L’Astemia Pentita, la prima cantina vitivinicola pop nata dalla volontà dell’eclettica e visionaria imprenditrice piemontese Sandra Vezza, è stata ufficialmente inaugurata lo scorso 1 ottobre.
Nel territorio di Barolo, sulla rinomata collina dei Cannubi, sorge la scultorea cantina de L’Astemia Pentita.
Ed è proprio l’imprenditrice Sandra Vezza, langarola doc, a dichiararsi con questa avventura “astemia pentita”: il nome della cantina, infatti, racconta già in sé la nascita del progetto: Sandra Vezza, da sempre astemia, con la decisione di dedicarsi alla produzione vitivinicola annuncia definitivamente il proprio pentimento.
Tra i comuni di Barolo e Monforte L’’Astemia Pentita detiene 30 ettari. Dieci le etichette prodotte, dal Barolo, il signore del territorio, al Langhe Nebbiolo, al Barbera, al Dolcetto d’Alba, fino ai bianchi come il Riesling: tra questi, l’azienda ha attuato un recupero dei vitigni autoctoni e meno conosciuti come il Nascetta.
I vini nascono grazie all’enologo Mauro Daniele con la consulenza di Donato Lanati, sempre alla ricerca della qualità e contento di seguire i gruppi anche durante le visite.
Il design delle bottiglie
Bottiglie iconiche, da collezione, che diventano oggetto di design, raffigurando gentiluomini e dame in abito elegante.
Le bottiglie Uomo e Donna de L’’Astemia Pentita sono nelle loro forme “un omaggio alle persone”, afferma Sandra Vezza. L’imprenditrice ha infatti voluto rendere un omaggio a tutti gli uomini e le donne che con impegno costante e passione lavorano per ottenere i vini che rappresentano l’eccellenza delle Langhe.
L’architettura
Gli esterni sono stati progettati dall’architetto Gianni Arnaudo: la cantina è costituita da due grandi volumi sovrapposti, che evocano le forme di due casse da vino fuori scala e ospitano il wine shop a piano terra e la sala degustazioni e ricevimento clienti al primo piano.
La volumetria esterna della cantina si sviluppa per circa 400 mq, mentre la parte ipogea, che ospita tutte le fasi del processo produttivo si sviluppa su due piani con un totale di 3200 mq, una superficie di oltre 8 volte maggiore rispetto ai piani esterni.
Il cuore produttivo della cantina è stato completamente interrato con l’esplicita volontà di rispettare il più possibile il paesaggio.
Gli spazi interni
Per gli spazi interni, ideati e progettati da Sandra Vezza, sono stati privilegiati quei materiali naturali che tradizionalmente hanno un legame con la produzione vitivinicola. I pavimenti presentano un rivestimento costituito da rafia che esalta la naturalezza dando allo spazio un’estetica inedita e unica, a cui si contrappongono i soffitti che presentano grandi dipinti murali, realizzati da artisti locali, dall’estetica pop e surrealista, che creano nel visitatore l’illusione di essere realmente all’interno di una cassa di vino nel momento in cui una mano sta estraendo una bottiglia.
Gli arredi
Per l’arredo della cantina, immancabili alcuni dei prodotti iconici dal’anima pop di Gufram, come il divano Bocca (Studio 65, 1970), il Cactus (Guido Drocco e Franco Mello, 1972), ma anche progetti più recenti come la poltrona Roxanne (Michael Young, 2017). Al piano interrato, nell’area dedicata all’invecchiamento, si trova inoltre la poltrona gigante Mikey dei Sogni disegnata nel 1972 da Studio 65 che, come “un trono contemporaneo per il Barolo, il re dei vini”, sovrasta le grandi botti.













































