Il 70% dei turisti visita solo l’1% dell’Italia. Questo genera un fenomeno che si chiama overtourism ed è il problema più grave del turismo italiano. Tra le città catalizzatrici di questi ritrovi di massa Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli. A elaborare dati consolidati Banca d’Italia e Istat è stata The Data Appeal Company.
Per far fronte a questo fenomeno è nata la startup Unexpected Italy, che recentemente ha presentato il suo progetto all’Onu ed è stata annunciata tra le colonne del “The Guardian”: un progetto traveltech che ha come obiettivo offrire un’esperienza turistica che faccia sentire “locali” i viaggiatori. È stata definita una “Lonely Planet” 3.0 geolocalizzata e altamente targetizzata, nella quale il viaggiatore ha accesso ad itinerari digitali che permettono di personalizzare il viaggio entrando in contatto diretto con posti unici e locali, difficili da trovare sui classici canali turistici. Le prime città mappate sono Vicenza, Venezia e Roma.
Una storia partita da Londra
Da Londra all’Italia. La storia di Unexpected Italy inizia in Gran Bretagna prima del Covid. Elisabetta Faggiana, originaria di Arzignano, a Londra incontra Savio Losito, originario di Barletta, un mappatore seriale, oggi suo marito e co-fondatore di Unexpected Italy. Con lui nasce “Unexpected London”, esperienze urbane per piccoli gruppi alla scoperta della Londra più vera. La startup diventa celebre in Europa e Stati Uniti, riceve premi e riconoscimenti sulla stampa internazionale. Decidono quindi di trasferire la loro esperienza londinese in Italia per lottare contro l’overtourism.

Come vengono scelte le realtà inserite nella mappa di Unexpected Italy?
“Partiamo dal presupposto che l’Italia non smetti mai di scoprirla e che vino e cibo sono tra gli attrattori che richiamano maggiormente i turisti. Per prima cosa procediamo ad un’analisi del territorio: estrapoliamo le realtà che lavorano secondo determinati criteri, ad esempio scegliamo cantine che seguono un’etica nella produzione” ci spiega Elisabetta Faggiana. “Tre sono i criteri che seguiamo nella selezione delle realtà: devono avere un forte legame con il territorio, essere portatori dei valori dello stesso e valorizzarne le risorse. Inoltre si devono fare portatori di una forte identità, sia in termini di storia che di innovazione”.
Spazio per le cantine vinicole
Tra gli host selezionati ci sono naturalmente anche le cantine vinicole. “Ci rivolgiamo principalmente ai piccoli produttori, non guardiamo solo il prodotto, ma anche l’etica che li ispira. Le dimensioni della cantina, tuttavia, sono talvolta irrilevanti se siamo di fronte a realtà che hanno fatto la storia di un territorio. Nella scelta influiscono molti fattori, da riconoscimenti già ricevuti di associazioni valide, ai criteri sopra citati, così come le raccomandazioni di esperti di settore verificati e profilati” aggiunge Elisabetta.
Chi sono i fruitori di questa APP?
Sicuramente viaggiatori indipendenti, in coppia, in piccoli gruppi o da soli, con un profilo medio-alto spendente. I viaggiatori a cui si rivolge Unexpected Italy sono alla ricerca di autenticità: un’esperienza che si può fare solo in quel posto, lontano dalle masse e dai luoghi commerciali.
“Nell’app l’utente può selezionare il tipo di viaggiatore che è (dal wine lover all’esploratore, passando per chi vive le vacanze in famiglia o in coppia) e poi già dalla mappa consultare punti iconici, ristoranti, hotel, artigiani, produttori locali, mercati, negozi che sono selezionati o garantiti. I business garantiti oltre ad articoli in italiano ed inglese hanno anche focus sugli host, e questa è la prima fase dell’empatia necessaria in questo progetto che mette in contatto non strutture turistiche ma persone” spiega Savio Losito.
Un turismo responsabile, inclusivo e volto alla valorizzazione del territorio
“Questa è la nostra soluzione per redistribuire il turismo su tutto il tessuto nazionale. Stimoliamo benefici economici, ambientali e sociali, con un occhio non solo ad un turismo responsabile ma anche inclusivo, attraverso una valorizzazione dei territori che parte da una conoscenza approfondita di persone e business indipendenti locali ed una conseguente profilazione avanzata che consente un match tra viaggiatore e host per tutelare i posti portando le persone giuste nei posti giusti ed evitando fenomeni di massa” concludono i fondatori.
In conclusione, non siamo di fronte alla classica visita guidata: Unexpected Italy è prima di tutto un’esperienza umana di viversi un territorio e le sue persone, di vedere artigiani al lavoro, di assaporare i prodotti del territorio, il viversi una sagra o un mercato locale, in poche parole immergersi appieno nelle comunità locali e sentirsene parte, evitando le tanto famigerate trappole turistiche.













































