Le tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti si inaspriscono: Ontario, Quebec e British Columbia rimuovono birra, vino e distillati americani dai negozi in risposta ai dazi di Trump. La misura colpisce un settore da milioni di dollari e alimenta la guerra commerciale tra i due Paesi, con conseguenze economiche ancora incerte.
Le tensioni commerciali tra Canada e Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo livello di scontro, diverse province canadesi hanno deciso di rimuovere dagli scaffali dei propri rivenditori tutti i prodotti alcolici di provenienza statunitense. La decisione è una diretta risposta ai dazi del 25% imposti dal presidente Donald Trump sulle importazioni canadesi negli Stati Uniti.
Il Liquor Control Board of Ontario (LCBO), il principale distributore di alcolici della provincia, ha annunciato che non acquisterà più prodotti americani e ha interrotto le vendite sia nei negozi fisici sia sulle piattaforme digitali. Anche i grossisti, tra cui supermercati, bar e ristoranti, non potranno più ordinare alcolici provenienti dagli Stati Uniti. Il premier dell’Ontario, Douglas Ford, ha dichiarato che questa misura è un segnale forte contro le politiche tariffarie statunitensi, sottolineando il significativo impatto economico che il blocco avrà sui produttori americani.
In Quebec, la Société des alcools du Québec (SAQ) ha adottato una posizione analoga, interrompendo l’importazione di vini, liquori e birre statunitensi destinati al mercato provinciale. Inoltre, la SAQ ha sospeso qualsiasi promozione o evidenziazione di prodotti americani nelle proprie comunicazioni commerciali. Le scorte rimanenti nei punti vendita saranno progressivamente sostituite da prodotti di origine canadese.
Anche la British Columbia ha deciso di rimuovere tutti gli alcolici statunitensi dai propri negozi. Inizialmente, il governo locale aveva optato per una misura selettiva, eliminando solo i prodotti provenienti dagli Stati a guida repubblicana. Tuttavia, di fronte alla crescente pressione dell’opinione pubblica e alle continue minacce commerciali da parte degli Stati Uniti, il premier David Eby ha annunciato che il divieto è stato esteso a tutti gli alcolici americani. La British Columbia Liquor Distribution Branch ha confermato che l’importazione e la vendita di tali prodotti saranno interrotte immediatamente nei negozi governativi. Tuttavia, i rivenditori privati, bar e ristoranti potranno continuare ad acquistare e vendere i prodotti statunitensi fino all’esaurimento delle scorte.
Secondo i dati della Liquor Distribution Branch della British Columbia, tra ottobre e dicembre 2024 le vendite di birra americana nella provincia sono crollate del 58% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 600.338 dollari canadesi a 253.749 dollari. Gli alcolici statunitensi rappresentavano una fetta significativa del mercato canadese: nel terzo trimestre del 2024, il whisky americano ha generato vendite per 3,9 milioni di dollari, circa il 5% del totale di whisky venduto nella provincia, mentre il vino americano ha coperto il 13% delle vendite totali di vino, con un giro d’affari di 40,5 milioni di dollari.
Di fronte a queste restrizioni, Chris Swonger, presidente del Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS), ha espresso preoccupazione, definendo la decisione canadese “estremamente scoraggiante” e una “ritorsione sbagliata” che avrà conseguenze economiche negative sia per le province canadesi che per i consumatori e le imprese del settore turistico.
La mossa delle province canadesi si inserisce in un contesto più ampio di crescente tensione commerciale tra Ottawa e Washington. Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha annunciato dazi equivalenti del 25% su 155 miliardi di dollari di beni americani, con un primo blocco di 30 miliardi di dollari già in vigore e un secondo che verrà applicato entro tre settimane. Tra i prodotti colpiti rientrano carne, prodotti lattiero-caseari, uova, cioccolato, agrumi, caffè, tè, birra e diversi tipi di superalcolici come vodka, whisky e rum.
Trudeau ha dichiarato che tali misure rimarranno in vigore fino a quando gli Stati Uniti non ritireranno i propri dazi. Inoltre, il governo canadese sta valutando ulteriori misure non tariffarie in collaborazione con le province e i territori per rispondere alle politiche commerciali statunitensi.
L’escalation della guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti rischia di avere ripercussioni di lungo termine per entrambe le economie. Se da un lato le province canadesi intendono proteggere le proprie industrie e inviare un segnale forte a Washington, dall’altro la rimozione degli alcolici statunitensi potrebbe influenzare negativamente il commercio transfrontaliero e i consumatori canadesi. Con le tensioni ancora in aumento, il futuro delle relazioni commerciali tra i due Paesi resta incerto e dipenderà dalla volontà delle parti di trovare un compromesso diplomatico.
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Punti chiave:
- Blocco delle vendite di alcolici USA – Ontario, Quebec e British Columbia hanno deciso di rimuovere birra, vino e spirits americani dai negozi governativi e dalle piattaforme digitali come risposta ai dazi del 25% imposti da Trump.
- Impatto economico significativo – Il blocco colpisce un mercato di milioni di dollari: in British Columbia, le vendite di birra americana sono crollate del 58% tra ottobre e dicembre 2024, mentre il whisky e il vino USA rappresentavano rispettivamente il 5% e il 13% delle vendite provinciali.
- Misure differenziate tra province – Ontario e Quebec hanno interrotto completamente le vendite e le importazioni di alcolici statunitensi, mentre la British Columbia ha inizialmente limitato il blocco ai prodotti degli Stati repubblicani, prima di estenderlo a tutti.
- Reazioni e critiche dal settore – Il Distilled Spirits Council of the United States (DISCUS) ha definito la decisione “estremamente scoraggiante” e ha avvertito che potrebbe danneggiare non solo le aziende americane ma anche i consumatori e il settore turistico canadese.
- Escalation della guerra commerciale – Il Canada ha risposto con dazi del 25% su 155 miliardi di dollari di beni americani, colpendo prodotti come carne, latticini, cioccolato, agrumi e superalcolici. Trudeau ha dichiarato che le misure resteranno in vigore fino a quando gli USA non ritireranno i propri dazi.












































