Un recente studio condotto dai ricercatori della Penn State School of Hospitality Management della Pennsylvania ha rivelato che i consumatori di vino meno esperti sono più inclini a comprare bottiglie con etichette che presentano una scala visiva della dolcezza rispetto a una semplice descrizione testuale. La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Contemporary Hospitality Management, è stata diretta da Donna Quadri-Felitti, direttrice della Penn State School of Hospitality Management, e Anqi Luo, assistente ricercatrice presso la Hong Kong Polytechnic University.

“Il posto migliore per descrivere le caratteristiche del prodotto, quando il consumatore ha la bottiglia in mano, è l’etichetta. La nostra ricerca mostra che l’etichetta è uno spazio piccolo e affollato ed una scala visiva immediata, può aiutare a concludere la vendita”. Ciò aiuta a chiarire l’importanza del design delle etichette che deve essere in grado di catturare immediatamente l’attenzione e facilitare la comprensione del prodotto da parte del consumatore, specialmente nel competitivo mercato del vino.

La ricerca è stata suddivisa in due studi distinti. Nel primo studio, sono stati intervistati 200 adulti (dai 21 anni in su) residenti negli Stati Uniti. I partecipanti hanno ricevuto due versioni della stessa etichetta di vino: una con una descrizione testuale del livello di dolcezza e l’altra con una scala visiva. Dopo aver visionato l’etichetta, i partecipanti hanno indicato la loro intenzione di acquisto e la frequenza con cui consumano vino, permettendo ai ricercatori di distinguere tra consumatori esperti e inesperti.

Nel secondo studio, un diverso gruppo di 200 adulti ha partecipato a un sondaggio simile per valutare la disponibilità di spesa per il prodotto in questione. Anche in questo caso, le etichette mostravano una scala di dolcezza o una descrizione testuale. I partecipanti hanno poi risposto in base alla loro disponibilità di spesa per il vino.

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Anqi Luo afferma: “Anche se gli inesperti di vino sono più propensi ad acquistare vini con una scala di dolcezza piuttosto che con testo, non sono disposti a pagare di più a causa della percezione di qualità inferiore. La scala di dolcezza rende più facile per i consumatori comprendere cosa c’è nella bottiglia ma quando le informazioni sul prodotto sono più facili da interpretare, può diminuire la percezione di esclusività e portare a una minore percezione del valore“. Questo punto mette in luce un equilibrio delicato tra semplicità e percezione della qualità, un aspetto cruciale nel marketing del vino.

I ricercatori suggeriscono che i produttori di vino dovrebbero considerare questi risultati nelle loro strategie di marketing. Ad esempio, per i vini di fascia alta, potrebbe essere vantaggioso evitare l’uso di una scala visiva di dolcezza. Al contrario per i vini entry-level o destinati a consumatori poco esperti,l’inclusione di una scala di dolcezza potrebbe rivelarsi vantaggiosa. Anche i ristoratori possono trarre vantaggio da questi risultati nella scelta dei vini da includere nelle loro liste.

Questo studio evidenzia come l’uso strategico delle etichette può influenzare significativamente le decisioni di acquisto, soprattutto tra i consumatori meno esperti, e suggerisce che un’attenta considerazione del design delle etichette potrebbe aiutare i produttori a raggiungere meglio i loro mercati target. Inoltre, sottolinea l’importanza di una comunicazione chiara e accessibile delle caratteristiche del prodotto per attrarre un pubblico più ampio e diversificato.