Vinitaly non è solo padiglioni affollati, brindisi e networking, ma un’occasione di confronto e approfondimento sui temi caldi del mondo del vino ad oggi. Ad aprire la giornata, la cerimonia inaugurale, un raccoglitore delle aspettative per questa nuova edizione, gli obiettivi futuri ed un confronto sullo stato attuale della grande forza italiana sul mercato locale e, soprattutto all’estero. Una forza che va promossa, nonostante le difficoltà e nonostante si stia entrando in un momento storico per il mondo del vino in cui l’export sembra rallentare, ed i mercati chiudersi ad alcuni grandi poli strategici. Anche i marchi più consolidati, hanno l’occasione giusta per consolidare e crescere, sebbene l’attenzione dal 2019 in poi ricadrà sulle produzioni artigianali, sui piccoli imprenditori e sul sentore comune di abbattere le barriere della pesante burocrazia del nostro Bel Paese, e portare a casa risultati.
Di seguito, andiamo a riassumere i punti salienti di questa prima giornata di fiera. Mondo del vino italiano: che cosa ti aspetta e quali sono le novità emergenti?
Anche quest’anno Vinitaly ha ospitato l’intera filiera italiana del vino nel convegno “Parlano i Presidenti: conversazione con le organizzazioni della filiera vitivinicola” che ha visto i vertici istituzionali del settore confrontarsi sulle strategie da adottare per migliorare la competitività del comparto e presentare i temi caldi del settore al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio.
Le nuove sfide del vino, l’innovazione tecnologica, la competitività sui mercati internazionali, la sostenibilità e l’enoturismo sono stati alcuni dei temi centrali del convegno, durante il quale è stata ribadita la volontà e la necessità da parte della filiera di continuare a lavorare uniti, in collaborazione con le Istituzioni, per promuovere e dare il proprio contributo nella creazione di contesti normativi efficienti e vicini alle esigenze produttive del comparto.
2) Export Marche: per ogni milione di euro investito, se ne generano 7,5.
L’analisi Nomisma Wine Monitor segnala un incremento delle vendite del Vigneto Marche.
L’export del vigneto Marche è infatti cresciuto del 56% nell’ultimo decennio, in particolare nell’extraUe, che vola a +75%, con la Cina che segna un incremento di quasi il 450% e con Norvegia, Svizzera e Russia anch’esse in tripla cifra. L’indagine evidenzia nel complesso un settore che negli anni è riuscito a diversificare sempre più il proprio mercato della domanda. I dati espressi dalle interviste ai produttori confermano in larga parte quelli di Istat (che evidenziano una crescita del 9,5% nell’ultimo anno, il triplo rispetto alla media nazionale) che annoverano tra i top buyer in testa gli Usa (16,2% di market share), seguiti da Svezia (11,3%), Benelux (9,8%), Germania (8,8%), Giappone (7,1%), Regno Unito (6,5%) e Cina (5,7%). A farla da padroni, i 2 prodotti di punta, il Verdicchio (dei Castelli di Jesi e di Matelica), che a valore rappresenta la fetta maggiore dell’export regionale, e il Rosso Piceno, che mette a segno un’importante progressione nelle vendite estere.
3) In fiera, “eccellenza sostenibile” delle 480 cantine cooperative italiane
Con 141mila soci produttori e oltre 9mila addetti, le 480 cantine cooperative producono il 58% del vino italiano e registrano un giro d’affari che ha raggiunto quest’anno la quota record di 5 miliardi di euro. Non solo. La cooperazione è anche sinonimo di eccellenza: le etichette delle cantine cooperative sono sempre più apprezzate e premiate in decine di concorsi internazionali e detengono inoltre una quota significativa delle produzioni italiane a denominazione, con una media di oltre il 50% delle Dop e il 65% delle Igp. Da nord a sud dell’Italia, sono numerosi i progetti avviati dalle cantine cooperative, che sono culminati con il conseguimento di certificazioni riconosciute. Alcuni esempi: il Gruppo trentino Mezzacorona e la veneta Cantine Vitevis possono vantare uva e vino certificati con il Sistema di Qualità Nazionale di produzione integrata (SQNPI) rilasciati dal Ministero dell’agricoltura; la Cantina di Soave ha ottenuto la certificazione V.I.V.A. rilasciata dal Ministero dell’ambiente.
4) Vini in crescita: l’Osservatorio Signorvino presenta i dati di vendita del vino per regione, categoria e uvaggio
Si conferma l’80% delle vendite di vini provenienti da Veneto, Toscana, Piemonte e Lombardia con un contributo più contenuto in Trentino Alto Adige; dato che supporta la notizia di una maggiore crescita (+5%) del consumo di vino del nord ovest rispetto al nord est. In merito al centro Italia i trend sono pressoché simili al 2018; la Toscana mantiene invariata la sua prima posizione, ma in termini di crescita il primato va all’Emilia Romagna con un +21%, seguita dalle Marche con un +17% (che però non diventa di significativa incidenza se si pensa al fatturato). La maggiore crescita si registra nelle regioni del Sud in particolare Puglia, Basilicata e Calabria con un trend positivo anche della Sicilia (+2%).
