Secondo Wine Intelligence, l’amore dei consumatori britannici per lo spumante parrebbe in declino, anche se la crescente industria nazionale dello spumante sembra beneficiare di un’ondata di “acquisti locali” dovuta al blocco del mercato.

Anche prima dell’impatto della recente pandemia COVID-19, il rapporto dei consumatori britannici con lo spumante stava mutando. Dopo un’alta marea nel 2018, quando sono state consumate quasi 210 milioni di bottiglie di spumante, in maggioranza Prosecco, la marea ha iniziato a ritirarsi. I volumi del 2019 sono scesi a circa 200 milioni di bottiglie, con un calo del 5%.

Anche il numero di consumatori britannici di vino spumante è in calo. Come per i volumi, la popolazione che beveva spumante nel 2018 aveva raggiunto un picco di circa 26 milioni, in aumento rispetto ai 20 milioni del 2010. Nel 2020 si è attestata a circa 23 milioni di bevitori, di cui poco meno di 13 milioni bevono mensilmente o più. 
I bevitori di spumante si rivolgono sempre più al gin e alla birra (compresa la birra artigianale) e, in misura minore, alle bevande alcoliche RTD (ready to drink). Il Prosecco sta cedendo il passo al gin.

Nel contesto di questa tendenza più ampia, la pandemia di COVID-19 e il conseguente lockdown hanno interrotto celebrazioni e grandi raduni, occasioni salienti per il vino spumante. Lo Champagne, che già vede un calo a lungo termine dei volumi venduti nel Regno Unito, sembra essere stato la più grande vittima delle restrizioni e del conseguente calo delle attività economiche.

D’altra parte, la categoria degli spumanti inglesi sembra beneficiare della diffusa tendenza ad acquistare prodotti locali. Lo spumante inglese rimane un prodotto di nicchia (solo 1 bevitore su 5 lo ha consumato nell’ultimo anno), ma la situazione sta cambiando, grazie all’aumento delle quotazioni e a diversi anni di crescita dei volumi di produzione.

Il rapporto di Wine Intelligence mostra un aumento, rispetto all’anno precedente, degli acquisti di spumante inglese dopo il lockdown. I produttori inglesi stanno traendo giovamento dall’aumento di valore e di percezione qualitativa dello spumante inglese, al punto che ora i livelli di qualità complessiva percepita e il prezzo sono molto vicini a quelli dello spumante francese.

Infine, sembra esserci un certo spazio per l’innovazione, la metà dei bevitori di spumante indicano un forte interesse per i prodotti spumanti che offrono meno calorie, meno zuccheri o sapori fruttati. Questi consumatori tendono ad essere più giovani, questo è lo stesso target che sembra essere più propenso a lasciarsi tentare da gin, birra o cocktail RTD.