Mezzacorona, leader nella viticoltura cooperativa, celebra il suo 120° anniversario con un forte impegno verso la sostenibilità. Il Bilancio di Sostenibilità 2024 racconta un percorso pionieristico che unisce innovazioni ecologiche, efficienza energetica e un forte legame con il territorio. Il Presidente Luca Rigotti illustra come la cooperazione e la responsabilità ambientale siano la chiave del successo, con azioni concrete che anticipano le sfide future del settore.
Il Gruppo Mezzacorona, con 120 anni di storia, unisce tradizione cooperativa e innovazione sostenibile. Il presidente Luca Rigotti evidenzia come la cooperazione tra oltre 1500 soci sia stata fondamentale per sviluppare una visione culturale e finanziaria orientata alla sostenibilità. Mezzacorona è pioniera nell’adozione di pratiche agronomiche avanzate, come la confusione sessuale, e ha ottenuto la certificazione SQNPI nel 2016. L’impegno per l’ambiente si estende alla gestione idrica, con tecnologie di irrigazione a goccia e la produzione di energia rinnovabile. La “Cittadella del Vino” di Mezzacorona è un esempio di valorizzazione del territorio, che promuove il turismo e le iniziative culturali locali. Guardando al futuro, Mezzacorona punta a elevare ulteriormente la sostenibilità, integrandola con innovazioni come l’intelligenza artificiale, mantenendo il cuore cooperativo come elemento centrale della sua crescita.
Mezzacorona ha radici profonde e nel 2024 avete festeggiato la tappa significativa del vostro 120° anniversario: come integrate oggi i principi della cooperazione con le moderne esigenze della sostenibilità ambientale, sociale ed economica?
Il punto di forza è proprio il fattore cooperativo: aver coinvolto oltre 1500 soci che costituiscono una grande entità sociale e produttiva, averli resi partecipi nello sviluppo, nella programmazione, in progetti di lungo periodo. Proprio l’identità cooperativa ha rappresentato il collante fondamentale che ha garantito coesione della base sociale, partecipazione attiva attraverso un percorso formativo denso e articolato, condivisione delle scelte, massa critica, know how e innovazione, una solida base finanziaria ed ha permesso di sviluppare una visione culturale rivolta alla sostenibilità e alla produzione etica.
Il nostro territorio è tutto collinare e montano, questa peculiarità presuppone costi maggiori rispetto alla viticoltura in pianura. L’unione e la compattezza dei soci, caratteristiche storicamente peculiari del Gruppo, hanno permesso di attuare con successo un percorso di sostenibilità iniziato oltre 30 anni fa, portandoci oggi ad avere un valore aggiunto riconosciuto, un plus molto forte spendibile anche sul mercato. La stretta sinergia con i soci si traduce in un coinvolgimento anche dal punto di vista finanziario. Con la creazione della controllata Nosio SpA nel 1998, strumento della cooperativa Mezzacorona per la commercializzazione e gli investimenti, abbiamo creato una vera e propria public company, dando la possibilità ai nostri soci e collaboratori di investire le loro risorse finanziarie positivamente e sempre all’interno del Gruppo Mezzacorona, in modo da rafforzarlo e renderlo più dinamico ed efficace.
Nel tempo abbiamo realmente formato la base sociale ad una cultura finanziaria evoluta e, per esempio, abbiamo anche emesso delle obbligazioni. Anche queste opportunità offerte ai soci e ai collaboratori hanno rappresentato un ulteriore modo per coinvolgerli nello stile cooperativo. Ma il rapporto con i soci è molto forte ed è quotidianamente implementato dal servizio amministrativo e burocratico del nostro Ufficio Soci, ma soprattutto da un team qualificato di agronomi in costante affiancamento tecnico rispetto alle loro esigenze nella gestione dei vigneti e della campagna dei soci stessi. Un impegno, come si vede, a 360 gradi come è giusto che sia in una realtà cooperativa che ha i soci come proprietari e protagonisti. Tutti questi fattori assieme sviluppano un senso di appartenenza forte al Gruppo Mezzacorona ed è questo il nostro vero punto di forza.
La Certificazione SQNPI è uno degli elementi chiave della vostra strategia della sostenibilità. Quali sono le principali innovazioni adottate per migliorare la sostenibilità della produzione vitivinicola?
