Sala gremita con oltre cento export manager o titolari di azienda dedicati all’export presenti al Wine Export Manager Day, che si è svolto ieri al Crowne Plaza Hotel di Verona.
Al Wine Export Manager Day sono arrivati partecipanti provenienti da tutta Italia, che per un giorno hanno fermato le loro frenetiche attività di vendita e comunicazione, per dedicarsi alla formazione e al networking. Tra loro non solo export manager di esperienza, che volano da anni tra un mercato e l’altro, ma anche nuove professionalità che entrano nel mondo del vino da altri settori o dal mondo universitario, o produttori alla ricerca di suggestioni per migliorare il loro approccio alla vendita internazionale. Hanno ascoltato, lavorato in gruppo, fatto una presentazione delle loro considerazioni e infine parlato apertamente delle proprie difficoltà o idee.
Il cuore della giornata è stata la presentazione dell’indagine sulle risorse umane dell’export del vino ideata e condotta dagli organizzatori, Fabio Piccoli, Lavinia Furlani e Andrea Pozzan, fondatori di Wine People e Wine Meridian.
Negli scorsi mesi sono stati intervistati 144 imprenditori del vino tra grandi, medie, piccole e anche alcune micro imprese, coinvolgendo un target che fosse il più possibile rappresentativo del tessuto produttivo italiano, dove non sono solo le grandi imprese ad essere impegnate sul fronte internazionale. “Senza la pretesa però di essere statisticamente attendibili ma di raccontare un osservatorio del modello produttivo italiano” spiegano i relatori.
“Partiamo da una cattiva notizia, quasi un terzo degli imprenditori intervistati ha dichiarato di non avere una risorsa umana dedicata all’export e per l’85% degli intervistati è proprio l’area commerciale/vendita/marketing quella che necessita un maggior presidio” racconta Fabio Piccoli.
Da quali settori vengono gli export manager scelti? “Allo stato attuale l’80% proviene ancora dal settore vinicolo, ma sono in crescita le aziende che intercettano figure da altri comparti avendo compreso il processo di contaminazione che può solo costituire una risorsa” spiegano i relatori.
Di cosa si occupano questi professionisti dell’export? “Nella maggior parte dei casi partecipano a fiere ed eventi b2b, questo infatti è ancora un mestiere da marciapiede, per fortuna – dice Lavinia Furlani- Poi seguono gli importatori, preparano le proposte commerciali e le negoziano, fanno insomma la pura attività commerciale. Ed infine preparano il materiale promozionale e ne gestiscono la comunicazione nei mercati da loro presidiati”.
L’indagine ha analizzato quali sono i mercati più richiesti e ritenuti più interessanti sia per i produttori che per gli export manager. “Molti dei mercati storici rimangono i mercati più richiesti: Stati Uniti, Germania, Canada, Cina, Regno Unito e Nord Europa sono quelli più citati dagli intervistati” raccontano i relatori.
Gli export manager passano meno di 30 giorni all’anno all’estero nel 34% dei casi e tra i 30 e i 60 giorni nel 31% dei casi. Mentre solo l’8% passa oltre 120 giorni in volo. Nella maggior parte dei casi (47%) non hanno purtroppo un supporto di back office e lavorano in autonomia per traduzioni, contratti, schede tecniche, mentre nel 32% dei casi hanno un supporto per l’emissione degli ordini e la gestione dei materiali di comunicazione.
Fare network rimane ancora per gli export manager del vino un limite che potrebbe essere superato. “Un paradosso: quasi tutte le categorie professionali hanno generato una lobby, a garanzia delle professionalità e la sua autorevolezza all’interno di un sistema economico. L’unica categoria che non ha mai fatto lobby nel mondo del vino sono gli export manager” conclude Fabio Piccoli.
Le condizioni per costruire una lobby degli export manager del vino? “Aumentare le competenze con maggiore attività di formazione, cercando anche delle forme di divulgazione delle informazioni e cercando l’aggregazione (forme associative). Per questo è nata questa giornata e speriamo di aver stimolato così nei partecipanti nuove domande e la ricerca di risposte” concludono i relatori.
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni: risorseumane@winepeople-network.com













































