Il mercato vinicolo di Hong Kong sta attraversando un momento cruciale, segnato da un calo delle importazioni ma da un turismo in crescita e da consumatori sempre più selettivi. Le politiche fiscali e la formazione rinnovano il settore, mentre la domanda si orienta verso vini di qualità e sostenibili, in un contesto di trasformazioni profonde.

Il mercato del vino di Hong Kong si trova ad affrontare una serie di trasformazioni significative: nel primo semestre del 2024, le importazioni di vino hanno toccato i 450,2 milioni di dollari americani, registrando un calo del 15,84% in valore rispetto allo stesso periodo del 2023. I principali Paesi fornitori rimangono Francia, Australia, Regno Unito, Stati Uniti e Italia, ma le cause di questo calo sono legate a un’economia in stallo, un clima di incertezza globale e il mutamento delle abitudini di consumo locali.

Il rallentamento dell’economia cinese, caratterizzato da alti tassi di interesse e crescita ridotta, ha influito anche sul comparto enologico di Hong Kong. Come evidenziato dall’Asia Tourism Exchange Centre (ATEC), circa l’80% dei residenti di Hong Kong preferisce spendere all’estero, in particolare nella vicina Cina, attratti da una valuta locale più forte e da prezzi per l’intrattenimento e lo shopping più convenienti. La tendenza a spendere oltre confine ha quindi impattato non solo il mercato del vino, ma anche l’economia locale in generale, influenzando le preferenze dei consumatori.

D’altro canto, Hong Kong continua ad attrarre turisti, grazie a 21 milioni di visitatori nel primo semestre dell’anno, in aumento del 64% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, anche i visitatori hanno cambiato le proprie abitudini, prediligendo esperienze di ristorazione più accessibili e riducendo la spesa per beni di lusso. La direttrice di Northeast Wines & Spirits, Betsy Haynes, descrive così la situazione: “I residenti sono tornati a viaggiare regolarmente, ma la mancanza di viaggiatori a lungo raggio si riflette in un calo del 30% del fatturato rispetto ai livelli pre-Covid.”

In risposta alle sfide, come riporta Meininger’s International, i principali distributori di vino a Hong Kong stanno modificando le loro strategie. Jeremy Stockman, direttore generale di Watson’s Wines, il più grande retailer di vino locale, descrive un mercato in cui i consumatori sono attratti da sconti ma attenti alla provenienza e alla qualità del prodotto. Stockman evidenzia che “Il mercato è invaso da vini scontati e privi di origine chiara”.

Per Nick Chan, CEO di Enoteca Hong Kong, l’autunno 2024 ha portato qualche segnale positivo, con il ritorno di grandi eventi in città e un interesse crescente da parte dei consumatori per le degustazioni di qualità. “I clienti spendono meno, ma sono ancora disposti a investire tra i 40 e i 65 dollari a bottiglia” spiega Chan. Tra le etichette di punta aggiunte recentemente al portafoglio di Enoteca spicca il Brunello di Montalcino, considerato ancora un’ottima scelta in termini di rapporto qualità-prezzo.

Nonostante le difficoltà economiche, Hong Kong rimane un nodo centrale per il commercio di vini pregiati, anche grazie all’azzeramento delle tasse sulle importazioni di vino. Jo Purcell, direttrice di Farr Vintners Asia, sottolinea: “Hong Kong è ideale per l’importazione grazie alla sua posizione strategica e alle agevolazioni fiscali.” Tuttavia, Purcell osserva che i clienti privati sono diventati più prudenti, optando per vini di qualità ma a prezzi più accessibili, in linea con una domanda più selettiva.

In linea con queste tendenze, Billy Yeung, Head Sommelier al Grand Hyatt, racconta come sia in crescita l’interesse per i vini di nicchia e di alta qualità prodotti in Cina, mentre i clienti ordinano meno “vini da trofeo” e preferiscono sperimentare. “Abbiamo introdotto una degustazione di vini boutique cinesi, incluso un Saperavi dalla Cina occidentale,” aggiunge Yeung, notando una risposta positiva dai clienti.

