DiversityBio annuncia l’ingresso di Uberti Vini, Argiano, Corte Capitelli e Fratini nel percorso Diversity Ark, la certificazione indipendente che valuta la gestione agro-ecologica delle aziende vitivinicole. Un passo concreto verso una viticoltura rigenerativa, misurabile e trasparente, capace di rispondere alle sfide del cambiamento climatico attraverso biodiversità, biologia del suolo e dati scientifici verificati.
La transizione verso modelli agricoli rigenerativi non è più una scelta teorica, ma una necessità tecnica che richiede strumenti di misura rigorosi e competenze multidisciplinari. In questo scenario, DiversityBio, società Benefit nata dall’unione di competenze agronomiche, naturalistiche e gestionali, annuncia l’ingresso di quattro eccellenze vitivinicole nel percorso Diversity Ark, la certificazione indipendente verificata da CSQA, CEVIQ e Suolo e Salute che valuta la reale gestione agro-ecologica delle aziende.
Uberti Vini, Argiano, Corte Capitelli e Fratini hanno deciso di affidarsi a questo standard, riconosciuto anche da Equalitas per la sua capacità di analizzare la biodiversità del suolo, per dare una risposta concreta alle sfide poste dal cambiamento climatico.
Il desiderio di una maggiore trasparenza è ciò che ha spinto Silvia Uberti, di Uberti Vini, ad abbracciare il progetto. “In passato abbiamo aderito a diversi protocolli, tra cui quello del Biologico, ma spesso ho percepito il limite di certificazioni focalizzate più sulla gestione burocratica che sull’effettivo lavoro in campo,” spiega la titolare, sottolineando una netta distanza dalle esperienze passate.
“In dieci anni di Bio, raramente abbiamo visto analisi tecniche approfondite come le multiresiduali sulle foglie; spesso bastava la conformità dei registri. Con Diversity Ark il cambio di passo è stato netto: ho trovato persone autentiche e pratiche, capaci di unire una conoscenza altissima del mondo vite a una visione profonda dell’intero universo natura.”
Questa visione è condivisa da Francesco Monari di Argiano, che identifica nella biologia del terreno l’unico vero strumento di resilienza. “La chimica non è più la soluzione: oggi non può risolvere il problema del cambiamento climatico,” afferma Monari. “Può farlo solo una filosofia che lascia esprimere il terreno e la sua biologia, creando un ecosistema capace di fortificare il vigneto dall’interno.”
“Grazie a Diversity Ark abbiamo scoperto la presenza di piante archeofite, specie molto antiche che rappresentano un segnale importante della naturalità dei nostri terreni e ci raccontano quanto il terreno sia vivo.”
Per Gianluigi Marchesini di Corte Capitelli, già certificato biologico, l’incontro con Diversity Ark ha rappresentato un’evoluzione naturale di un percorso già consolidato. “Questo percorso ha aggiunto un livello di attenzione superiore, con verifiche che vanno a fondo su aspetti inediti come la biodiversità funzionale, fondamentale per la salute e il mantenimento della vite nel rispetto massimo della pianta e dell’ambiente circostante” dichiara Marchesini.
Anche l’azienda Fratini di Bolgheri ha scelto di integrare la biodiversità nei propri processi decisionali, mossa dalla necessità di dare una veste oggettiva e verificabile a una filosofia agronomica da sempre orientata alla sostenibilità. “Abbiamo scelto Diversity Ark perché cercavamo un percorso concreto e scientificamente fondato, capace di adattarsi alle specificità del nostro territorio vitivinicolo,” spiega Stefano Galbiati.
“L’iter che stiamo seguendo per la certificazione e il rapporto con i professionisti abilitati si è trasformato in uno scambio profondo di conoscenze che ha permesso una caratterizzazione inedita del nostro terroir.” Grazie a questo monitoraggio, l’azienda ha potuto mappare con precisione la vitalità del suolo e l’efficacia delle proprie infrastrutture ecologiche, utilizzando i dati sulla biodiversità microbica e sugli impollinatori come base tecnica per una valorizzazione del territorio che guarda al futuro.
Come Società Benefit, DiversityBio continua a reinvestire parte dei propri utili in attività no-profit e progetti formativi, con l’obiettivo di creare un valore duraturo che vada oltre la semplice consulenza agronomica,promuovendo una cultura della biodiversità che sia patrimonio condiviso delle generazioni future.
Punti chiave
- Diversity Ark certifica la reale gestione agro-ecologica delle aziende vitivinicole con verifiche tecniche indipendenti e scientificamente fondate.
- Quattro eccellenze vitivinicole italiane – Uberti Vini, Argiano, Corte Capitelli e Fratini – hanno aderito al percorso nel 2025.
- La biologia del suolo, non la chimica, è identificata come principale strumento di resilienza contro il cambiamento climatico.
- La biodiversità funzionale, da piante archeofite a impollinatori, diventa dato tecnico misurabile e base per valorizzare il terroir.
- DiversityBio, Società Benefit, reinveste gli utili in progetti no-profit per diffondere una cultura della biodiversità condivisa.

















































