A volte ci chiediamo se non sia pi� difficile affrontare concretamente i mercati del vino o cercare di fronteggiare con saggezza i tanti luoghi comuni, le frasi fatte che caratterizzano il pur affascinante mondo del vino.
A nostro parere c�� una sorta di cortina fumogena che ammanta il mondo del vino, una nebbia spesso prodotta, a nostro parere, sia dall�ignoranza sia da alcuni player del settore convinti che meno le notizie vere sul vino circolano pi� opportunit� vi sono per loro.
Che l�informazione corretta sia un fattore strategico di competitivit� questo � fuor di dubbio, ma ritenere che maggiore � l�ignoranza tra le imprese e superiori sono le chance di successo per le poche aziende “erudite” questo non solo � falso ma in qualche misura � pure pericoloso.
Cerchiamo di spiegarci con alcuni esempi concreti.
E� ovvio come l�incontro domanda e offerta sia la chiave fondamentale per sviluppare business per le imprese. E� altrettanto ovvio che chi produce � alla ricerca costante di acquirenti. Ma dove � possibile incontrare la domanda?
La risposta di molti � spesso liquidatoria: “purtroppo non pi� nelle fiere e tanto meno nei tanto pubblicizzati b to b, workshop con buyer”. Aggiungendo quasi sempre il perentorio:”se non hai gi� relazioni avviate, contatti gi� accreditati inutile che tu perda soldi per aderire a fiere od iscriverti a incontri b to b”. Traducendo il tutto sarebbe “se tu il vino non lo stai gi� vendendo per te tutto � vano e inutile”.
Non c�� che dire, un bel modo per scoraggiare la possibile concorrenza.
Il bello � che molti in effetti ci credono e quindi pur piangendo rinunciano alle diverse opportunit� proposte maledicendo il giorno che hanno deciso di produrre vino.
Eppure basterebbe rispondere a queste provocazioni con le “semplici” regole fondamentali dell�imprenditore professionista: “cosa possa fare io in quell�evento che mi � stato proposto per determinare le condizioni ideali per incontri efficaci?”; “quali strumenti ho per selezionare in maniera efficace le proposte che mi sono state fatte?”; “come posso presentarmi al meglio in questi eventi per capitalizzare al pi� possibile le potenzialit� degli incontri che andr� a programmare?”.
I criteri di selezione dei diversi eventi di incontro domanda e offerta saranno oggetto di uno specifico intervento nella nostra area degli esperti ma adesso a noi preme sottolineare che l�accettazione supina di commenti superficiali sia l�anticamera del fallimento di qualsiasi impresa. Le scelte non possono mai basarsi sugli umori o peggio ancora sul “sentito dire”.
Altro luogo comune tipico nel nostro amato settore del vino � l�ormai “inutilit� delle guide o dei concorsi enologici”, di cui abbiamo pi� volte parlato. Affermazioni spesso fatte da chi nelle guide c�� da tempo e magari con grandi soddisfazioni e accettate, sempre spesso, da aziende che nelle guide non ci sono. Una semplice ma pericolosa scorciatoia per non pensare non tanto a come entrare nelle guide (che dovrebbe essere una conseguenza) ma a, prima di tutto, concentrarsi su come far percepire al meglio la qualit� dei vini prodotti. “Pensare alla critica enologica”, infatti, non significa affannarsi ad entrare in una guida ma prima di tutto rappresenta un elemento fondamentale per mettersi a confronto con il mercato, con il giudizio altrui, aspetto indispensabile se ci vogliamo porre sul mercato in maniera non autoreferenziale.
Chiudiamo con un altro diffuso luogo comune del vino: “l�export � cosa per pochi”. Un�affermazione facilmente smentibile dai dati ufficiali. Basta leggerli per capire che ad esportare oggi sono sia grandi che medie che piccole imprese. La dimensione non � assolutamente allo stato attuale una discriminante. E� chiaro che vi sono imprese pi� strutturate e competenti nell�internazionalizzarsi ed altre meno ma la dimensione non � assolutamente un pre requisito. Ma � evidente che anche in questo caso vi � chi semina “bufale” nella speranza che qualcuno se le beva.
Esortiamo per� questi seminatori di luoghi comuni a stare attenti a proseguire in questa attivit� perch� la realt� racconta onestamente come la crescita dei mercati, l�aumento della competitivit� � forte e duratura soprattutto in quei settori dove la professionalit� � elevata ed allargata a pi� soggetti.
La concorrenza leale � il sale del buon business, le speculazioni, come si sa bene, hanno le gambe corte.

senzatitolo 4