Il primo trimestre del 2014 ha visto i volumi scambiati scendere ulteriormente, sulla scia di quanto accaduto per il tutto il 2013. Nel complesso, infatti,secondo stime Ismea, nel 1� trimestre 2014 gli scambi internazionali hanno toccato i 22,5 milioni di ettolitri, contro i 22,8 dello stesso periodo del 2013 (‐1%). La flessione � totalmente imputabile al vino sfuso (‐7% in volume ed un valore che � sceso del 15%). I confezionati sono stabili a 12 milioni di ettolitri, mentre in valore con 3,87 miliardi sono scesi de 3%. In crescita del 15% i volumi di spumanti scambiati nel mondo per un controvalore salito dell�8%. Nel complesso il valore degli scambi internazionali � sceso del 3% attestandosi a 5,3 miliardi di euro contro i 5,5 del primo trimestre 2013.
Dopo gli aumenti considerevoli dei valori medi all�export, registrati per tutto il 2013, i primi mesi del 2014 hanno registrato una frenata piuttosto sensibile. Questo si � visto soprattutto nel segmento degli sfusi (‐9% su base annua con un valore assoluto passato da 0,80 a 0,73 euro al litro), e non poteva essere diversamente considerata la forte discesa dei listini alla produzione soprattutto della Spagna, che nel primo trimestre del 2014 ha subito una flessione di oltre il 30% nei vini comuni, cio� nel segmento che compone per la maggior parte l�aggregato “sfuso”.
Situazione pesante anche per i vini italiani, sebbene le flessioni siano pi� contenute e nello stesso periodo segnino per i vini comuni un ‐24%.
Per i confezionati, attestati a 3,24 euro al litro, si ha una diminuzione del valore medio contenuto al -3%. Scende di un 2% anche il valore medi degli spumanti, passato da 6,02 a 5,91 euro al litro.
Da mettere in evidenza � che questa dinamica della domanda internazionale dei primi tre mesi dell�anno ha fatto scendere di due punti il peso dello sfuso nel paniere degli scambi, mentre quello dei confezionati e dello spumante � cresciuto di un punto.
La maggior stabilit� del segmento del confezionato � quindi abbastanza evidente sia dai volumi, che hanno oscillazioni molto meno enfatizzate di quelle degli sfusi, che dei prezzi. Peraltro, analizzando il primo trimestre dell�anno si evidenzia un andamento non univoco tra i diversi Paesi fornitori. La Francia, infatti, ha visto scendere il valore medio dei propri vini in bottiglia del 7% rispetto allo stesso periodo dell�anno prima, mentre l�Italia ha messo a segno un +4%. Da segnalare anche la flessione a due cifre dell�Australia ed il +2% di Stati Uniti e Germania. Segni negativi anche per Spagna (‐2%) e Nuova Zelanda (‐6%), mentre il Cile � appare sostanzialmente stabile sui livelli del primo trimestre 2013.
Sul valore medio degli sfusi spicca il�‐30% della Spagna, seguito dalla flessione a due cifre sia dell�Italia che dell�Australia. A fronte comunque di questa flessione dei prezzi la Spagna ha incrementato del 25% i volumi di sfuso consegnato entro i confini nazionali attestandoli a 2,8 milioni di ettolitri, ben il 32% del totale degli scambi in questo segmento.��
Segue l�Italia con 1,4 milioni ed il 6% in meno rispetto ai primi tre mesi del 2013. In aumento del 3% anche l�Australia che sfiora il milione di ettolitri. Il Cile, con poco meno di 800 mila ettolitri, ha quasi dimezzato i volumi registrati da gennaio a marzo dell�anno scorso.� � Anche per il Sudafrica la flessione � piuttosto importante:�‐37%, mentre aumenta l�export di sfuso statunitense dell�11% e quello argentino del 5%.
Sul fronte import di sfuso si evidenzia una riduzione del 3% della Germania, che con 2,4 milioni di ettolitri rappresenta il 26% del totale scambiato in questo segmento, mentre non si pu� non sottolineare il +24% della Francia che, complice una vendemmia 2013 molto scarsa, ha importato 1,3 milioni di ettolitri di sfuso di cui oltre un milione di provenienza iberica (+32%). Con oltre un milione di ettolitri raggiunti nel primo trimestre 2014 appare piuttosto netta la progressione anche degli sfusi alla volta del Regno Unito (+28%) ma, come di consueto, di provenienza essenzialmente dai Paesi del Nuovo mondo, mentre diminuiscono quelle da Italia, Francia e Spagna. A seguito di produzioni interne consistenti sono, invece, diminuite le importazioni di sfuso di Italia e Stati Uniti, mentre sono dimezzate in Russia e scese del 29% in Cina.
Passando all�analisi dei confezionati, si osserva come la sostanziale stabilit� dei volumi scambiati nel primo trimestre del 2014 rispetto a quello dell�anno prima sia il risultato di situazioni differenti.
Gli Stati Uniti ad esempio, con 1,6 milioni di ettolitri, hanno importato il 5% in meno, distribuendo questa flessione un po� su tutti i principali Paesi fornitori ad eccezione della Nuova Zelanda (+12%). Piuttosto stabile, invece, la domanda del Regno Unito con 1,6 milioni di ettolitri risultato, per�, di un +13% delle importazioni dall�Italia e di un�‐8% della Francia.��Sul mercato britannico bene anche la Spagna (+7%) e gli Stati Uniti (+35%), mentre hanno avuto perdite intorno al 30% i vini confezionati di Cile e Australia.��
Volumi in discesa del 10% anche dei confezionati alla volta della Germania con Francia e Spagna che hanno subito perdite pesanti. Il� ‐18% della Cina � determinato essenzialmente dal� ‐28% fatto segnare dai vini transalpini, e il +21% della domanda cinese di vini cileni non � bastato a compensare una perdita cos� importante.��
In tema di spumanti, segmento che continua ad andare a gonfie vele, si hanno segni positivi fatti registrare da tutti i maggiori esportatori. Sul fronte import di bollicine si sottolinea il +30% del Regno Unito assorbito in larga parte dalla maggior domanda di bollicine italiane, ed il +10% degli Stati Uniti. Anche qui � stata proprio l�Italia la maggior beneficiaria dell�incremento di richieste. Sempre l�Italia protagonista, ma questa volta in negativo, sul mercato tedesco che nel complesso ha visto scendere i propri acquisti complessivi di vini spumanti del 25%.
Analizzando i dati nel complesso si evidenzia che dei tre principali Paesi clientisolo il Regno Unito ha mostrato un�accelerazione delle importazioni piuttosto significativa in volume, mentre una battuta d�arresto si ha per Stati Uniti e Germania. In valore il confronto con il primo trimestre dell�anno prima � negativo per tutti e tre. In realt� tra i primi dieci importatori solo in tre hanno mostrato incrementi della spesa. In volume, invece, oltre al Regno Unito si segnalano Canada, Giappone e Svizzera.
Tra gli esportatori si evidenzia una flessione dei volumi per la Francia, a fronte di una decisa ripresa della Spagna e di una tenuta dell�Italia. Quest�ultima, peraltro � l�unico dei grandi Paesi esportatori che, nel periodo in esame, ha incrementato i propri introiti (+3%).���
In volume, invece, scendendo la graduatoria l�unico segno positivo che si registra, tra i Paesi produttori, � quello della Nuova Zelanda. �testo news qui

ismeadativino1trimestre2014