Molto popolari negli USA, in fase di decollo in Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda: sono i lifestyle brands. Curiosando tra i media e gli operatori del settore stranieri abbiamo scoperto che viene dedicata una graduale attenzione ad uno dei nuovi trend di consumo del momento (che non riguarda solo il vino) soprattutto dei mercati nordamericano, nordeuropeo e oceanico (abbiamo accennato largomento parlando di Nuova Zelanda di recente).
Abbiamo pensato cos di abbozzare unanalisi sul fenomeno che sembra essere in crescente ascesa. Questo concetto pare essere ancora molto lontano dal panorama italiano, in cui si inizia a parlare di tematiche correlate, come vini eco-sostenibili o vegani, ma dove ancora non si comprende quanto sia importante analizzare le aspettative e i gusti del consumatore. Dunque linteresse dei produttori di lifestyle wines non il punto di arrivo, ma il punto di partenza. Chi il consumatore? Cosa ama bere?
I brand lifestyle stanno sicuramente guadagnando pi spazio sugli scaffali della GDO perch i retailers stanno cercando il modo pi efficace di attrarre i gruppi chiave di consumatori.
I fornitori di vini “brandizzati”, sia che siano grandi o piccoli, stanno investendo sempre di pi in ricerche di mercato e in base a queste ricerche propongono i vini ai supermercati spiegando loro a quali vini o gusti corrispondono le diverse categorie di consumatori.
La questione pare essere dunque di tipo identitario ancora una volta: chi sono? Che vini produco e a chi mi rivolgo? Per comprendere a chi mi voglio rivolgere sicuramente unindagine accurata di chi sono i consumatori in un determinato Paese cruciale per il successo dellazienda.
Ad esempio uno dei brand pi impattanti del 2015 stato Echo Falls Fruit Fusion, realizzato per portare giovani consumatori, specialmente donne, nel mondo del vino per la prima volta con vini fruttati e profumati in alternativa ai cocktail fruttati e al sidro.
Man mano che i retailer e i fornitori diventano pi sicuri di queste dinamiche che hanno un forte impatto sul consumatore, pi pretendono dalle aziende vini lifestyle sempre pi innovativi e coraggiosi fino a spingersi sui vini salutari e a basso contenuto alcolico. Un esempio estremo? I non-alcoholic wines come Barrels and Drums, che sta andando molto bene in Europa ed rivolto alle donne in dolce attesa.
E cos il ministero per le Industrie primarie del Paese, insieme a NZ Winegrowers, lassociazione nazionale dei produttori di vino, e a 15 cantine private ha messo in piedi un progetto imponente per creare i Lifestyle wines. Nome ancora provvisorio per indicare una serie di vini profumati e buoni al palato, come i tradizionali, ma con meno contenuto di alcol. Ottenuti non chimicamente, ma attraverso un cambiamento di coltivazione, raccolta e vinificazione. Naturali, insomma.
Cosa sta accadendo invece in Italia? I produttori stanno considerando questi nuovi trend nellapprocciarsi a questi mercati? Approfondiremo questa tematica prossimamente, ma soprattutto siamo pronti a raccogliere le testimonianze di chi in questo settore si ritiene pioniere.












































