La Corte Suprema americana ha dichiarato illegittimi i dazi di Trump, ma il settore vinicolo italiano non può esultare. Uiv avverte: alta probabilità di reimposizione per vie alternative. Le esportazioni di vino italiano negli Usa sono attese in calo del 9% nel 2025, con una perdita stimata di 177 milioni di euro rispetto all’anno precedente.

Il mondo del vino paradossalmente non può festeggiare la bocciatura della legittimità dei dazi da parte della Corte Suprema americana. Si profila una più che probabile reimposizione delle tariffe attraverso vie legali alternative a cui si aggiunge il forte rischio incertezza che tale decisione può determinare nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti”. Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, in seguito alla sentenza della Corte Suprema americana che si è pronunciata oggi sul ricorso ai poteri tariffari di emergenza da parte del presidente Donald Trump.

“Considerati i danni arrecati al settore in questi mesi – ha aggiunto –, auspichiamo che la situazione di stallo possa risolversi a breve per non alterare ulteriormente le dinamiche commerciali e monetarie”.

Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) la seconda parte dell’anno si è rivelata complicata per il vino tricolore negli Stati Uniti a causa dei dazi ma anche per una contrazione delle abitudini di consumo in atto da qualche anno. Le proiezioni Uiv sui dati relativi alle esportazioni verso gli Usa prevedono infatti un calo rilevante per le bottiglie tricolori, con una chiusura prevista a tutto il 2025 a -9% e una contrazione pari a circa 177 milioni di euro sull’anno precedente (-225 milioni di euro stimati nel secondo semestre sul pari periodo 2024). “I dazi – ha aggiunto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – si aggiungono a un contesto di mercato Usa già difficile, con i consumi di vino che nel 2025 sono calati (-5%) per il quinto anno consecutivo. Questa sentenza, che condividiamo nel merito, rischia l’effetto boomerang, con una situazione di ulteriore incertezza e un’impasse degli ordini in attesa di un quadro regolamentativo più chiaro da parte dell’Amministrazione americana”.

Gli Stati Uniti rappresentano di gran lunga la prima destinazione per i vini italiani con un valore espresso nel 2024 pari a 1,93 miliardi di euro, il 24% del totale export dei prodotti tricolori nel mondo. Una quota che rende il vino tra i settori più esposti del made in Italy ai dazi statunitensi.


Punti chiave

  1. La sentenza non porta sollievo: il rischio di una reimposizione dei dazi per vie legali alternative rimane alto secondo Uiv.
  2. Export in forte calo: le esportazioni di vino italiano negli Usa sono previste a -9% nel 2025, con -177 milioni di euro.
  3. Consumi Usa in contrazione: il mercato americano registra cali nei consumi di vino da cinque anni consecutivi, con -5% nel 2025.
  4. Gli Usa sono il primo mercato: con 1,93 miliardi di euro nel 2024, gli Stati Uniti valgono il 24% dell’export vinicolo italiano.
  5. Incertezza commerciale: l’impasse degli ordini rischia di aggravarsi in attesa di un quadro regolamentativo chiaro dall’Amministrazione americana.