Si è conclusa anche questa edizione, la 53°, di Vinitaly, ed è il momento di raccogliere le forze disperse nei lunghi giorni di fiera, e fare le giuste considerazioni.
In un mercato che diventa sempre più competitivo, in cui il prodotto enologico ha raggiunto ovunque livelli qualitativi molto alti, il Consorzio Tutela Lugana DOC è stato in grado di farsi conoscere e valorizzarsi nei cinque continenti attraverso una forte opera di promozione internazionale, registrando un export che raggiunge il 70% del fatturato. I produttori di Lugana DOC negli ultimi anni hanno saputo interpretare e rispondere bene alla domanda internazionale, offrendo un prodotto di qualità ed in linea con le esigenze del consumatore di oggi, giovane e attento, che cerca in un vino freschezza, fragranza, buon approccio, ma anche struttura e longevità. Lo stile piacevole e contemporaneo del Lugana lo rende, potenzialmente, uno dei vini del futuro. Un’attenta analisi del mercato che, a chiusura 2018, si traduce in trend di crescita del +8,6%rispetto all’anno precedente.
A fronte degli ottimi risultati, il nuovo Consiglio si prepara dunque a implementare gli sforzi nella promozione internazionale allo scopo di raggiungere sì nuovi mercati, ma anche di presidiare quelli già maturi e ad alto potenziale di crescita. Negli Stati Uniti soprattutto, dove la conoscenza e l’interesse da parte del consumatore sono maggiori e di conseguenza maggiore è la domanda di vino di qualità (con un occhio di riguardo verso quello italiano) aumenterà il numero di eventi e di occasioni di incontro e confronto con operatori e stampa del territorio.
Nel 2017 il volume dei consumi di vino è quasi tornato al periodo pre-crisi mostrando, per la prima volta dopo tre anni, una crescita a doppia cifra. Nel 2018, a seguito di nuove sanzioni, dell’instabilità del cambio e dell’aumento dell’IVA, si è registrato un periodo interlocutorio. Secondo i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico russo, le vendite al dettaglio sono uscite dal picco negativo ma, nonostante l’indicizzazione dei salari e la crescita del credito al consumo, le previsioni per il 2019 indicano un rallentamento del retail dovuto all’aumento dell’inflazione, all’elevato carico del debito e da un generale pessimismo sulla situazione economica.
Giornata di chiusura per la 53^ edizione di Vinitaly. Bilancio decisamente positivo per la collettiva dell’Irpinia, presente in fiera con 90 espositori (83 cantine, 3 produttori di liquori e distillati, 3 consorzi ed una rete d’impresa) nello spazio gestito dalla Camera di Commercio di Avellino. Ancora una volta le perle enologiche irpine hanno saputo conquistare i tanti visitatori accorsi all’interno della tensostruttra B.
Ad essere positivamente colpiti dall’alto livello qualitativo che caratterizza in primis le tre DOCG, Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo, sono stati in particolar modo le diverse delegazioni di buyer provenienti da Est Europa (Russia e Kazakistan), Centro e Sud America (Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Messico e Perù) e Centro e Nord Europa (Belgio, Francia e Regno Unito), per un totale di circa 100 professionisti. Gli appuntamenti di Vinitaly International, organizzati in collaborazione con l’Ice, hanno permesso infatti alle aziende di raccontare le proprie etichette agli operatori internazionali, facendo emergere le peculiarità di un terroir assolutamente unico.
A Vinitaly 2019 la degna consacrazione di questo progetto di vita, di famiglia e di stile, che unisce oggi in Azienda il percorso di Roberta e Antonio a quello delle figlie Alessandra e Maddalena. Una memorabile degustazione condotta con maestria da Alessandra Caroni, Donna del Vino e responsabile di Winesoul, alla presenza di Matteo Ferrari enologo dell’azienda dal 1994, artefice di questo capolavoro, e Aurora Endrici, che ha seguito nella comunicazione la Madame, sino dalla sua primissima presentazione ufficiale al Merano Wine Festival nel 2008.
Cinque annate dispari quelle in degustazione, 2007,2005,2003,2001 e 1999.
Vinitaly è stata inoltre l’occasione per stappare la prima magnum di Madame, annata 2008, prodotta in 300 esemplari e assaggiare l’anteprima dell’annata 2009, prodotta in sole 2680 bottiglie.
L’intimo nesso tra tradizione vitivinicola e sperimentazione trova la sua realizzazione nel segno dell’arte nella mostra fotografica “Vino. Oltre gli oggetti”, realizzata dal Master di Fotografia dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e fortemente voluta dall’azienda vitivinicola veronese Zenato. La mostra sarà allestita a Milano dall’8 al 18 aprile 2019 in occasione del Salone del Mobile, presso Bottega Immagine (via Farini, 60).
