Abbiamo preso un compasso e fatto un cerchio di 150 km attorno alla città di Verona. Abbiamo poi stimato quante aziende vinificatrici ci sono in quest’area che comprende di fatto tre importanti regioni viticole come il Veneto, la Lombardia, il Trentino Alto Adige, e allargando di poco anche Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Il risultato è di circa 2.000 aziende. Quante di queste aziende, o loro rappresentanti, erano presenti a quest’ultimo wine2wine di Verona? Pochi, troppi pochi. Ed è un vero peccato perché questa straordinaria iniziativa è pensata e organizzata soprattutto per loro.
Ci dispiace ripetere questa ‘solfa’ ogni anno a commento di wine2wine ma a noi continua ad apparire un paradosso questa assenza così assordante.
Facciamo fatica a capire onestamente come mai molti imprenditori del vino, soprattutto i medio piccoli, la maggioranza del nostro sistema vitivinicolo, non trovino del tempo per partecipare a questo forum cosi utile per loro.
Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni di questi ‘assenti’ e potremmo dividere le risposte in due tipologie: sono troppo impegnato; non ci sono temi che mi interessano.
La prima risposta è, seppur comprensibile, inaccettabile quando parliamo di imprenditoria moderna, di opportunità che ti consentono di migliorare le tue strategie, di confrontarti con chi ha i tuoi stessi problemi, di acquisire possibili soluzioni. Il pay off di wine2wine ‘sharing business ideas’ cioè condividere idee di business già da solo dovrebbe essere un buon motivo per partecipare ad un’iniziativa come wine2wine. Un’iniziativa ancor più utile in una fase così problematica e rivoluzionaria anche per il nostro amato wine business.
Gli assenti anche di questa edizione hanno perso numerose opportunità (almeno una sessantina!), come ascoltare (e magari parlare senza difficoltà) Ian Ford, oggi forse il maggiore esperto su come esportare vino in Cina; partecipare alla ‘simulazione’ di Jonas Rojerman che ha fatto entrare concretamente i partecipanti alla costruzione di un tender per il Systembolaget, il monopolio svedese; sentire da Gerard Spatafora le ‘istruzioni per l’uso’ molto pratiche per la vendita del vino online; addirittura partecipare al seminario di Tom Cochran uno dei consulenti della comunicazione della campagna presidenziale di Barak Obama. Un grande esperto di comunicazione digitale che è stato in grado di dare un contributo fondamentale nella realizzazione di un sogno: il primo uomo di colore alla Casa Bianca. Uno che è riuscito a trasformare il ‘Yes we can’ in ‘Yes we did’, cioè il ‘sì, noi possiamo’ in ‘sì, ce l’abbiamo fatta’.
Quante aziende del vino oggi sono nella situazione del ‘Yes, we can’? Tante secondo noi.
Ma solo se accettano la sfida del ‘formarsi’, del ‘confrontarsi’ potranno entrare nella categoria del ‘Yes, we did’, ce l’abbiamo fatta!
Wine2wine 2019 e lennesima occasione persa per molti produttori
Nella sesta edizione di wine2wine, l’ottimo Forum sul wine business organizzato da Vinitaly International, è stata ancora troppo scarsa la partecipazione di imprenditori che invece avrebbero trovato in questo evento numerose risposte, stimoli e relazioni per migliorare le loro aziende












