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A dare speranza al settore ci sono alcune novità economiche rilevanti. Lo scorso 24 settembre la Banca Centrale Cinese ha lanciato il pacchetto di stimoli economici più significativo dall’inizio della pandemia, volto a rilanciare la fiducia dei consumatori e degli investitori. Nello stesso giorno, Hong Kong è stata nominata il principale centro finanziario dell’Asia, suscitando una reazione positiva sui mercati.

Inoltre, la recente riduzione della tassa sugli alcolici di alta gamma, entrata in vigore il 16 ottobre, si propone di stimolare il settore e incoraggiare il consumo di vini di qualità. Per gli alcolici con un prezzo superiore a 200 HK$ (circa 26 USD), la tassa è stata ridotta dal 100% al 10% per la parte eccedente tale valore, mentre per gli alcolici di prezzo pari o inferiore a 200HK$, l’imposta rimane al 100%. Un intervento che potrebbe rilanciare il comparto F&B e attrarre maggiori flussi turistici.

Nick Chan di Enoteca riferisce già un miglioramento nelle vendite, e Stockman, pur restando cauto, intravede opportunità di crescita per il prossimo anno, sostenendo che “È essenziale mantenere il vino rilevante per i consumatori.”

La formazione resta un pilastro per il settore enologico di Hong Kong. La domanda per i corsi del WSET (Wine & Spirit Education Trust) continua a crescere, con oltre 14.000 studenti tra Hong Kong e Cina. KaKit Chiu di WSET conferma che “Oltre il 65% degli iscritti ai corsi di primo e secondo livello sono appassionati di vino, mentre il 35% sono professionisti del settore.”

Parallelamente, si consolidano nuove tendenze come il vino dealcolato e il crescente interesse per la sostenibilità. Secondo Haynes, “Il 90% del nostro portafoglio adotta pratiche sostenibili, e scegliamo anche di ridurre al minimo le confezioni regalo quando possibile.” Anche le competizioni internazionali di Hong Kong mostrano attenzione alla sostenibilità: la Cathay Hong Kong International Wine & Spirits Competition ha introdotto il premio “Light Bottle Wine Trophy” per premiare gli imballaggi eco-sostenibili.

Dopo sei anni di assenza, il Vinexpo è tornato a Hong Kong con oltre 1.000 espositori. La manifestazione ha visto una forte presenza australiana, favorita dalla recente abolizione dei dazi anti-dumping cinesi sui vini australiani. Gli eventi consumer, come il Wine and Dine Festival, attraggono inoltre un vasto pubblico, con circa 150.000 visitatori, di cui il 10% proveniente da fuori Hong Kong.

Nonostante le difficoltà economiche, il settore vinicolo di Hong Kong continua ad adattarsi, grazie a politiche governative mirate, a una clientela in evoluzione e a una solida infrastruttura educativa e promozionale. Se il 2025 potrà essere l’anno della svolta, come molti operatori sperano, dipenderà dalla capacità del settore di reinventarsi e di mantenere il vino al centro dei nuovi stili di vita dei consumatori.


Key points:

  1. Importazioni di vino in calo: Nel primo semestre 2024, le importazioni di vino a Hong Kong sono scese del 15,84% rispetto al 2023, a causa di una crescita economica lenta e di un mutamento nelle abitudini di consumo locali.
  2. Crescita del turismo: Hong Kong ha registrato 21 milioni di visitatori nei primi sei mesi del 2024 (+64%), anche se la spesa dei turisti si orienta su esperienze accessibili più che beni di lusso.
  3. Nuove preferenze di consumo: I consumatori mostrano crescente interesse per vini di qualità a prezzi moderati e preferiscono prodotti sostenibili, riflettendo un cambiamento nel profilo della domanda.
  4. Supporto fiscale: Le agevolazioni fiscali sulle importazioni di vino e la riduzione delle tasse sugli alcolici di fascia alta mirano a incentivare il settore e stimolare il consumo di vini premium.
  5. Rinforzo della formazione: La domanda per i corsi del WSET rimane elevata, con un’ampia partecipazione di appassionati e professionisti del settore, rafforzando il valore educativo per la crescita del comparto enologico locale.