Luigi Moio, presidente dell’OIV, ha evidenziato agli Etna Days la crisi nella trasmissione generazionale del consumo di vino, con i giovani sempre più attratti dalla mixology e meno educati al vino, nonostante consumino più alcol. Ha sottolineato l’importanza di una comunicazione chiara sul tema vino e salute, distinguendo il vino come simbolo culturale legato ai territori. Bertrand Gauvrit ha partecipato all’apertura dell’evento. L’Etna Doc, prima denominazione siciliana, oggi riunisce 220 aziende e rappresenta il 90% della produzione locale.
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“Il settore vive un momento difficile perché si è interrotta la trasmissione generazionale di cosa significhi consumare vino. Le nuove generazioni non sono state educate a farlo e oggi i giovani – attratti dalla mixology – si allontanano dal vino ma assumono più alcol rispetto alla mia generazione. Paradossalmente, nella delicatissima questione alcol e salute ci va di mezzo il vino e non le altre bevande”.
Lo ha detto, durante gli Etna Days organizzati dal Consorzio Etna Doc, il presidente dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) Luigi Moio.
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“A mio avviso – ha proseguito Moio – anche sul tema vino e salute c’è una grande responsabilità nella comunicazione, troppo spesso confusionaria e contraddittoria. Non possiamo dire che il vino fa bene perché c’è l’alcol, ma ci sono altri argomenti che distinguono il nostro mondo e che accomuna il prodotto con i territori e la loro storia. Serve affermare questi valori identitari per non confondere il vino con le altre bevande alcoliche. Il vino – ha concluso il presidente Oiv – non è un liquido, è un vettore culturale. Bere un calice di Etna è un atto culturale ed è indubbio che la forza della sua denominazione è data dall’identità costruita attorno al Vulcano”.
All’apertura dell’evento annuale sulla denominazione ha partecipato anche Bertrand Gauvrit, direttore dell’Association des Climats du vignoble de Bourgogne.
Key Points:
- Trasmissione generazionale interrotta: Le nuove generazioni non sono state educate al consumo di vino, risultando in un allontanamento dal vino in favore della mixology, pur con un consumo maggiore di alcol rispetto alle generazioni precedenti.
- Paradosso alcol e vino: Nonostante l’incremento nel consumo di alcol tra i giovani, il vino è percepito come responsabile nelle questioni di alcol e salute, più di altre bevande alcoliche.
- Comunicazione sul vino e salute: Secondo Moio, la comunicazione sul vino e la salute è spesso confusionaria e contraddittoria. Non è corretto affermare che il vino fa bene a causa dell’alcol, ma esistono altri aspetti culturali e storici che lo differenziano da altre bevande alcoliche.
- Valori identitari del vino: Il vino deve essere presentato come un prodotto culturale, legato ai territori e alle loro storie. Moio sottolinea che il vino non è solo un liquido, ma un vettore culturale.
- Identità dell’Etna Doc: Bere un calice di vino dell’Etna è definito da Moio come un atto culturale, rafforzato dall’identità del territorio attorno al Vulcano Etna.
- Evento Etna Days: L’evento si è svolto dal 12 al 14 settembre a Castiglione di Sicilia, organizzato dal Consorzio Etna Doc, con la partecipazione di Luigi Moio e Bertrand Gauvrit.
- Etna Doc: La denominazione Etna Doc è stata la prima istituita in Sicilia nel 1968, pioniere in Italia, con un vigneto di 1500 ettari, 220 aziende riunite nel consorzio, e una produzione annua di 6 milioni di bottiglie, di cui il 60% esportato.
- Partecipazione di Bertrand Gauvrit: Oltre a Moio, ha partecipato all’apertura dell’evento Bertrand Gauvrit, direttore dell’Association des Climats du vignoble de Bourgogne.












































