Con la consueta tempestivit� e professionalit�, Carlo Flamini, direttore del settimanale Corriere Vinicolo (storica testata di Unione italiana vini) ha diffuso i dati Istat sull�export del vino italiano nel primo semestre di quest�anno. E si tratta di numeri non certo entusiasmanti che evidenziano complessivamente una crescita dello 0,9% dei volumi e dell�1,4% dei valori (2,37 miliardi di euro). Ma se si “spacchettano” i dati si evince che a fronte di un�ottima performance degli spumanti (+19,5% in volume e +15,6% in valore) i vini fermi imbottigliati registrano un saldo 0 in volume e una crescita del 2% in valore e ben peggio � andata agli sfusi che hanno perso un 2,4% in volume e quasi un 18% in valore.
Andando ad analizzare le performance nei singoli mercati, osserviamo un calo del 3,3% in volume negli Usa (+0,4% in valore); aumenti invece nello storico mercato tedesco con un +3,7% in volume e +3,9% in valore; calo invece importante del 5,4% in volume e dell�1,5% in valore. I cali maggiori li abbiamo registrati in Canada con un preoccupante -8,9% in volume e -7,3% in valore e in Brasile (ma quando diventer� un mercato veramente interessante per noi?) con una diminuzione del 10,5% in volume e dell�11,3% in valore. Molto bene la Russia (chiss� cosa succeder� per� da adesso in poi) con un aumento del 4,8% in volume e del 9,7% in valore. Sempre altalenante il mercato cinese dove in questi primi sei mesi di quest�anno abbiamo portato a casa un aumento del 6,2% in volume ma un deludente -2,3% in valore.
Interessante analizzare anche i prezzi medi litro della bottiglia made in Italy che ha raggiunto complessivamente i 3,08 euro/litro con un aumento di quasi il 2% rispetto all�anno precedente. Sempre sul fronte prezzo medio registrato dai nostri vini sui mercati va ancora una volta evidenziata la situazione difficile nel Regno Unito, dove, nonostante una crescita del prezzo di poco pi� del 4% siamo ancora a poco pi� di 2 euro al litro; decisamente meglio negli Usa (3,77 euro/litro) e Svizzera (5,83 euro), Hong Kong (9,08 euro).
Ma aldil� dei dati, dal nostro osservatorio abbiamo realizzato una serie di interviste (a buyer internazionali dei mercati pi� importanti) per capire se l�andamento di questo semestre non certo entusiasmante lo dobbiamo leggere con preoccupazione. I risultati pi� dettagliati li daremo tra pochi giorni per il momento ci limitiamo a sottolineare che secondo i nostri “osservatori” il vino italiano ha ancora ampi margini di sviluppo nei mercati pi� strategici ma � sempre pi� evidente che le modalit� di promozione, di definizione di strategie di mercato devono evolversi maggiormente rispetto a quanto � stato fatto fino ad oggi.


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