Il vino d� una lezione di imprenditorialit� a tutto il mercato italiano. Lo dice una ricerca sull�export del vino realizzata per l�Istituto italiano del vino di qualit� Grandi Marchi da Alberto Mattiacci, ordinario di Economia a la Sapienza di Roma. Secondo Mattiacci il Pil italiano �avrebbe oggi 500mld di euro in pi� se fosse cresciuto quanto l�export di vino made in Italy dal 2007 al 2013�. I numeri del vino attestano dal 2008 al 2013 una crescita del 45% a valore e del 23% a volumi, �segno di una crescita costante della qualit� del prodotto esportato�. Un successo che � stato in grado di assorbire sia la crisi post 2008 che l�effetto Euro e perch� � cita la ricerca – i Paesi Terzi crescono pi� di quelli dell�area UE, sia a volumi (+32% circa) che a valori (+50% circa).

Il focus sulle azioni di promozione realizzate dall�Istituto Grandi Marchi – l�associazione che riunisce le 19 cantine simbolo dell�enologia tricolore nel mondo – si concentra sulle attivit� prodotte dal 2009 al 2013, da quando cio� l�Istituto � impegnato nei progetti dell�Ocm Vino Promozione. La politica manageriale vinicola secondo quanto rilevato ha determinato da una parte un incremento dei fatturati in Paesi extra-UE di grandi prospettive � dal +88% in Russia, al + 133% in Cina e il +562% in Brasile – dall�altra un consolidamento dei mercati di sbocco, con ottime performance negli USA (+19%), in Canada (+25%), in Svizzera (+59%) e in Giappone (+79%).

Per il presidente dell�Istituto Grandi Marchi, Piero Antinori: �Le nostre imprese stanno investendo sui mercati pi� rilevanti e di maggiori prospettive future, esportando prodotto di qualit�, generando valore di marca e Paese. La ricerca che abbiamo commissionato vuole essere uno strumento utile per aprire un tavolo di confronto sull�Ocm Vino Promozione tra chi, come noi, ha dimostrato di aver lavorato per il bene comune e le istituzioni che rappresentano questo settore anche a livello politico nazionale e in sede UE�.
La ricerca sottolinea come gli investimenti effettuati nel periodo di riferimento seguano un modello manageriale di azione, fatto di attivit� �consumer-oriented� per circa il 60% delle risorse utilizzate e di �market relation� con iniziative dirette agli stakeholder media, d�opinione e commerciali, per circa il 40%.

La ricerca individua infine il profilo di un export italiano di valore che combina alcuni caratteri, ben rappresentati dai player dell�Istituto Grandi Marchi: � imbottigliato, frutto di presenza commerciale stabile e di una vendita attiva di offerte glamour. Questo modello dovr� continuare a crescere per sostituire gradualmente un altro modello presente nell�export italiano, fatto di sfuso e basic, frutto di attivit� di vendita one shot e spesso passiva.

Nel prossimo aprile, l�Istituto Grandi Marchi sar� promotore di un convegno di approfondimento su questa ricerca, destinato a tutto il settore del vino italiano.