L’Osservatorio dell’IRVO certifica l’espansione strutturale della DOC Etna. Dal 2012 al 2025 le certificazioni registrano un +711% e i volumi crescono del 390%, trainati dal successo dei vini bianchi e dall’incremento degli spumanti. I dati confermano la grande attrattività internazionale del territorio vulcanico, sempre più al centro delle preferenze per il turismo enogastronomico mondiale.
L’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO) offre una fotografia aggiornata dell’evoluzione della DOC Etna e delle sue produzioni, confermando il solido legame tra qualità certificata, territorio e valorizzazione delle eccellenze vulcaniche.
I dati ufficiali dell’Osservatorio dell’IRVO rivelano la straordinaria crescita della denominazione, che in poco più di un decennio ha moltiplicato viticoltori, superfici e quantità imbottigliate e apprezzate sui mercati internazionali. Dal 2012 al 2025, lo sviluppo delle produzioni del vulcano attivo più alto d’Europa ha registrato un +711% nelle certificazioni(passando da 79 a 641), mentre i quantitativi di vino certificati sono balzati a un +390% (da 9.426 a 46.152 ettolitri nel 2025).
Anche i viticoltori rivendicanti sono più che raddoppiati, passando da 202 nel 2012 a 509 nel 2025. La tendenza espansiva risulta costante: ad agosto del 2026 si registrano già 576 certificati (+15,9%) e oltre 43.000 ettolitri di vino (+22,0%)rispetto alla stessa data dell’anno precedente. Sul fronte agricolo, nel 2025 sono stati raccolti 94.700 quintali di uva distribuiti su 1.449 ettari di superficie. Un dato strutturale di grande rilevanza riguarda l’autonomia produttiva: delle 157 aziende assoggettate all’Organo di Controllo dell’IRVO, ben 144 chiudono internamente l’intera filiera, dalla vinificazione all’imbottigliamento.
Il mix produttivo evidenzia una forte avanzata dei bianchi e degli spumanti, ridisegnando le quote della denominazione: i calici si dividono oggi tra il 42,2% di Etna Rosso e il 40,3% di Etna Bianco, seguiti da Etna Rosato (8,9%), Etna Spumante Bianco (4,4%), Etna Bianco Superiore (2,8%), Etna Spumante Rosato (0,9%) ed Etna Rosso Riserva (0,6%). Spicca in particolare la crescita delle bollicine vulcaniche, con oltre 2.000 ettolitri di spumanti prodotti nel 2025, sfiorando il raddoppio rispetto ai volumi del 2022.
Il successo della produzione certificata si riflette direttamente sull’enoturismo. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 segnala una fortissima propensione internazionale verso la Sicilia, con l’Etna che si posiziona tra le destinazioni italiane in assoluto più desiderate, indicata fino al 40% dai turisti francesi.
Questo solido patrimonio di dati e trend di mercato accompagna la partecipazione dell’IRVO all’evento Radici Vulcaniche (in programma a Randazzo il 29 e 30 agosto 2026), cornice ideale per condividere le strategie del comparto. Orientando le azioni verso una promozione integrata, il direttore generale Vito Bentivegna e la commissaria straordinaria Giusi Mistretta puntano a consolidare ulteriormente questo momento storico, unendo la forza dei numeri alla cultura del paesaggio e delle produzioni locali.
Punti chiave
- Certificazioni alle stelle: dal 2012 al 2025 la DOC Etna registra un aumento del 711%.
- Filiera interna autonoma: su 157 aziende controllate, 144 gestiscono internamente l’intero processo di produzione.
- Avanzata dei bianchi: il mix produttivo vede i vini bianchi e gli spumanti guadagnare quote significative.
- Enoturismo internazionale: il territorio vulcanico risulta tra le mete italiane più desiderate dai turisti stranieri.


































































