Nel mondo sempre più dinamico delle aste di vino, iDealwine si conferma come una bussola indispensabile per comprendere i trend emergenti e le preferenze globali nel settore dei fine wines. Il 2023 è stato un anno particolarmente interessante, segnato da cambiamenti significativi nei gusti e nelle abitudini d’acquisto, nonché dall’ascesa di nuovi protagonisti sul palcoscenico internazionale.

iDealwine, leader globale nelle aste di vino online e principale casa d’aste francese nella vendita di distillati (Fine Spirits Auction) e vini pregiati, ha pubblicato il suo Barometro 2024. Il report è una miniera d’oro per analizzare il mercato dei fine wines, in grado di svelare tendenze e preferenze globali e regionali grazie ad un volume di oltre 200.000 bottiglie battute all’asta annualmente. Il Barometro 2024 non solo individua i vini più ambiti ed evidenzia i record per ogni regione, ma offre anche preziose previsioni sul futuro dei vini più blasonati. Un vero e proprio vademecum di circa 200 pagine, colmo di dati, analisi e consigli per appassionati e professionisti.

Il 2023 si è rivelato un anno vivace, seppur con una crescita misurata. iDealwine ha tenuto 48 aste, inclusi tre lotti di collezioni private (ognuna dal valore base di 250.000 euro). In totale, 222.224 bottiglie da 75cl sono state vendute (+12%) per un valore di 33,8 milioni di euro, commissioni comprese. Dopo un 2022 di prezzi alle stelle, il 2023 ha portato una ventata di stabilità, con una media di 152 euro a bottiglia, un calo del 22% rispetto all’anno precedente.

Bordeaux, Borgogna e Valle del Rodano monopolizzano il podio (rappresentando il 73% in termini di volume, l’81% in termini di valore) ma è inarrestabile il progresso di altre regioni, che continuano a sorprendere con vini eccezionali. Tra le 17 regioni analizzate, il Barometro 2024 punta i riflettori su nuovi produttori e promesse del vino, nella sezione dedicata alle “Tenute su cui scommettere”.

Calo prezzi e maggior varietà: i trend dominanti

Il 2023 ha segnato una moderata crescita del mercato, con una stabilizzazione dei prezzi che contrasta con l’escalation osservata nel 2022. Dopo un picco medio di 194 euro per bottiglia nel 2022, i prezzi sono scesi a 152 euro, una riduzione del 22% che riflette un approccio prudente da parte di investitori e collezionisti. Nonostante ciò, il volume delle vendite è aumentato del 12%, con un totale di 222.224 bottiglie vendute, ciò dimostra un interesse crescente e un mercato in espansione.

Per quanto riguarda i vini più costosi aggiudicati nel 2023, i numeri parlano chiaro, l’eccellenza ha un nome: Domaine de la Romanée-Conti. Nel 2023, 388 bottiglie provenienti da questa tenuta leggendaria hanno raggiunto un valore cumulativo di 1,5 milioni di euro. Nonostante un calo del 15%, il prezzo medio per ogni preziosa bottiglia si è attestato a 3.911 euro.

Romanée-Conti Grand Cru Domaine de la Romanée-Conti 2015 si è aggiudicato il primo posto per la singola bottiglia più costosa, ben 22.912 euro. Il lotto più costoso del 2023 è stato un sestetto di magnum Petrus annata 1982, battuto al prezzo di 43.820 euro.

Uno degli aspetti più rilevanti dello scorso anno è stato la diversità delle regioni rappresentate, Bordeaux, Borgogna e Valle del Rodano continuano a dominare, ma si registra una crescente presenza di altre regioni che si fanno strada grazie a produzioni caratterizzate da qualità e innovazione. Tra le 17 regioni passate in rassegna, emergono alcune tenute che sono diventate astri nascenti nel panorama vinicolo, ciò suggerisce che il mercato si sta orientando verso una maggiore varietà e una ricerca di unicità nel bicchiere.

Ascesa dei vini italiani e impatto globale

I vini pregiati italiani hanno guadagnato un ruolo di primo piano e rappresentato il 61% dei vini non francesi battuti all’asta durante il 2023. La crescita è stata evidente, nella classifica delle “regioni” più ricercate all’asta, l’Italia ha registrato un aumento del 37,5% in volume (passando dall’8° posto del 2022 al 6° posto del 2023) ed un incremento del 31,5% in termini di valore (7° posto). Questa ascesa, determinata dalle 7.677 bottiglie (da 75cl) vendute, evidenzia l’apprezzamento crescente per la qualità e l’estrema diversità offerta dall’Italia, in particolare da Piemonte e Toscana.

