Mesi dopo la frana che ha devastato Brazzano, Borgo del Tiglio è ancora lontana dalla propria cantina, con l’annata 2025 a rischio e il futuro incerto. Josko Sirk ha promosso una lettera aperta, firmata dal Consorzio Collio e da decine di aziende e ristoratori, per chiedere alle istituzioni di tutelare insieme sicurezza e patrimonio culturale del territorio.

Sono passati mesi dalla frana che ha travolto Brazzano, eppure Borgo del Tiglio – azienda di cui abbiamo raccontato nell’articolo “La lotta di Borgo del Tiglio per salvare un patrimonio viticolo travolto dal fango” – è ancora fuori dalla propria cantina. L’annata 2025 è a rischio, il futuro dell’azienda è incerto e l’interdizione dell’area potrebbe durare fino a tre anni.

Per rompere lo stallo, Josko Sirk ha promosso una lettera aperta — firmata dal Consorzio Collio e da decine di realtà tra aziende e ristoranti — che chiede alle istituzioni di coniugare sicurezza e tutela del patrimonio storico, paesaggistico e culturale del Collio.

Riportiamo qui sotto la lettera integrale:

Cari Manferrari,

questa lettera nasce da un sentimento profondo di rispetto, vicinanza e responsabilità verso una storia che non appartiene solo a una famiglia o a una vigna, ma a un intero territorio. La vigna del Ronco della Chiesa non è un semplice appezzamento di terra: è un luogo simbolo, un archivio vivente di cultura agricola, visione e coraggio. È una pagina scritta con il tempo, con le mani, con le scelte difficili e spesso controcorrente che hanno reso quella visione autentica del Collio ciò che è oggi.

La frana di Brazzano ha colpito duramente. Ha portato via sogni, case, sicurezza. Ha spezzato vite – due persone che forse avevano scelto di vivere qui proprio per ciò che questo territorio rappresenta: autenticità, fatica, bellezza costruita lentamente, giorno dopo giorno. A loro, alle famiglie, alla comunità ferita, va il primo e più sincero pensiero.Questa lettera non vuole in alcun modo minimizzare il dolore, né spostare l’attenzione dalla necessità assoluta di mettere in sicurezza le persone e il territorio.

Proprio per questo, però, crediamo che la ricostruzione non debba essere solo tecnica, ma anche etica e culturale. Mettere in sicurezza non può significare cancellare la memoria. Proteggere non può voler dire impoverire l’anima di un luogo.

Il Ronco della Chiesa rappresenta un patrimonio storico e identitario del Collio. È testimonianza di una visione che ha saputo guardare oltre il presente, anticipando il futuro senza mai tradire il territorio. La storia dei Manferrari è una storia di avanguardia silenziosa, di rigore, di rispetto assoluto per la terra e per il tempo. Una storia che ha dato prestigio internazionale a queste colline, senza mai snaturarle.

Nei momenti più difficili è fondamentale fare squadra, essere comunità, essere famiglia. Salvare e preservare questa vigna non significa difendere un interesse privato, ma proteggere un bene collettivo, un’eredità che racconta chi siamo stati e come siamo diventati ciò che siamo. Perché è proprio quando i progetti diventano grandi e fragili allo stesso tempo che un territorio dimostra chi è davvero.

Un giorno, i nipoti dei nipoti chiederanno che scelte abbiamo fatto quando tutto sembrava più facile da radere al suolo che da comprendere. Racconteremo loro se abbiamo avuto il coraggio di unire sicurezza e memoria, futuro e rispetto, tecnica e visione. Racconteremo se siamo stati all’altezza delle persone che, come voi, hanno creduto in queste colline quando crederci significava sacrificio, rinuncia e solitudine.

Questa lettera è un gesto di sostegno, ma anche un invito: a dialogare, a trovare soluzioni condivise, a dimostrare che il Collio non è solo un luogo geografico, ma una comunità capace di riconoscere il valore profondo delle proprie radici.

Con stima sincera, rispetto e vicinanza.


Punti chiave

  1. La frana di novembre ha bloccato l’accesso alle cantine di Borgo del Tiglio, mettendo a rischio l’intera annata 2025.
  2. L’interdizione dell’area potrebbe durare fino a tre anni, minacciando la sopravvivenza stessa dell’azienda.
  3. Josko Sirk e il Consorzio Collio hanno firmato una lettera aperta per chiedere soluzioni che uniscano sicurezza e tutela culturale.
  4. Il vigneto Ronco della Chiesa, ottant’anni di storia, è un patrimonio identitario del Collio che rischia di essere compromesso.
  5. La ricostruzione non può essere solo tecnica: il territorio chiede alle istituzioni una visione etica e culturale.