Abbiamo iniziato, direi in maniera pionieristica, già nei primi anni ’90 un percorso importante adottando le più innovative tecniche agronomiche di allora, come la confusione sessuale, e da allora siamo stati protagonisti dell’adozione del Protocollo di Difesa trentino, che negli anni ha fatto scuola ed è diventato un punto di riferimento nazionale. Abbiamo attivato nuove sperimentazioni e coinvolto l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che poi è diventato un interlocutore stabile del settore vitivinicolo e del Consorzio Vini del Trentino in particolare, permettendo di rafforzare la politica della sostenibilità di tutto il territorio. Grazie a questa azione e alla sempre più stringente attivazione del Protocollo per la salvaguardia dell’ambiente, siamo stati tra i primi in Italia ad adottare la Certificazione SQNPI su tutta la produzione dei soci già nel 2016. Contestualmente, abbiamo redatto sempre nel 2016 il primo Bilancio di Sostenibilità, che è a cadenza biennale e che nel 2024 ha visto la quinta edizione, uno strumento cardine che serve per far conoscere a tutti gli stakeholder le misure concrete che stiamo mettendo in campo su questa tematica. Ma non solo, serve anche come metroper capire su quali aspetti siamo cresciuti e in cosa dobbiamo migliorare. Ormai la sostenibilità non è più un proclama o una moda, il consumatore è sempre più attento al rispetto dell’ambiente attuato lungo tutta la filiera produttiva.
Anche a livello europeo ed internazionale si è sviluppata una forte cultura della sostenibilità ed il nostro impegno innovativo in questa direzione è stato premiato. È importante anche contemperare i vari livelli della sostenibilità tenendo insieme le esigenze economiche, quelle ambientali, sociali e culturali, è questa la vera sfida del futuro. Credo che il Gruppo Mezzacorona possa testimoniare con i fatti questi valori grazie ad un percorso coerente lungo 120 anni di storia. La Certificazione SQNPI è già conosciuta in Europa ma non altrettanto a livello globale. In Italia si sta lavorando per definire uno standard unico di sostenibilità vitivinicola, credo che dovremmo arrivarci il più velocemente possibile e investire in promozione e comunicazione per far conoscere questa importante Certificazione, soprattutto negli USA.
La gestione idrica è una delle sfide cruciali per il settore. Quali tecnologie avete implementato per ridurre il consumo di acqua e aumentare l’efficienza?
Lo sforzo fatto da Mezzacorona si è concentrato in varie modalità perché la gestione attenta dei consumi di acqua rappresenta sicuramente un aspetto fondamentale della sostenibilità. In particolare, si è realizzato un monitoraggio dei consumi sulle varie utenze e sugli stabilimenti produttivi con feedback settimanale ai responsabili di reparto; inoltre si è implementato un percorso di sensibilizzazione e formazione del personale sul corretto uso dell’acqua nelle attività di lavaggio, così come si sono adottati sistemi automatizzati di recupero e riutilizzo delle soluzioni del lavaggio stesso. Un elemento da tenere molto presente è che i nostri soci nei terreni di loro proprietà hanno tutti adottato sistemi molto efficienti di utilizzo dell’acqua con irrigazione a goccia che evita in maniera rilevante sprechi e permette di razionalizzarne l’uso ai periodi di vera necessità. Collaboriamo stabilmente con il Consorzio Trentino di Bonifica che sta svolgendo un prezioso ed efficace lavoro di controllo e gestione della risorsa acqua: faccio presente che la prima area specializzata del Trentino per il lavaggio dei mezzi agricoli è stata realizzata dal Consorzio proprio a Mezzocorona.
Come emerge dal Bilancio di Sostenibilità del Gruppo Mezzacorona, avete misurato la vostra impronta carbonica e lavorate per ridurre le emissioni climalteranti. Quali sono le azioni più significative che avete intrapreso per abbattere l’impatto ambientale della produzione?
Certamente l’impegno è stato massimo in questo senso con l’installazione di pannelli fotovoltaici in numero massiccio, l’adozione di un sistema di monitoraggio dei consumi energetici delle singole unità produttive e l’ottimizzazione dei consumi in base alle attività svolte. Inoltre, si è proceduto con l’utilizzo di fonti energetiche al 100% certificate rinnovabili come l’idroelettrico.
La sostenibilità passa anche attraverso il packaging: state sperimentando nuove soluzioni per ridurre il peso delle bottiglie, utilizzare materiali riciclati o abbattere i costi ambientali della logistica?
Si, stiamo sperimentando e provando bottiglie alleggerite per le produzioni principali, sia per i vini fermi che per i vini spumanti e stiamo privilegiando, a parità di condizioni, i fornitori più vicini in modo da ridurre l’impatto dei trasporti.