Le categorie? Per i primi mesi del 2019 sono le bollicine ad aver registrato la maggiore crescita avanzando un trend del 6% sul valore assoluto, poi i vini bianchi e rossi (+3%), rosati (+2%) mentre i vini dolci hanno registrato una leggera flessione.
5) Ornellaia, Leon Liang e Demi Li i vincitori del Premio Internazionale Vinitaly 2019
il Premio Internazionale Vinitaly, che viene attribuito a personalità o aziende o istituzioni italiane ed estere che si sono distinte per il loro impegno nel campo enologico, vanta altri 3 nomi.
Si tratta della cantina Ornellaia, nome simbolo del Made in Italy, come riconoscimento dell’eccellenza dei suoi vini, Il vino bandiera dell’azienda, l’Ornellaia Bolgheri Rosso, è un vero cult wine italiano, come anche il 100% Merlot Masseto. Guidata da Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato, e appartenente al gruppo toscano Frescobaldi, Ornellaia ha contribuito, insieme ad altre aziende locali di grande fama e valore, a dare vita a una denominazione (Bolgheri) dove prima esisteva per lo più una Toscana selvaggia e costiera.
Altri riconoscimento a Leon Liang, da oltre 10 anni è un grande cultore e appassionato del vino italiano, tra i fondatori della più importante e innovativa scuola di educazione al vino in Cina, e a Demei Li, più volte riconosciuto come uno dei motori trainanti del miglioramento delle cantine del Paese, ricordato per essere l’enologo che per primo ha portato un vino cinese a vincere un premio internazionale.
La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti chiede un nuovo protocollo sanitario e una formazione specifica per gli ispettori ASL. Pronto un tavolo di confronto con la Società Italiana di Igiene. Le norme sanitarie del settore alimentare non vanno bene per quello del vino: serve una nuova regolamentazione e più razionalità nei controlli. È questo il pensiero di FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, che nel nuovo Dossier Salute richiede un protocollo sanitario ad hoc per le cantine e una formazione specifica per gli ispettori delle ASL.
Con 93 punti il Lessini Durello Settecento33 della Cantina di Soave si aggiudica il premio come miglior spumante d’Italia. È stato un selezionato panel di esperti internazionali, capitanati da Lynne Sherriff MW a decretare i vincitori della guida. Ben 2.700 i campioni presentati dai 5.600 espositori della fiera veronese; una lunga selezione che ha portato a una scelta di 100 vini, premiati poi per le categorie di appartenenza; primo per i vini spumanti, il Lessini Durello.
8) Bruno Gambacorta vince il “Premio Fisar alla Comunicazione 2019”
la Giunta Esecutiva FISAR consegna il “Premio FISAR alla Comunicazione 2019” al giornalista RAI Bruno Gambacorta, scrittore ed esperto di enogastronomia, ideatore e conduttore della rubrica del TG2 Eat Parade dedicata al “bere bene, mangiare sano”. FISAR ha istituito il Premio quattro anni fa per valorizzare i grandi narratori del vino che, con impegno e passione, contribuiscono in modo significativo alla promozione del patrimonio enologico italiano.
Il San Giorgio, storica etichetta del Rosso Umbria Igt di Lungarotti, raggiunge il traguardo delle 40 vendemmie e per il suo compleanno debutta a Vinitaly con un’annata, quella del 2016, che ne segna l’evoluzione in chiave moderna. Le novità che riguardano il San Giorgio non si esauriscono solo nell’uvaggio, ma interessano anche l’immagine della bottiglia. L’etichetta che veste l’annata 2016 riporta la firma autografa di Giorgio Lungarotti e raffigura “San Giorgio e il drago” di Raffaello Sanzio.
AIS Veneto ha eletto il Miglior Sommelier del Veneto 2019: è Alessio Serafini, della delegazione di Verona. Ha sbaragliato i 12 colleghi nel corso delle prove che si sono succedute nell’arco del pomeriggio del 5 aprile alla Camera di Commercio di Verona, vincendo di diritto anche l’accesso alle finali nazionali che si terranno in autunno sempre nella città scaligera. La prova scritta ha decretato i quattro migliori sommelier, che si sono sfidati a coppie in prove di degustazione e abbinamento.













