La prima di una serie di quattro “esperienze” che vedranno coinvolte altrettante scuole di Fotografia Internazionali in Europa, Stati Uniti e Asia e che coincide con la creazione della Zenato Academy, un laboratorio permanente di studio e sperimentazione in campo culturale e in particolare nell’ambito fotografico, luogo ideale in cui sostenere giovani artisti.
Venerdì 12 aprile saranno inoltre consegnate dalla famiglia Zenato 5 borse di studio ai giovani fotografi protagonisti del progetto.
“Il vino deve essere un ponte tra le culture. Dobbiamo aprirci al mondo e alle differenze, come arricchimento per noi e per i nostri clienti, soprattutto in un momento difficile come questo per il nostro Paese. Dobbiamo riuscire ad attrarre le persone grazie all’amore per il vino, ma anche raccontando e facendo vivere l’esperienza delle bellezze italiane”.
Così Marilisa Allegrini commenta il 53esimo Vinitaly, che il Gruppo Allegrini ha dedicato al Giappone, come simbolo di un mercato con ampi margini di crescita e di incontro tra mondi diversi, Occidente e Oriente.
Oltre 2mila degustazioni offerte dalle 40 cantine di tutt’Italia presenti in un grande spazio comune e un programma di incontri e seminari senza sosta per quattro giorni. E’ il bilancio delle attività dell’Associazione Nazionale, quest’anno di nuovo presente con un suo stand alla fiera di Verona. Prossimo appuntamento a fine maggio a Frascati (Roma) con il concorso enologico International Wine Cities Challenge
“Siamo soddisfatti di questo ritorno in forze al Vinitaly”dichiara il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon. “È stata una grande vetrina per i coordinamenti regionali, per le cantine che ogni anno partecipano al nostro concorso enologico internazionale e per le Strade del Vino che hanno presentato al pubblico le bellezze e le novità dei loro territori.
Di Prosecco e sport si è parlato ieri a Vinitaly, presso il Prosecco Doc Pavilion: un focus sul sostegno al mondo dello sport, condotto dal Vice Direttore della Gazzetta dello Sport, Pier Battista Bergonzi, che ha visto insieme al Presidente Zanette: Mitja Gialuz-Presidente di Barcolana, Marc Saurina-Direttore Commerciale di Dorna, Carlo Iacovini Corporate Relations Energica e il campione di sci Kristian Ghedina, in veste di Ambassador di Fondazione Cortina 2021.
Presentato oggi, presso lo spazio di Poggio Le Volpi con la Delegazione Lazio de Le Donne del Vino, il nuovo libro della wine expert e auctioneer Chiara Giannotti, “La Cantina perfetta, Grandi vini da collezione”(edito da Rizzoli).Settanta, in particolare, gli oggetti del desiderio catalogati per territorio e selezionati con rigore, seguendo dunque diversi criteri, che spaziano dall’assoluta qualità alla capacità di saper esprimere il vitigno che lo compone e il terroir, dal valore storico alla longevità, dal posizionamento sul mercato ai livelli di performance nelle aste, fino, naturalmente, alle predilezioni personali della stessa autrice. E come in una sorta di percorso museale, il racconto si snoda lungo dieci stanze-capitoli che descrivono le diverse aree di origine di ogni bottiglia, con approfondimenti sulla storia, sui vitigni, sulle denominazioni, sulle zone e i metodi di produzione.
Sarà presentata al Salone del Mobile “Ferrari Kartell70”, l’edizione speciale di Ferrari Trentodoc che celebra i 70 anni di Kartell
Debutta infatti, in occasione del Salone del Mobile, “Ferrari Kartell70”, una cuvée personalizzata total black con una raffinata texture che riproduce minuscole “K” in oro. Si tratta di un Trentodoc Blanc de Blancs fresco ed elegante, che nasce da sole uve Chardonnay coltivate alle pendici dei monti del Trentino e che affina sui lieviti per oltre 36 mesi. Realizzato in soli 1949 esemplari, in omaggio all’anno di fondazione di Kartell, sarà disponibile, a partire dal 10 aprile, da Eataly, Peck, Rinascente di Milano Piazza Duomo e, per chi preferisce acquistare online, su Tannico.
Le due aziende sono da tempo legate da una partnership che affonda le sue radici nella condivisione di valori quali una storia familiare fatta di passione per l’eccellenza, innovazione e italianità, che ha portato le due realtà a distinguersi nel mondo come ambasciatrici dello stile di vita e della creatività del nostro Paese. Entrambe, inoltre, fanno parte di Fondazione Altagamma, che unisce i migliori marchi dell’industria culturale e creativa italiana.
Siamo soddisfatti, e non ci resta che brindare. Cin cin, alla prossima edizione!













