Il percorso sostenibile non è “tutto rose e fiori”, quali sono le principali criticità che avete riscontrato nell’implementazione di pratiche agricole a basso impatto ambientale e come le state affrontando?
Guardi, Mezzacorona è impegnata fin dagli anni Novanta del secolo scorso in un’azione decisa per la riduzione dei prodotti utilizzabili nella difesa, favorendo i principi attivi meno impattanti sulla salute e sull’ambiente. Abbiamo utilizzato in maniera pionieristica le tecniche agronomiche più avanzate, come la confusione sessuale, e nel tempo abbiamo proseguito con le sperimentazioni per garantire delle produzioni sempre più pulite. A tal punto che abbiamo dato un contributo importante alla creazione del Protocollo provinciale trentino sull’utilizzo dei fitofarmaci che è sicuramente tra i più avanzati e che poi ha permesso di raggiungere nel 2016 la Certificazione SQNPI, che Mezzacorona ha adottato tra le primissime in assoluto in Italia. Va sottolineato che Mezzacorona ha anche promosso in maniera molto convinta una sempre maggiore preparazione e formazione sia dei tecnici agronomi e sia dei soci viticoltori, arrivando a risultati di alto livello.
Va detto che le pratiche sostenibili a volte comportano dei costi maggiori che in una congiuntura di mercato stagnante o addirittura in contrazione possono anche non essere comprese sufficientemente, ma la sostenibilità è un progetto a lungo termine che ha bisogno di tempo e che va nella giusta direzione di tutelare certamente in primis i consumatori ma anche gli stessi produttori.
La filiera corta e il legame con il territorio sono elementi chiave della vostra filosofia. Quali iniziative avete sviluppato per coinvolgere attivamente le comunità locali nella vostra strategia di sostenibilità?
Il nostro impegno per il territorio e per le comunità dove siamo presenti è nel nostro DNA di società cooperativa. Mi preme sottolineare, al di là del sostegno alle tante iniziative sociali e culturali che vengono realizzate in sede locale, che il più grande sforzo per il territorio lo abbiamo attuato con la realizzazione della nostra “Cittadella del Vino” di Mezzacorona, originale e imponente struttura produttiva sorta sul sito dove rima c’era un’industria chimica e che è diventata uno dei gioielli del Trentino, un progetto di totale riorganizzazione urbanistica di un’area pesantemente degradata dall’industria pesante.
Un’opera che ha messo insieme non solo la produzione vinicola ma è diventata un polo di attrazione per il turismo enologico, le visite, gli eventi, le fiere, attirando ogni anno oltre 40.000 ospiti e favorendo la crescita di tutte le attività economiche e sociali, valorizzando le eccellenze. Il nostro impegno culturale si è concentrato attraverso la realizzazione di diverse pubblicazioni del “Centro Studi Rotaliani Mezzacorona”, tra cui un prezioso volume dedicato alla storia della viticoltura trentina a partire dal ‘500 ed un prestigioso volume sui masi (la tipica abitazione rurale dell’area tirolese) in partnership con il Comune di Mezzocorona e che abbiamo distribuito ai nostri soci, così come abbiamo contribuito al restauro di opere di importanza storica.
Abbiamo dato il via diversi anni fa, in stretta collaborazione con la Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, al “Premio Rotari” per la migliore tesi sui temi della sostenibilità, del commercio mondiale, del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare, della legislazione e delle politiche europee in ambito agricolo e ambientale. Per Mezzacorona gli studenti che si laureano su queste tematiche rappresentano una risorsa, si tratta quindi di una collaborazione culturale con l’Università e con la società trentina che va ben al di là di questo riconoscimento specifico. Ma siamo partner consolidati da molti anni di importanti istituzioni ed eventi culturali del territorio come il Castello del Buonconsiglio, la Galleria Civica, il Festival Oriente Occidente, il percorso teatrale del Solstizio d’Estate.
Qual è il ruolo della formazione continua per i soci e i collaboratori nel mantenere elevati standard di sostenibilità e qualità nella produzione?
La formazione è il cuore del nostro impegno operativo sia verso i soci, con numerosi corsi di aggiornamento e di approfondimento di natura tecnica e generale sulla gestione aziendale, sia verso i collaboratori, con un progetto complessivo e articolato che vuole non solo fornire gli strumenti di preparazione tecnica per meglio supportare le innovazioni interne ma anche motivazionale e valoriale, per rafforzare l’identità di squadra e creare condivisione negli obiettivi aziendali.
Il Gruppo Mezzacorona esporta oltre l’80% della produzione. Come garantite la sostenibilità lungo tutta la catena del valore, anche sui mercati esteri?
