Immediati gli apprezzamenti provenienti da oltre confine, dove questo tipo di chiusura � particolarmente diffuso e ricercato.
“La chiusura a vite � sottolinea Rosemary George, master of wine e giornalista inglese -�era associata a vini economici , ma ora non pi�. I neozelandesi hanno segnato la strada per una percezione pi� seria dei vini con quella chiusura. E per un vino come il Soave pu� essere una opportunit� prenderne�l�immagine pi� moderna, anche in mercati dove � gi� ampiamente conosciuto”.
Per Timo Jokinen,�importatore di vini per il mercato�finlandese, la possibilit� di utilizzare la chiusura a vite anche sulla tipologia Soave Superiore DOCG � “assolutamente positiva. Il Monopolio di Stato�preferisce quasi sempre quel tipo di chiusura�assieme ai consumatori, che la scelgono perla praticit�. Per quanto riguarda il vino non dimentichiamo poi che la Finlandia � uno dei mercati che pi� ricercano confezioni alternative rispetto al vetro”.
Per quanto riguarda infine il mercato tedesco,�Veronika Crecelius, della rivista Weinwirtschaft�sottolinea come�il tappo a vite “faccia parte ormai da anni della quotidianit� del consumatore tedesco.� Questa chiusura non � pi� adottata solo per i vini base ma anche per referenze importanti, con la conseguenza che i consumatori e i wine lover sono abituati ad associarla anche ai vini pi� costosi”.
Soddisfatto il Consorzio del Soave che da anni � impegnato nella battaglia per l�introduzione di questa modifica.
“Sui mercati del Nord Europa, ma sempre pi� spesso anche in Usa e Giappone � spiega�Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave�- i consumatori richiedono che le bottiglie di vino siano chiuse con tappi a vite di nuova generazione oppure con capsule di vetro in ceramica. Non potevamo quindi non considerate i desiderata dei mercati esteri dove esportiamo oltre l�80% della nostra produzione”.













































