Il mercato dei vini pregiati nel 2024 riflette una duplice realtà: mentre gli USA segnano crescite record del 16%, regioni storiche come Bordeaux lottano per mantenere rilevanza. L’Italia dimostra resilienza, con la Toscana in prima linea. Tra cali nei prezzi e nuove opportunità, il settore affronta rischi economici e politici decisivi per il futuro.

Il 2024 si è rivelato un anno pieno di sfide per il mercato dei fine wines. Gli indici Liv-ex Fine Wine 100 e 1000, che rappresentano i benchmark del settore, hanno registrato rispettivamente cali del 9,2% e dell’11,1% dall’inizio dell’anno. I ribassi più significativi si sono verificati nei mesi di settembre e novembre, segnando una fase di contrazione generalizzata nei prezzi. Tuttavia, il mercato ha dimostrato una certa vitalità: il numero totale di scambi è cresciuto del 5,5%, anche se i volumi complessivi sono diminuiti dell’1,9% rispetto al 2023.

Nel contesto di difficoltà globali, l’Italia ha rappresentato un punto di forza. L’indice Italy 100 ha mostrato una flessione del 6%, la più contenuta tra i principali sub-indici di Liv-ex. Nonostante il calo, il valore delle transazioni di vini italiani è aumentato del 9,8%, trainato principalmente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, cresciute del 69,3%. La Toscana ha giocato un ruolo chiave in questo successo, con un incremento del 16,1% nel valore degli scambi. Etichette di prestigio come Sassicaia, Masseto e Soldera Case Basse hanno consolidato la loro posizione di leader di mercato. Al contrario, il Piemonte ha registrato una flessione del 5,2%, principalmente a causa della pressione sui prezzi.

Il mercato statunitense ha conquistato un ruolo di primo piano nel settore dei vini pregiati. Con una quota record del 34,8% delle transazioni globali, gli Stati Uniti hanno superato ogni altra regione, segnando un significativo aumento rispetto al 25,7% del 2023. Questo risultato riflette l’importanza crescente degli acquirenti americani, sostenuti da un dollaro forte e da rendimenti finanziari attrattivi. Il valore complessivo degli acquisti negli USA è cresciuto del 16% rispetto all’anno precedente, consolidando la centralità del mercato americano.

Tuttavia, questa crescita non è priva di rischi. L’imminente ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e la possibile reintroduzione di dazi sulle importazioni di vino rappresentano una minaccia significativa. Come sottolineato dagli esperti di Liv-ex, “l’incertezza non è mai ben accolta dai mercati”. In un contesto di volatilità economica e politica, il settore dovrà affrontare sfide cruciali per mantenere la sua resilienza.

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Bordeaux, un tempo simbolo incontrastato del vino pregiato, continua a perdere quota di mercato. Nel 2024, la regione ha visto una contrazione significativa, con un rapporto offerta/domanda ai minimi storici. Le annate post-2015 sono state particolarmente colpite, mentre quelle pre-2009, sostenute dalla loro scarsità e dalla domanda di consumo, hanno mostrato una maggiore resilienza. Nonostante Lafite 2019 sia stato il vino più scambiato per valore durante l’anno, Bordeaux non riesce più a rappresentare quel “porto sicuro” che era in passato. Tra le cause principali vi sono una gestione inefficace dei prezzi e una domanda debole da parte della Cina, un mercato storicamente cruciale per la regione.

Lo Champagne ha mantenuto un ruolo importante nel mercato, nonostante un aggiustamento dei prezzi. Un esempio significativo è il Cristal 2015, che ha subito un calo del 34,5% rispetto al prezzo di rilascio. Parallelamente, i vini di nicchia e i distillati, in particolare il whisky scozzese, hanno registrato performance sorprendenti. Gli scambi di whisky sono aumentati del 244,8%, contribuendo a una crescita complessiva del 140,6% nel segmento dei distillati. Questi dati evidenziano un’evoluzione del mercato verso una maggiore diversificazione geografica e di prodotto.

Il mercato del vino pregiato si trova a un bivio. Da un lato, il calo dei prezzi e l’adeguamento dell’offerta potrebbero rappresentare un’opportunità per ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta. Dall’altro, le incertezze politiche ed economiche continuano a pesare sul settore. Gli acquirenti statunitensi, con la loro crescente rilevanza, potrebbero spingere il mercato verso nuovi orizzonti, ma la minaccia di dazi e le dinamiche valutarie restano elementi di rischio.

La diversificazione geografica e di prodotto appare come una risposta necessaria alle sfide globali. Il 2025 sarà decisivo per capire se il settore saprà adattarsi a un panorama in evoluzione o se continuerà a subire gli effetti delle instabilità economiche e politiche.


Punti chiave:

  1. Crescita del mercato statunitense: Gli USA dominano il settore dei vini pregiati con una quota record del 34,8% delle transazioni globali e un aumento del 16% nel valore degli acquisti, grazie al dollaro forte e a rendimenti finanziari attrattivi.
  2. Resilienza del vino italiano: L’Italia si conferma tra i protagonisti del mercato, con un incremento del 9,8% nel valore delle transazioni e un boom del 69,3% delle esportazioni verso gli Stati Uniti, trainate dai vini toscani.
  3. Declino di Bordeaux: La storica regione francese continua a perdere rilevanza a causa della gestione inefficace dei prezzi e della domanda debole, in particolare dalla Cina, mentre annate pre-2009 mostrano maggiore stabilità.
  4. Rischi e incertezze future: Il settore deve fare i conti con minacce come la possibile reintroduzione di dazi negli USA e un panorama economico e politico instabile, che potrebbero condizionare il mercato nel 2025.