Sembrano incombere le nuvole (ed una leggera pioggia) sull’inizio della prima giornata di ProWein 2019, ma nel pomeriggio il sole arriva a riscaldarci. Permetteteci di iniziare il racconto di questa prima giornata con una metafora meteorologica. Alla Düsseldorf Messe per i 1700 produttori italiani arrivati con positività alla fiera tedesca un inizio un po’ a rilento, con i padiglioni (15 e 16) che faticano a riempirsi, ma la calma viene soffiata via, oltre che dal bel clima, da gruppi di visitatori nelle prime ore del pomeriggio, che via via affollano i corridoi del Belpaese.
Sono passate solo 24 ore, i giochi sono appena iniziati, dunque non vogliamo fare nessuna considerazione affrettata sulla fiera, ci affidiamo ai dati, che ci arrivano dal puntuale Business Report, svolto dall’Università di Geisenheim, commissionato e diffuso da ProWein, che ci rende i trend del mercato del vino, le aspettative di trade e produttori su questa fiera e qualche previsione futura.

Sono stati intervistati 2300 esperti del settore vitivinicolo, provenienti da 46 mercati internazionali, tra produttori e membri del trade che hanno espresso il loro punto di vista in merito a tutte le caratteristiche che fanno di questo settore economico una forza sempre in crescita, ovvero i trend di marketing più forti, gli sviluppi sulle vendite online e nei canali classici di commercio ed infine la situazione economica del Paese di provenienza.
Cosa ne è emerso? Tra i mercati mondiali fra i più attrattivi secondo gli intervistati, al primo posto la Cina, che in brevissimo tempo è passata dal nono gradino in classifica mondiale al primo, seguita da Giappone, Hong Kong, Paesi scandinavi, USA e Canada. Fra i mercati che, rispetto al 2017, sono cresciuti più rapidamente, troviamo invece, oltre alla Cina, la Russia ed il Brasile, a conferma delle previsioni riportate nel 2017, che vedevano questi due Paesi protagonisti di una crescita esponenziale, grazie al loro alto tasso di popolazione ed allo straordinario potenziale per l’export di vino.

Il Regno Unito presenta, invece, la situazione più debole al momento, con le più basse aspettative per il futuro. In confronto al 2017, l’attrattività del Regno Unito si è nettamente deteriorata, ed il rischio di un ulteriore declassamento è molto alto.
Un indebolimento che è legato a diversi fattori, tra cui il costante aumento delle tasse sugli alcolici e la grande quantità di spazio perso fra gli scaffali dei distributori, a causa di una spietata competizione fra i retailer più consolidati ed i discount sparsi per la nazione, due fattori che hanno reso le dinamiche di vendita ed inserimento sul mercato sempre più difficili per i produttori di tutto il mondo.

Sempre secondo il report, otto produttori su 10 stanno pensando di espandere le proprie attività di export a nuovi Paesi nei prossimi tre anni, un dato che non cambia di molto rispetto al 2017, che vedeva un comunque alto numero di produttori desiderosi di espandere il proprio mercato. Rimangono Italia, Spagna e Francia i mercati più saturi, anche nei portfolio dei principali importatori. La ricerca dichiara però che, 1 importatore su 5 sta cercando di espandere il proprio range di provenienza all’interno del proprio portfolio vini, orientandosi, oltre alla triade sopracitata, verso Portogallo, Sud Africa e Argentina.

Importanza crescente anche per le vendite online, il cui potenziale continua ad aumentare di anno in anno. Ad oggi, la quota di produttori e wine retailer specializzati che gestiscono il proprio e-commerce personale, tocca il 38/40%, e fra i retailer intervistati, la maggior parte vende un quarto dei propri prodotti tramite il canale online (circa il 28%) mentre fra i produttori solo il 5%.

Le previsioni per lo sviluppo economico sono positive a detta del Business Report, un anno che andrà a favore soprattutto delle cantine di piccolo dimensioni, che cresceranno, e meno alle cooperative, le cui potenzialità di crescita sono al momento ritenute basse.

La giornata si chiude così, con una tiepida soddisfazione. Ma siamo certi che il meglio deve ancora venire. E domani saremo pronti a raccogliere le opinioni dei protagonisti di questa edizione 2019: i produttori.