parametrato delle proprie relazioni al fine di sfruttarle in modo targetizzato. In particolare, mi riferisco ad un data base per scopi di marketing, ben diverso dalla base dati clienti e fornitori del gestionale;

� interfacciare il sito ad altri strumenti di comunicazione “social” come twitter, facebook e newsletter che dovranno essere gestiti con continuit� ed in parallelo al sito;

� coinvolgere altre risorse della rete (giornali on line, blog autorevoli, ecc.) per rinforzare e diffondere il proprio messaggio;

� utilizzare gestire e monitorare la propria presenza in rete secondo il piano definito e con continuit� per creare ed affermare il proprio brand;

� identificare ed utilizzare risorse tecnologiche on line caratterizzate da estrema flessibilit� ed adatte a supportare la fruizione della rete in mobilit�.

In conclusione e senza nascondermi dietro un dito, devo confessare che, dopo aver esaminato questi punti, alcune Cantine mi hanno detto: “Sa dottore, ho deciso che, se le condizioni per partecipare sono queste, per me � meglio non affrontarla proprio, la sfida, quella vera, della rete”!
Pazienza, probabilmente � stato meglio cos�, infatti ritengo che il servizio migliore da offrire al Cliente sia di supportarlo ad acquisire le giuste consapevolezze circa durata, risorse ed energie necessarie per affrontare un progetto innovativo anche e soprattutto se ci� pu� comportare la sua rinuncia.


Warning: Illegal string offset 'ID' in /home/customer/www/winemeridian.com/public_html/wp-content/themes/winemeridian/template-parts/content/content-post-default.php on line 140