La sostenibilità genera dialogo. Con piacere ci siamo resi conto che il nostro articolo dal titolo un pò provocatorio della scorsa settimana “Non possiamo più sottrarci alla sostenibilità” ha attivato un vortice di riflessioni che ci sono pervenute presso la nostra redazione. E dunque l’allarme rosso sostenibilità ha suonato e noi rispondiamo con piacere, perché lo sapete che il fine ultimo che ci poniamo con i nostri articoli è proprio generare una sana e virale riflessione nei nostri lettori, a qualunque livello si trovino nella filiera vitivinicola. Riflettere significa soffermarsi ad auto-analizzarsi prima di tutto.
Di riflessione parliamo perché quella che vi riportiamo qui sotto è la lettera che ci ha inviato il presidente di
Federdoc, Riccardo Ricci Cubastro, che riporta una sana e felice riflessione sul tema della sostenibilità che la Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani ha messo in atto da tempo. Il Presidente di Federdoc ha voluto condividere con noi il lavoro che il settore del vino ad Indicazione Geografica sta svolgendo in questo ambito.

“Il mondo delle Denominazioni di origine e dei Consorzi di tutela, ha già da tempo previsto la crescente attenzione che i consumatori di tutto il mondo rivolge alla qualità, modificando ed indirizzando le loro scelte verso prodotti che rispettino sempre di più valori ambientali ed etico – sociali, come la sostenibilità.
È per questo che la Federdoc ha iniziato a lavorare, con i Consorzi di tutela associati, a un nuovo concetto di qualità onnicomprensivo, che salvaguardi gli interessi fondamentali dei consumatori tra i quali di certo quello della sostenibilità ambientale e sociale. Nel 2015 è nata “Equalitas” con l’obiettivo di condividere a livello italiano un approccio unico alla sostenibilità del settore vitivinicolo basato sui tre pilastri, ambientale, sociale ed economico e di creare un marchio collettivo di garanzia per il consumatore. Per ciascun pilastro sono stati definiti requisiti ed indicatori verificabili e misurabili, caratterizzanti lo standard produttivo di viticoltura sostenibile che consente la certificazione volontaria di territori, aziende e prodotti.

Equalitas sta raccogliendo le migliori iniziative di best practice consolidate ed innovative per affermare un modello italiano di qualità sostenibile a livello mondiale. Le grandi denominazioni italiane, e molte aziende, credono ed hanno aderito al progetto, certificando i loro prodotti e ottenendo importanti riconoscimenti del loro impegno anche presso i buyer internazionali di monopoli e grandi catene distributive.
Possiamo pertanto affermare che il mondo dei vini a DO ancora una volta ha cercato di anticipare, con la sua intuitività e capacità, quelle che sono le esigenze dei consumatori per essere maggiormente competitivi sui mercati globali.

La Federdoc ed Equalitas andranno avanti in questa direzione per far crescere il settore, perché la viticoltura italiana di qualità “non solo non può”, ma soprattutto “non vuole sottrarsi alla sostenibilità”.

Noi ringraziamo il presidente Ricci Cubastro per l’attenzione che ci ha dedicato e per aver messo in moto un circolo virtuoso di riflessione e dialogo e invitiamo chiunque voglia condividere con noi case histories o obiettivi circa questo importante ambito di azione di scriverci a redazione@winemeridian.com

Non possiamo più sottrarci, tutti noi, alla sostenibilità!