Il Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie presenta a Milano la nuova strategia di posizionamento della denominazione e l’evoluzione del contrassegno di Stato in passaporto digitale con QR code. Tra filiera interregionale, certificazioni in crescita e partnership culturali con FAI e Symbola, la DOC conferma la propria solidità con 230 milioni di bottiglie prodotte annualmente.

Si è conclusa martedì 10 marzo, a Villa Necchi Campiglio – elegante dimora simbolo del razionalismo italiano e bene FAI nel cuore di Milano – la conferenza stampa organizzata dal Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie, dedicata alla nuova strategia di posizionamento della denominazione e al ruolo del contrassegno di Stato tricolore, che da strumento di controllo evolve in passaporto digitale della bottiglia e leva strategica di valorizzazione del vino e dell’origine.

Ad aprire i lavori Davide Usai, Direttore Generale del FAI: “Il vino, e in particolare il Pinot Grigio DOC Delle Venezie, strettamente legato a territori fortemente riconoscibili, rappresenta un naturale punto di incontro tra tutela del paesaggio, patrimonio culturale e identità del Paese. Valorizzare un prodotto significa valorizzare anche i luoghi, la storia e le persone che lo rendono possibile”.

Luca Rigotti, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie, ha ripercorso l’evoluzione della denominazione, nata nel 2016: “Parliamo di una filiera con circa 27.000 ettari di vigneto, 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 di imbottigliamento, che rappresenta il 43% del Pinot Grigio mondiale e l’85% di quello nazionale, con una produzione annua di circa 230 milioni di bottiglie. Il Pinot Grigio DOC Delle Venezie nasce dalla capacità dei territori del Nord-Est di fare sistema: la coesione è la chiave per affrontare le sfide dei mercati globali”.

Matteo Taglienti, Direttore Mercati Privati Italia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha illustrato l’evoluzione digitale del contrassegno: “Non è più soltanto un sigillo cartaceo, ma una vera piattaforma digitale. Grazie all’integrazione di tecnologie anticontraffazione diventa un passaporto del prodotto, capace di raccontarne origine, territorio e filiera produttiva, rafforzando la fiducia dei consumatori nel sistema delle Indicazioni Geografiche italiane”.

Francesco Liantonio, Presidente di Triveneta Certificazioni, ha sottolineato il ruolo del sistema di certificazione: “Il QR code consente di andare oltre la semplice tracciabilità tecnica, permettendo di raccontare il vino e la sua origine attraverso informazioni validate dall’ente certificatore. È uno strumento che rafforza la trasparenza e valorizza il lavoro dei produttori”.

Sul fronte della tutela pubblica, Biagio Morana, Direttore dell’Ufficio ICQRF Nord-Est, ha ricordato come ogni anno vengano effettuati circa 15.000 controlli su circa 8.000 operatori nel settore vitivinicolo, con oltre 4.000 nel solo Triveneto. “Il valore della produzione dei vini DOP e IGP in Italia supera gli 11 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi provengono dal Triveneto. Strumenti come il contrassegno di Stato contribuiscono a rafforzare la tutela di questo straordinario patrimonio”.

Paolo Pigliacelli di Symbola ha concluso: “Il vino italiano non è soltanto un prodotto agricolo: è un racconto di provenienza, comunità e paesaggi. Quando imprese, consorzi, istituzioni e realtà culturali lavorano insieme, si costruisce un modello capace di generare valore economico, sociale e culturale nel lungo periodo”.

A chiudere, Rigotti ha presentato i dati 2025: imbottigliamenti stabili a 1,69 milioni di ettolitri e certificazioni in crescita del 2,3%, a 1,79 milioni di ettolitri. “Risultati significativi in uno scenario internazionale complesso. Il Consorzio continuerà a rafforzare gli strumenti di governo dell’offerta e le attività di promozione sui mercati internazionali”.


Punti chiave

  1. Il contrassegno di Stato diventa passaporto digitale con QR code, raccontando origine, territorio e filiera di ogni bottiglia.
  2. 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno: la DOC rappresenta il 43% del Pinot Grigio mondiale e l’85% di quello italiano.
  3. Certificazioni 2025 in crescita del 2,3%, con imbottigliamenti stabili a 1,69 milioni di ettolitri in uno scenario internazionale complesso.
  4. Oltre 15.000 controlli annui garantiscono la tutela della filiera vitivinicola italiana, con 4.000 ispezioni nel solo Triveneto.
  5. Partnership con FAI e Symbola rafforzano il posizionamento culturale della denominazione, integrando vino, paesaggio e identità territoriale.