Nell’ottica di ampliare il nostro osservatorio sul vino italiano nel mondo, abbiamo chiacchierato con lo staff di The Wine and More, un gruppo di amici wine lovers che condivide l’amore per il vino del proprio Paese, nello specifico la Croazia, e ne ha fatto un business. Proprio così, come noi di Wine Meridian, il loro obiettivo è promuovere il vino a livello internazionale, creando una commmunity di wine lovers e diffondere la conoscenza del vino croato nel mondo.

Il mercato della Croazia non presenzia all’interno delle classifiche dei “top mercati globali”, ma è una nazione da non sottovalutare. Negli ultimi anni, infatti, l’amore per il vino all’interno del paese è cresciuto, non tanto da far schizzare alle stelle le loro esportazioni, che sono diminuite rispetto al passato, ma tanto da far arrivare buone notizie per noi: le importazioni dall’estero vanno meglio e l’Italia rientra fra i paesi con più appeal in questo mercato. Come segnala anche il sito croato Plava Kamenica in un report di quest’anno, nei primi sei mesi del 2017, il prezzo al litro di vino importato cresceva rispetto al 2016, passando da 0.96 a 1.01 euro al litro.

Sicuramente c’è margine di crescita per le importazioni italiane in Croazia, ma come viene percepito il vino italiano in questo paese? Lasciamo che ce lo racconti “The Wine and More”

Chi siete e in cosa consiste la vostra attività?
Siamo una coppia di amici, fermamente convinti che il nostro paese sia meraviglioso, ma non siamo certi che il mondo se ne sia ancora accorto. Inoltre, crediamo che anche il vino croato sia irresistibile ma, ancora, non siamo certi che se ne siano resi conto tutti. Certo, ci piacerebbe essere una agenzia turistica, per permettere a tutti di amare la Croazia quanto noi, ma il vino è qualcosa che ci piace ancora di più, pertanto abbiamo deciso di promuoverlo e di farne il nostro core business. Sappiamo tutto di esso e conosciamo diversi produttori che vorrebbero farlo conoscere maggiormente, quindi il nostro obiettivo è quello di fare in modo che ciò avvenga e che il vino della Croazia venga adorato da tutti.

Che tipo di consumatori ci sono in Croazia?
Sicuramente ci sono dei bevitori entusiasti e preparati in materia, ma rappresentano una percentuale davvero piccola, la maggior parte dei consumatori infatti beve il vino solo quando va al ristorante. Il tipico consumatore croato si fa molto condizionare dalla tradizione e dal buon marketing, si lascia impressionare e ci si affeziona, infatti i brand con maggiore successo in Croazia sono quelli che hanno investito in comunicazione e promozione agli eventi locali e ai party. Inoltre, i consumatori croati sono influenzati moltissimo dalle decisioni lanciate dall’industria del vino, dai cosiddetti opinion leader e il panorama di blogger e influencer è vivo e attivo, poiché il vino nel nostro Paese sta diventando un vero e proprio trend.

Che vino, in genere, preferiscono?
La gran parte dei consumatori preferisce vini bianchi, freschi e beverini. In termini di valore però, i vini rossi corposi e potenti sono percepiti molto bene, classificati genericamente nella classe “premium” e considerati dei prodotti che valgono la spesa.

Come vengono percepiti i vini italiani in Croazia e che percentuale occupano?
L’Italia ed in particolare alcune regioni (tendenzialmente quelle che riescono meglio a sviluppare l’enoturismo) sono altamente considerate in Croazia. Possiamo affermare che l’Italia occupi uno status di produttore “premium” all’interno dello Stato.

Che suggerimento vi sentireste di dare ai produttori italiani per diffondere e vendere meglio i loro prodotti all’interno del vostro Paese?
Sicuramente organizzare conferenze e incontri per informare il pubblico croato delle varietà esistenti e donargli una migliore conoscenza dei brand italiani. Come ogni consumatore, anche i croati amano percepire una storia dietro al brand, non solamente apprezzarne il gusto. Inoltre credo che dovrebbero tentare la strada di entrata attraverso i ristoranti, Zagabria, la capitale, ad esempio ospita le maggiori vendite durante l’anno e considerato che i ristoranti sono il luogo di maggior consumo di vino, riteniamo che puntare a inserirsi nei listini sia un buon punto di partenza.