Castello di Meleto, storica tenuta del Chianti Classico a Gaiole in Chianti, chiude il 2025 con 14mila presenze tra ospitalità, visite ed esperienze in cantina, matrimoni triplicati e una domanda internazionale in forte crescita. Premiata ai Tuscany Wine Experience Awards 2026 come miglior cantina per l’esperienza enoturistica complessiva, punta per il 2026 su qualità, immersività e sostenibilità.
“La bellezza toscana è una bellezza di rigore, di perfezione, talvolta di ascetismo, sotto l’aspetto della grazia”. Lo scriveva Guido Piovene nel 1957 nel suo ‘Viaggio In Italia’, riferendosi alle valli del Mugello e del Chianti. Prima di lui moltissimi autori avevano descritto le bellezze dell’Italia e della Toscana, tappa dei Grand Tour cari ai poeti inglesi. Una tradizione che ha contribuito ad accrescerne la popolarità e a consacrarla quale meta prescelta di connoisseurs e viaggiatori internazionali.
Tra le dimore di charme, incastonato nelle colline del Chianti Classico, c’è Castello di Meleto. Sito a Gaiole in Chianti (SI), si potrebbe definire – prendendo in prestito le parole di Piovene “una bellezza di rigore, di perfezione”. Con la superficie vitata biologica tra le più estese del Chianti Classico, Castello di Meleto è espressione di eccellenza nel vino, nell’ospitalità e nell’offerta di eventi ed esperienze enoturistiche immersive. È anche meta, ambita, di matrimoni di coppie straniere soprattutto, ma dall’anno scorso anche moltissimi italiani lo hanno scelto per pronunciare il loro “sì”.
“Nel 2025 abbiamo registrato 14mila presenze tra ospitalità, visite ed esperienze in cantina, in decisa crescita rispetto all’anno precedente” ha dichiarato Francesco Montalbano, direttore generale di Castello di Meleto. Un dato che conferma il ruolo crescente dell’enoturismo come leva economica per i territori rurali, con un flusso di visitatori sempre più internazionale e orientato a esperienze immersive tra vino, paesaggio e cultura locale.
“Castello di Meleto rappresenta oggi, infatti, un modello di integrazione tra produzione vitivinicola, ospitalità e valorizzazione del patrimonio storico. Chi ci sceglie – continua Montalbano – qui trova vigneti, cantina, ospitalità diffusa nel borgo storico e ristorazione di alto livello, con un’offerta pensata per un turismo di qualità”.
Mercati esteri trainanti
Nel 2025 i flussi hanno visto una crescita significativa da Regno Unito e Sud America, con visitatori sempre più interessati a itinerari enogastronomici articolati tra le principali denominazioni toscane. I soggiorni sono prevalentemente brevi: gli enoturisti tendono infatti a suddividere il viaggio in più tappe tra territori simbolo come Montalcino, Bolgheri e il Chianti Classico, costruendo esperienze tematiche dedicate al vino.
Eventi privati e matrimoni, domanda triplicata
Tra i segnali più interessanti dal punto di vista economico emerge il segmento degli eventi privati. Nel 2025 le richieste di matrimonio a Castello di Meleto sono triplicate rispetto all’anno precedente, con una domanda che oggi supera la disponibilità di date. “Se in passato si trattava di un fenomeno quasi esclusivamente internazionale – sottolinea Montalbano – dall’anno scorso abbiamo avuto una crescita rilevante del pubblico italiano, sempre più attratto da location storiche immerse nel paesaggio vitivinicolo. Qui offriamo la possibilità di effettuare anche la celebrazione del rito, oltre che il ricevimento, un elemento che ci sta consentendo di raccogliere moltissimo consenso. La gestione degli eventi rimane comunque volutamente limitata, per garantire la tutela del patrimonio storico e paesaggistico e preservare la qualità dell’esperienza degli ospiti”.
Per sposarsi a Castello di Meleto le coppie arrivano anche da Stati Uniti, Germania, Austria e in minor percentuale Belgio, Francia, Armenia e Turchia. E dagli ospiti stranieri arrivano anche le richieste più bizzarre, come quando “da un ospite di un matrimonio ci è stata avanzata richiesta della preparazione del Matcha latte al posto del Chianti Classico per un pool party”.
La strategia 2026: più esperienze e qualità dell’ospitalità
Nell’esercizio attuale Castello di Meleto punta a consolidare il target internazionale dell’enoturismo di fascia medio-alta, rafforzando al tempo stesso la qualità dell’esperienza. Gli obiettivi principali includono:
- ampliare le esperienze immersive legate al vino e al territorio;
- integrare ulteriormente l’offerta gastronomica dell’osteria con il soggiorno e gli eventi;
- intercettare flussi di enoturisti sempre più interessati a esperienze autentiche e sostenibili.
Il riconoscimento
Recentemente Castello di Meleto ha ottenuto un importante riconoscimento ai Tuscany Wine Experience Awards 2026. La storica cantina del Chianti Classico è stata premiata nella categoria “Miglior cantina per l’esperienza enoturistica complessiva”. Il premio valorizza la capacità di offrire ai visitatori un’esperienza immersiva che unisce vino, ospitalità, paesaggio e cultura. Secondo la motivazione della giuria, Castello di Meleto ha saputo costruire un racconto coerente e coinvolgente del territorio.
Punti chiave
- 14.000 presenze nel 2025 per Castello di Meleto, con crescita significativa da Regno Unito e Sud America.
- Matrimoni triplicati: domanda di eventi privati superiore alla disponibilità di date, con forte crescita del pubblico italiano.
- Premio ai Tuscany Wine Experience Awards 2026 come miglior cantina toscana per l’esperienza enoturistica complessiva.
- Modello integrato di vino, ospitalità, ristorazione e patrimonio storico per un turismo di qualità medio-alta.
- Strategia 2026 orientata a esperienze immersive, offerta gastronomica rafforzata e turismo autentico e sostenibile.

















