Anche in questo senso l’impegno è massimo. Puntiamo costantemente sull’ottimizzazione dei carichi sui trasporti internazionali allo scopo di ridurre il numero di unità trasportate e quindi il consumo di carburante e le conseguenti emissioni, così come abbiamo adottato numerose Certificazioni di sostenibilità specifiche richieste dai vari mercati esteri (ad esempio Viva, Equalitas).
Siete “Ambassador Company” di Wine in Moderation: quali iniziative avete messo in campo per promuovere un consumo responsabile del vino ?
La partecipazione all’Associazione europea “Wine in Moderation” è stata la logica prosecuzione della filosofia aziendale da sempre improntata a promuovere un consumo responsabile del vino. Nella sua attività, il Gruppo Mezzacorona si è costantemente impegnato per rafforzare la cultura di un consumo attento e responsabile da parte delle persone, ponendo la massima attenzione in tutte le proprie iniziative, negli eventi ospitati presso le proprie strutture e nella comunicazione a veicolare messaggi legati alla cultura e al territorio, mettendo quindi in forte evidenza gli aspetti più pregnanti del vino come elemento importante di identità e di valorizzazione del buono e del bello.
Mezzacorona ha sempre cercato di promuovere un consumo consapevole e rispettoso dei valori di convivialità e di condivisione gioiosa della vita sociale. Mezzacorona ha partecipato attivamente alle campagne della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine in generale per un consumo responsabile e rispettoso degli altri soprattutto avvertendo dei pericoli della guida in stato di ebbrezza.
La sostenibilità sociale riguarda anche il benessere dei lavoratori. Quali misure adottate per garantire condizioni di lavoro sicure e una crescita professionale inclusiva?
La nostra attenzione al benessere e alla qualità del lavoro per i nostri collaboratori è in cima alle nostre attenzioni, e di questo siamo orgogliosi. Siamo molto attenti alla loro formazione e preparazione ma anche crediamo molto nel fatto che un collaboratore che trova un ambiente di lavoro stimolante e positivo sviluppa una motivazione ed una partecipazione attiva superiori, con effetti positivi per la qualità del lavoro. Va sottolineato che siamo certificati con SMETA (Sedex Member Ethical Trade Audit), una delle principali certificazioni internazionali sulla sicurezza dei lavoratori e sulle pratiche etiche e responsabili del datore di lavoro e, come detto, l’azienda investe notevoli risorse nella formazione dei collaboratori a tutti i livelli, in primis sulla sicurezza.
Guardando al futuro, qual è il prossimo obiettivo di Mezzacorona in materia di sostenibilità e quali sfide prevedete di affrontare nei prossimi anni?
Non ci si può mai fermare e l’asticella va sempre alzata per continuare a mantenere performance elevate. La sostenibilità non è un obiettivo centrato una volta per tutte ma è un processo che continua quotidianamente in uno spirito costruttivo e positivo di valorizzazione degli elementi vincenti aziendali. Possiamo dire tranquillamente che la sostenibilità è la declinazione moderna del concetto e dell’esperienza cooperativa, che nel confronto con la modernità e le innovazioni continue (si pensi alla questione dell’intelligenza artificiale) si adatta e si propone come strumento di crescita complessiva e come elemento di partecipazione attiva dei soci e dei collaboratori al successo consapevole e condiviso della loro azienda.

Punti chiave:
- Fattore cooperativo come base della sostenibilità: Mezzacorona ha coinvolto oltre 1500 soci in un processo di crescita sociale, finanziaria e sostenibile, con un forte impegno verso la cultura e l’innovazione.
- Innovazioni in agricoltura: Da oltre 30 anni, l’azienda adotta pratiche agronomiche sostenibili, come il Protocollo di Difesa trentino, e ha ottenuto la Certificazione SQNPI per la sostenibilità ambientale.
- Gestione idrica efficiente: Implementazione di tecnologie come l’irrigazione a goccia e il monitoraggio dei consumi per ridurre lo spreco d’acqua.
- Impegno per la riduzione dell’impronta carbonica: Uso di pannelli fotovoltaici, fonti rinnovabili e ottimizzazione dei consumi energetici per abbattere l’impatto ambientale.
- Sostenibilità sociale e benessere dei lavoratori: Certificazioni internazionali per la sicurezza dei lavoratori e investimenti significativi nella loro formazione e crescita professionale.












































