Per quanto lo si sappia � ogni volta una soddisfazione verificare quanto � amato l�Amarone della Valpolicella in giro per il mondo.
Noi ci ostiniamo a pensare che si tratti di una case history estremamente importante per capire le dinamiche di successo di un vino italiano nel mondo.
Ne abbiamo avuto ulteriore conferma nei giorni scorsi a Tampere durante la seconda edizione della Wine Fair, nella quale come Wine Meridian abbiamo organizzato, in collaborazione con Timo Jokinen, uno dei maggiori giornalisti del vino del nord Europa, una degustazione dedicata ai vini della Valpolicella.
Una degustazione che � stata la pi� apprezzata (almeno in termini di partecipazione) da parte degli operatori che hanno potuto prenderne parte (molti sono rimasti fuori nonostante fosse stata messa a pagamento).
I vini erano in rappresentanza di sei aziende della Valpolicella: Accordini Stefano, Antolini, Farina, Latium, San Rustico e Zanoni.
Sei rappresentanti tra i pi� interessanti dell�universo “Valpolicella”, con interpretazioni diverse di questo straordinario territorio ma tutti con l�obiettivo condiviso di valorizzare alcuni dei vini oggi maggiormente apprezzati sui mercati di tutto il mondo.
Valpolicella, Valpolicella Superiore, Ripasso e Amarone della Valpolicella: quattro tipologie che hanno nella Corvina quella spina dorsale che consente sia nelle versioni “fresche” sia in quelle “appassite” l�ottenimento di vini dal cuore “autoctono” e dall�appeal “internazionale”.
Questo � il grande “talento” dei vini della Valpolicella, Amarone in primis: la capacit� di abbinare, sapori, aromi, fortemente identitari, legati ai vitigni e ai territori di produzione, e al tempo stesso di soddisfare al meglio il gusto di consumatori di ogni angolo del pianeta.
Ed � questo “talento” che ci fa spesso, anche sulle pagine del nostro Wine Meridian, lanciare appelli in difesa dei vini della Valpolicella, Amarone e Ripasso sopra tutti. Il talento � una fortuna preziosa che va conservata con cura, valorizzata sempre con estrema attenzione, presentata nel modo migliore possibile.
Significa, quindi, prima di tutto, garantire un posizionamento corretto dei vini, evitare rincorse esasperate sull�appassimento di tutte le uve della Valpolicella, di svilire, annebbiare un�immagine che tutt’oggi fortunamente continua ad essere radiosa in gran parte del mondo.
Noi nel nostro piccolo cerchiamo di rappresentare questo “talento” in ogni contesto nel quale si possa raccontare storie importanti sui vini italiani. Gli interpreti della Valpolicella ci regalano sempre applausi.


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