David Morrison in un recente articolo apparso sul suo noto blog “The Wine Gourd” ha voluto prendere in esame i dati di 48 Paesi in relazione alla quota percentuale di vino e birra consumati rispetto al totale degli alcolici.

I dati fanno riferimento all’Annual Database of Global Wine Markets 2018 redatto da Anderson, Nelgen e Pinilla. Morrison sottolinea che è necessario standardizzare i dati per ogni Paese, tenendo conto della demografia e del contenuto di alcol, dato che il vino ne contiene fino a tre volte di più della birra.

Il grafico sottostante, riferito al 2018, raffigura un punto per ogni Paese, posizionato verticalmente in base alla quota percentuale di birra rispetto al consumo totale di alcolici e orizzontalmente in base alla quota percentuale di vino rispetto al consumo totale di alcolici.

Il grafico può risultare utile ai produttori e all’industria del vino per avere un quadro dei mercati più potenziali in cui potrebbe risultare utile e profittevole investire per modificare gli equilibri a favore del vino.

Morrison ha etichettato 29 Paesi con i loro nomi e colorato di rosa tre Paesi scandinavi (Danimarca, Norvegia, Svezia). La linea rosa indica l’equilibrio dei consumi: i Paesi al di sopra della linea rosa assumono più birra rispetto al consumo totale di alcolici, mentre quelli al di sotto della linea assumono più vino. In quest’ultimo gruppo sono presenti 14 Paesi, più la Nuova Zelanda che si trova in una posizione piuttosto defilata.

Come ci si aspettava, c’è generalmente una relazione negativa tra il consumo di birra e vino: più vino viene consumato, meno spazio c’è per il consumo di birra. Ci sono tuttavia alcuni Paesi, nella parte inferiore sinistra del grafico, che consumano pochissimo vino e non lo compensano nemmeno con un consumo eccessivo di birra: in altre parole, i distillati costituiscono la maggior parte del consumo di alcol.

Questi Paesi (per lo più asiatici) assumono in realtà pochissimo alcol, anche attraverso il consumo di distillati. D’altra parte, i Paesi posizionati nel grafico a destra della Cina sono Bulgaria, Russia e Ucraina, che consumano molti distillati anzichè birra o vino.

Come ci si potrebbe aspettare, alcuni noti Paesi produttori di vino si trovano nell’angolo in basso a destra del grafico. Tuttavia, i quattro Paesi non etichettati di questa regione sono: Grecia, Marocco, Svizzera e Uruguay, che non sono grandi produttori di vino. Vi aspettavate che il Marocco, pur non consumando molto alcol, consumasse più vino che birra?

I Paesi scandinavi (in rosa) sono piuttosto vicini alla linea di equilibrio, insieme all’Ungheria e alla Nuova Zelanda, oltre all’Algeria (non etichettata). La Scandinavia è stata principalmente un’area popolata da consumatori di birra ma le cose sono cambiate molto negli ultimi decenni e questo ha molto a che fare con il monopolio di Stato della vendita al dettaglio di vino. Tuttavia, la Svezia è nota ai produttori di birra come un grande mercato per le birre artigianali.

Nonostante l’idea diffusa secondo cui i mercati anglosassoni sono dominati dalla birra, oltre alla Nuova Zelanda, anche Australia e Regno Unito non sono molto sbilanciati verso la birra. Tuttavia gli Stati Uniti, primo mercato al mondo per il vino, sono nettamente più inclini alla birra. Questo è un dato rilevante dal punto di vista commerciale, visto che gli USA hanno anche la terza popolazione più numerosa del pianeta dopo Cina e India. Il Sudafrica è ancora più favorevole alla birra, nonostante la sua fiorente industria vinicola.

La differenza tra Paesi produttori e non produttori di vino è particolarmente evidente in Sud America. L’Argentina (che produce molto vino) è molto a destra nel grafico (consuma molto vino), mentre il Brasile (che produce poco vino) è molto a sinistra (consuma poco vino). Il Cile (non etichettato) si trova in una posizione equilibrata.