Il prezzo medio a bottiglia è sceso del 4,4%, raggiungendo i 100 euro, una cifra inferiore al prezzo medio generale di 152 euro delle aste 2023.

Ma questo dato rappresenta in realtà un segnale positivo, infatti si è ulteriormente espansa la gamma di varietà e prezzi dei vini italiani che nel 2023 non si è limitata più alle grandi icone piemontesi e toscane, come dimostrano ad esempio il Montepulciano d’Abruzzo DOC 1994 di Francesco Valentini, venduto a 473 euro, oppure il Recioto della Valpolicella DOC Amarone Classico Superiore 1967 di Bertani, aggiudicato a 451 euro.

idealwine vini pregiati italia 2

Il Piemonte si è distinto non solo per il volume ma anche per il valore delle vendite (44% dei volumi di vini italiani venduti lo scorso anno e il 48% del valore), metà delle 20 tenute più presenti alle aste e undici delle prime venti posizioni nella classifica dei vini italiani più costosi sono piemontesi.

Il Barbaresco DOCG Santo Stefano di Neive Riserva 1989 di Bruno Giacosa ha raggiunto il 2° posto della classifica Top 20 ed è stato venduto per 1.810 euro ad un professionista del Regno Unito. Il Barolo DOCG Riserva Monfortino 1964 di Giacomo Conterno si è guadagnato il 3° posto, un appassionato di Hong Kong l’ha acquistato per 1.302 euro. Il nome di Angelo Gaja è presente in 7° posizione con una bottiglia dell’annata 1968 di Sori San Lorenzo Langhe DOC, venduta a 1.002 euro.

Dal canto suo la Toscana ha mantenuto la sua posizione di rilievo, confermando il sempre maggiore riconoscimento a livello internazionale, vini come Sassicaia e Brunello di Montalcino hanno dominato la Top 20 delle bottiglie più costose.

Una bottiglia di Bolgheri DOC Sassicaia 1985 Tenuta San Guido si è guadagnata il primo posto nella Top 20 grazie ad una vendita ad un privato svizzero per 2.170 euro. Al 4° posto della classifica un Brunello di Montalcino DOCG Riserva 1999 di Gianfranco Soldera, venduto a 1.604 euro ad un appassionato statunitense. Al 6° posto una bottiglia di Toscana IGT Masseto 2001 Tenuta Dell’Ornellaia (Frescobaldi), venduta ad un privato ceco per 1.002 euro.

Sostenibilità e innovazione: nuove frontiere dei fine wines

Il 2023 ha anche visto un aumento significativo della quota di vini biologici e biodinamici, che ora rappresentano il 28,5% delle vendite totali di iDealwine (erano il 25% nel 2022). Questa tendenza sottolinea un cambiamento nei criteri di selezione dei collezionisti, che sempre più spesso optano per vini che rispecchiano un impegno verso pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente.

L’analisi del 2023 ci offre un panorama del settore dei fine wines in trasformazione, caratterizzato da una maggiore prudenza nei prezzi ma anche da un interesse rinnovato per la qualità e la sostenibilità. iDealwine, con il suo impegno nell’offrire una piattaforma affidabile e diversificata, continua a essere un punto di riferimento essenziale per chiunque sia interessato a comprendere e partecipare a questo affascinante mercato. Le tendenze osservate suggeriscono che, mentre il mercato si adatta a realtà economiche globali più incerte, i collezionisti e gli investitori si stanno orientando verso acquisti più consapevoli e orientati al valore a lungo termine piuttosto che alla mera speculazione. Questo può rappresentare un’ottima notizia per i produttori che hanno investito nella qualità e nella sostenibilità, aspetti che stanno diventando sempre più decisivi nelle scelte di acquisto.

Le dinamiche di mercato di iDealwine offrono anche una finestra sulle tendenze emergenti dei consumatori, con un occhio di riguardo verso varietali e regioni meno conosciute, segno di un palato globale che si sta evolvendo e diventando sempre più sofisticato. Nel contempo, la forza di vendita delle regioni tradizionali come Bordeaux e Borgogna rimane solida, testimoniando il loro ruolo perenne come pilastri del settore dei fine wines. Questo equilibrio tra tradizione e sperimentazione è una delle chiavi del dinamico mercato del vino, in cui il vecchio e il nuovo continuano a influenzarsi a vicenda, arricchendo l’esperienza collettiva dei professionisti e degli amanti dei fine wines in tutto il mondo.