Se faccio questo mestiere ormai da oltre 25 anni lo devo soprattutto ad Alberto Rizzotti, scomparso il 22 agosto scorso, nella sua casa di Verona, alla straordinaria et� di 102 anni. Una vita lunga spesa in gran parte sul fronte della divulgazione agricola.
Alberto Rizzotti, infatti, � stato il fondatore, a soli 33 anni, nel 1945, a pochi mesi dalla fine della guerra, di un foglio di notizie mensili che chiamo “L�Informatore Agrario”, un foglio che in pochi anni si � evoluto nel settimanale pi� diffuso e autorevole nel settore agricolo del nostro Paese.
Un settimanale nato con l�intento preciso di aiutare gli imprenditori agricoli italiani a fare meglio il proprio lavoro, a conoscere le tecniche di produzione e al tempo stesso le dinamiche dei mercati e le politiche che influenzavano il comparto.
Un senso di pragmatismo, di praticit� che ha avuto pochi eguali sul fronte dell�editoria specializzata. Ma Alberto Rizzotti � stato anche uomo dallo straordinario intuito, quello che l�ha portato nel 1983 a fondare il mensile “Vita in Campagna”, per allargare il tema dell�agricoltura, dell�agroalimentare, dell�agriturismo anche ad un target non professionale, fatto da appassionati, da agricoltori part time. Un progetto editoriale che definire straordinario non � eccessivo e che entro breve ha portato Vita in Campagna a sfiorare i 100.000 abbonamenti, un successo che tuttoggi non ha eguali su questa tipologia di pubblicazioni.
Ma la scomparsa di Alberto Rizzotti ci porta inevitabilmente ad affrontare il complesso tema dell�informazione dell�agroalimentare oggi in Italia e il giudizio, purtroppo, non pu� che essere negativo.
E ci verrebbe da dire che il primo motivo delle difficolt� in cui da tempo versa il comparto dell�editoria di settore � proprio l�assenza di uomini illuminati, coraggiosi, liberi come Alberto Rizzotti. Un imprenditore che ha da sempre creduto, prima e sopra di tutto, nell�importanza del valore e autorevolezza dei contenuti dell�informazione e del rispetto dei lettori.
E� questo che l�ha portato prima da solo per poi con l�aiuto dei figli Elena e Giovanni nella costruzione di un gruppo editoriale basato soprattutto sul valore delle competenze dei collaboratori. Tutti gli introiti del gruppo editoriale sono stati per decenni investiti sulle “persone” e sulle loro capacit� professionali.
La parole d�ordine sono sempre state l�”autorevolezza” e la “credibilit�”, elementi fondamentali per creare quella sana indipendenza dalla “pubblicit�”. Una scelta coraggiosa ma che � stata ampiamente premiata anche sul fronte commerciale perch� gli inserzionisti possono trovare voce utile alla loro causa esclusivamente se la fonte di informazione � autorevole e credibile.
Questo Alberto Rizzotti � riuscito a crearlo partendo da un piccolo studio di agronomo nel 1945, dopo una guerra devastante che sembrava avesse spazzato via nel mondo qualsiasi speranza.
Oggi quest�uomo, a noi tutti che ci occupiamo di informazione nel settore agroalimentare, ci lascia non solo un�eredit� professionale importante, ma anche e soprattutto la speranza che attraverso il coraggio, il gioco di squadra, la competenza � possibile costruire un servizio utile all�evoluzione di un comparto cos� strategico per il nostro Paese.