L’evento conferma la presenza stabile dei vigneron della Champagne e accoglie per la prima volta giovani produttori della Borgogna.
Tra tre settimane, precisamente il 25, 26 e 27 aprile 2026, la XIII edizione di Only Wine Festival aprirà i battenti nel suggestivo Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, a Città di Castello (PG). L’appuntamento, che si presenta già domani con una conferenza stampa a Perugia, non è un semplice salone enologico. È l’evento fondante di un movimento che sta ridefinendo la geografia del vino italiano, puntando tutto sui giovani talenti e ora pronta a un decisivo salto di qualità internazionale con l’ingresso stabile dei vigneron della Champagne e dei giovani produttori della Borgogna.
Il Salone che Puntà sui Giovani
Numeri che Crescono: L’Impatto Pratico
I dati delle passate edizioni sono la migliore conferma del successo di questa intuizione. Già nell’edizione del 2024, il festival aveva attirato oltre 5.000 visitatori, accogliendo 100 giovani produttori provenienti da 20 regioni italiane, un dato che segnala un appeal nazionale trasversale. Le proiezioni formulate lo scorso anno per l’edizione 2025 prevedevano di superare la soglia dei 6.000 visitatori, indicando una crescita costante della domanda per questa offerta curata e di nicchia.
Verso il 2026: Implicazioni per il Settore
Con questa solida base italiana, Only Wine ha compiuto negli ultimi anni uno sforzo consapevole per rafforzare la propria dimensione internazionale. La strategia per l’imminente edizione del 2026 segna un punto di non ritorno: viene confermata la presenza storica dei vigneron della Champagne e, novità assoluta, si affiancherà a loro una selezione di cantine appartenenti ai Jeunes Vignerons Bourgogne. Questo passaggio non è una semplice aggiunta di espositori stranieri; è un segnale politico e di mercato. Portare a Città di Castello i giovani produttori delle due regioni francesi più iconiche e protette dalle logiche di *terroir* significa creare un dialogo paritario tra nuove generazioni di vignaioli europei, superando le barriere del campanilismo. Per i produttori italiani under 40 presenti, significa misurarsi direttamente, nello stesso spazio fisico, con colleghi che operano in contesti estremamente competitivi e prestigiosi, aprendo potenziali canali di scambio e collaborazione. Per gli operatori professionali italiani e internazionali in visita, la fiera si trasforma così in una piattaforma di sourcing unica, capace di selezionare e presentare il meglio della nuova enografia continentale.
Questa evoluzione costringe il settore a una riflessione. Only Wine dimostra che esiste un mercato, ampio e in crescita, per il vino giovane, inteso non come immaturità, ma come approccio imprenditoriale, sperimentazione e freschezza stilistica. L’ingresso di Champagne e Borgogna eleva ulteriormente lo standard e l’attenzione mediatica, offrendo ai produttori italiani una visibilità che va ben oltre i confini nazionali. Per chi produce, esporta o lavora nel vino, Only Wine non è più solo un appuntamento di nicchia, ma un segnale chiaro: investire sui giovani significa accedere a un mercato in rapida evoluzione, con ricadute concrete su visibilità e export. Il festival, nato per dare spazio a chi non ne aveva, sta diventando il luogo in cui si scrive una parte del futuro del vino europeo.















































