Il panorama vinicolo di Hong Kong sta attraversando una fase di profonde trasformazioni, influenzato da diverse variabili che stanno ridefinendo le abitudini dei consumatori e il commercio del vino nella grande metropoli asiatica.

L’attuale congiuntura economica, caratterizzata da una recessione e da una sensibile riduzione della popolazione di expat (professionisti che si stabiliscono temporaneamente o definitivamente all’estero per motivi di lavoro, ndr), ha portato ad una maggiore prudenza nei consumi, con una crescente attenzione al rapporto qualità-prezzo.

Come riporta Vino Joy News, secondo Jefferson Liu, Direttore Generale di EMW Fine Wines (importatore e distributore di marchi premium nel mercato cinese, ndr) per Hong Kong e Macao, i consumatori tendono a orientarsi verso vini di annate più vecchie e a scoprire regioni e produttori meno blasonati e conosciuti, alla ricerca di un rapporto qualità-prezzo conveniente. Questo cambiamento di preferenze rispecchia una maggiore sensibilità dovuta anche all’aumento dei costi di produzione.

In parallelo a queste dinamiche economiche, il mercato del vino di Hong Kong sta vivendo un mutamento demografico significativo. L’uscita dalla città di una parte degli expat ha comportato una diminuzione delle vendite di vini rosati, tradizionalmente apprezzati da questo segmento di consumatori.

Questo cambiamento è stato evidenziato anche dall’ambasciatore americano, che ha rilevato una riduzione del 20% della popolazione statunitense a Hong Kong dal 2021. Tuttavia, la città ha visto un aumento di giovani professionisti cinesi benestanti, attratti dalle opportunità offerte dal governo locale e orientati verso una ricerca di esperienze enogastronomiche nuove ed esclusive. Questo nuovo pubblico, più aperto e cosmopolita, è diventato un obiettivo strategico per i ristoranti locali, che utilizzano i social media e le app di condivisione per attirarne l’attenzione.

Tuttavia, il commercio di vino a Hong Kong si sta relazionando con sfide che vanno al di là dei cambiamenti demografici e delle preferenze dei consumatori. Secondo le statistiche sull’immigrazione, dalla ripresa del movimento transfrontaliero nel gennaio 2023, i residenti di Hong Kong hanno effettuato più di 48 milioni di viaggi a Shenzhen, superando di gran lunga il flusso inverso determinato dai 19,8 milioni di cinesi che hanno raggiunto Hong Kong.

Questo fenomeno denominato “tripping north”, è dovuto al crescente numero di residenti di Hong Kong che si recano a Shenzhen per fare acquisti e cenare a prezzi più convenienti. Questo flusso ha conseguenze significative sull’economia locale, mettendo in difficoltà il settore alberghiero e della ristorazione. Ci sono tante alternative più economiche vicino (Shenzhen a 15 minuti, Guangzhou a 45 minuti) dove un pasto costa la metà e probabilmente il servizio è migliore.

Secondo una stima di Gary Ng, Economista Senior presso Natixis SA, si prevede che i residenti di Hong Kong spenderanno circa 10,7 miliardi di dollari statunitensi a Shenzhen e in altre parti della provincia del Guangdong nel corso del 2024. Questa spesa rappresenta circa il 14% del fatturato di Hong Kong proveniente dalle vendite al dettaglio, dai servizi di ristorazione e dal settore dell’ospitalità.

Nonostante questi ostacoli, il ruolo di Hong Kong come attore chiave nel commercio di vino pregiato, grazie anche alla politica di “zero tasse” sul vino probabilmente non sarà scalfito, a patto che i commercianti siano disposti a fissare prezzi ragionevoli in modo da spingere i consumatori che potrebbero spostarsi o che sono in grado di spendere, ad acquistare queste grandi bottiglie sul mercato di Hong Kong.

Il settore vinicolo di Hong Kong sta attraversando una fase di profonda trasformazione, influenzata da fattori economici, demografici e comportamentali. Tuttavia, il mantenimento di politiche favorevoli e l’adattamento alle nuove esigenze dei consumatori potrebbero continuare a garantire la prosperità di questo mercato unico nel panorama asiatico e mondiale.