La 58^ edizione di Vinitaly si apre a Verona con un’agenda internazionale ambiziosa: quasi trenta iniziative globali, nuovi mercati in Africa, Canada, Australia e un raddoppio in Brasile. Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, dodici Paesi rappresentano le aree a più alto potenziale. Il vino italiano è secondo per saldo commerciale nel made in Italy con +7,2 miliardi nel 2025.

“Vinitaly rappresenta oggi un’infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano, un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera con continuità per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. In uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, caratterizzato da instabilità, ridefinizione delle rotte commerciali e crescente competizione internazionale, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all’estero”.

Così il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha aperto oggi la 58^ edizione di Vinitaly alla presenza di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Gianmarco Mazzi,ministro del Turismo; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; Matteo Zoppas, presidente ITA – Italian Trade Agency; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona. 

“La promozione internazionale è una nostra priorità – ha continuato Bricolo -. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all’Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall’America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con ITA – Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in AfricaCanada,Australia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America”.

Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, realizzate per la 58^ edizione della manifestazione in programma fino al 15 aprile, sono dodici i Paesi con il più alto potenziale di crescita: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, a cui si aggiungono i due mercati principali buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Per Unione italiana vini e Vinitaly, queste rappresentano le aree su cui rafforzare la presenza per ampliare il bacino commerciale di un settore ancora troppo concentrato sui primi cinque mercati di destinazione, che da soli assorbono il 60% del valore complessivo dell’export. La sfida è duplice: da un lato consolidare le produzioni di qualità e contenere le criticità, dall’altro migliorare il posizionamento, un obiettivo ritenuto strategico per l’export di una potenza enologica come l’Italia. Secondo Prometeia, il vino si colloca infatti al secondo posto per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy, con un valore di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

“Da questa lettura dei mercati – ha concluso il presidente – Veronafiere ha sviluppato e intensificato un piano di azione continuativo per intercettare nuove destinazioni e contribuire a rafforzare la competitività del vino italiano.  In questa fase storica, la crescita passa dalla capacità di fare sistema e di presidiare i mercati con visione e continuità: Vinitaly interpreta pienamente questa funzione, affiancando le imprese come strumento attivo di sviluppo e di posizionamento globale”.

Nel corso del talk “Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte” inserito nella cerimonia inaugurale sono intervenuti anche Giacomo Ponti, presidente Federvini e Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini.


Punti chiave

  1. Vinitaly diventa leva strategica per la proiezione internazionale del vino italiano, non solo fiera ma strumento attivo di sviluppo globale.
  2. Quasi 30 iniziative internazionali coprono sistematicamente USA, Asia, America Latina, Balcani, Europa e Regno Unito, con nuove tappe in arrivo.
  3. Africa, Canada, Australia e Brasile sono i nuovi fronti: Veronafiere lavora con ITA per espandere ulteriormente la rete di mercati presidiati.
  4. Dodici Paesi ad alto potenziale identificati dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly, dalla Cina al Messico, dal Vietnam all’India, per diversificare l’export.
  5. Il vino vale +7,2 miliardi di saldo commerciale estero nel 2025, secondo Prometeia: secondo settore del made in Italy per bilancia commerciale.