Sono quattro le generazioni che dal 1961 si sono susseguite alla guida di una delle realtà vitivinicole toscane più note: Tenute Piccini nasce nel Chianti Classico e ben presto diventa uno dei brand più esportati in tutto il mondo. L’azienda oggi può contare su sette tenute: Chianti, Montalcino e Maremma oltre a quelle in aree “vulcaniche”, come “Torre Mora” sull’Etna, e “Regio Cantina” nel Vulture in Basilicata. Un unico obiettivo, quello di creare vini che riflettano il territorio rispettando l’espressività delle uve. Una grande storia fatta di tanti piccoli racconti che Mario Piccini, riassume cosi: “Vini che si fondano sulla tradizione con uno sguardo all’innovazione, pratiche biologiche ed ecosostenibilità, nel rispetto per un territorio in cui crediamo e che vogliamo tramandare al meglio ai nostri figli, con il concetto francese di terroir come modello di riferimento”.

Come ci si prepara a fiere ed eventi importanti come Prowein o Vinitaly? 

Questo è un settore dove bisogna rimanere sempre molto pronti. Pensare un prodotto significa vedere un mercato in evoluzione, “fare” una vigna e realizzare un vino richiede circa cinque anni. Come da alcuni anni a questa parte ci siamo preparati con etichette un po’ più importanti: il mercato sta ricercando sempre di più qualità e sempre meno primi prezzi. Il consumatore è più attento, consuma meno ma meglio, ha bisogno di ritrovare nel vino una “coerenza” così come le ricerca e la trova nel cibo. 
Qual’è il consumatore di Tenute Piccini? 
È un consumatore che ha un background e conoscenze pregresse in tema di vino e soprattutto è interessato al nostro territorio. Oggi il consumatore desidera un vino di qualità che nasca dal rispetto per la natura, fattore che noi garantiamo in tutte le nostre aziende agricole attraverso un lavoro in vigna in regime organico. 
Italia ed estero, quanto esportate e quanto siete presenti sul mercato italiano? 
Circa il 70% della nostra produzione viene esportata all’estero, il rimanente è per il mercato in Italia che sta comunque crescendo. Desideriamo sempre di più essere presenti sul nostro mercato anche se l’estero e i mercati internazionali regalano grandi soddisfazioni. Siamo richiesti e presenti in 95 paesi, cerchiamo di bilanciare la nostra distribuzione su tutti i mercati senza averne di più forti. 
Qual’è il mercato che considerate più interessante a cui puntare? 
I mercati sono tutti interessanti: se dovessimo pensare a nuove sfide le identificherei con i paesi asiatici. Mercati nuovi e importanti su cui imporci, credendo noi “in primis” nel valore dei nostri prodotti.
A proposito di prodotto, qual’è l’etichetta che più rappresenta Tenute Piccini? 
L’etichetta Arancio è sicuramente l’emblema di Tenute Piccini: un’etichetta che ci rappresenta nello “stile di fare le cose”, un approccio contemporaneo del prodotto senza dimenticare la nostra storia. 
“La tradizione è solidità, il futuro è il cambiamento che costruiamo dal presente”. Mario Piccini