Il Barbera d’Asti Wine Festival torna con tre tappe a Milano, Merano e Asti. Il presidente del Consorzio, Filippo Mobrici, illustra gli obiettivi della manifestazione, la valorizzazione delle dodici denominazioni del Monferrato e la collaborazione europea Born Sustainable. Spazio anche ai progetti Ageba e NOVIAGRI e alle difficoltà economiche e climatiche dei produttori.

Milano, Merano e Asti sono le tappe della terza edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Un percorso di degustazioni, masterclass e incontri che si rivolge a operatori e appassionati e rientra nel progetto europeo Born Sustainable, condiviso con i consorzi del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e del Roccaverano DOP. Per approfondire le scelte alla base del programma e il rapporto tra promozione e sostenibilità, abbiamo intervistato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

Il Festival si articola tra Milano, Merano e Asti. Che cosa cercate in ciascuna tappa e da quali risultati capirete, alla fine dell’edizione, se questo formato ha funzionato?

Abbiamo costruito un percorso in tre momenti diversi e complementari. A Milano incontriamo il mercato, gli operatori e gli appassionati in una delle piazze più importanti per il vino italiano. A Merano ci confrontiamo con un contesto frequentato da professionisti, opinion leader e stampa specializzata internazionale. Ad Asti, nel cuore del nostro territorio, riportiamo l’attenzione sulle origini, sul paesaggio e sul lavoro dei produttori.

Per valutare il successo del Festival guarderemo alle presenze e alla qualità delle relazioni create. Conteranno la partecipazione degli operatori, l’attenzione mediatica e la capacità di rafforzare il posizionamento della Barbera d’Asti e delle altre denominazioni del Monferrato presso pubblici diversi. Vogliamo che ogni tappa trasformi la degustazione in una conoscenza più profonda del territorio e dei suoi valori.

Il Consorzio tutela dodici denominazioni. Quale racconto della Barbera d’Asti volete proporre a operatori e appassionati, e come darete visibilità alle altre denominazioni durante il Festival?

La Barbera d’Asti è il volto più conosciuto del nostro territorio e il nostro compito è valorizzare l’intero patrimonio vitivinicolo del Monferrato. Vogliamo raccontare una denominazione che continua a evolversi, mantenendo il legame con le proprie radici e una forte attenzione alla qualità.

Tutte le denominazioni tutelate dal Consorzio saranno protagoniste delle degustazioni, delle masterclass e dei momenti di approfondimento. L’obiettivo è offrire una visione completa del Monferrato del vino, facendo conoscere la varietà dei suoi vitigni e delle loro espressioni. Parlare della Barbera significa anche raccontare il lavoro delle persone e le denominazioni che condividono una stessa cultura produttiva.

Il Festival rientra in Born Sustainable, che coinvolge anche i consorzi del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e del Roccaverano DOP. Quale obiettivo concreto condividete con queste realtà e come si traduce la collaborazione nel programma di quest’anno?

Born Sustainable nasce dalla volontà di costruire un percorso sulla sostenibilità che metta in relazione produzioni diverse. Con il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e il Consorzio del Roccaverano DOP condividiamo l’obiettivo di valorizzare territori che hanno legato il proprio sviluppo al rispetto dell’ambiente, al sostegno delle comunità locali e alla continuità delle tradizioni produttive.

La collaborazione si esprime nelle attività di comunicazione e negli appuntamenti del Festival, attraverso il racconto congiunto delle nostre esperienze. La sostenibilità diventa così un tema di confronto tra settori differenti, accomunati da un approccio responsabile. Il legame con i paesaggi vitivinicoli riconosciuti dall’Unesco ricorda quanto la tutela delle produzioni di qualità e quella dei territori siano strettamente connesse.

Ageba e NOVIAGRI sono tra le iniziative del Consorzio sulla sostenibilità. Che ruolo hanno questi progetti nella vostra visione per il futuro della viticoltura nel Monferrato?

Sono due esempi del futuro che immaginiamo per la nostra viticoltura. Con Ageba lavoriamo al recupero e alla valorizzazione del patrimonio genetico storico della Barbera, cercando ceppi che possano adattarsi meglio alle nuove condizioni climatiche.

NOVIAGRI guarda invece all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di strumenti per rendere più efficienti i trattamenti, con l’obiettivo di ridurne l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza dei lavoratori.

I due progetti sono complementari perché mettono la ricerca e l’innovazione al servizio della viticoltura e della tutela della biodiversità. Per noi investire in conoscenza e tecnologia significa dare alle future generazioni strumenti per mantenere una viticoltura competitiva, capace di affrontare i cambiamenti e più rispettosa dell’ambiente.

La sostenibilità comprende anche gli aspetti economici e sociali. Quali sono, da questo punto di vista, le difficoltà più urgenti per i produttori del Monferrato e come sta intervenendo il Consorzio?

Gli effetti del cambiamento climatico incidono sulla gestione dei vigneti e sui costi di produzione. Le aziende devono inoltre confrontarsi con mercati sempre più competitivi e con consumatori che chiedono qualità, autenticità e trasparenza. In questo quadro, garantire la redditività delle imprese e favorire il ricambio generazionale è fondamentale per il futuro delle nostre colline.

Il Consorzio accompagna le aziende attraverso la promozione e la valorizzazione delle denominazioni, gli investimenti nella ricerca e il sostegno all’innovazione. Lavoriamo anche per costruire nuove opportunità commerciali.

La sostenibilità economica e sociale passa dalla capacità di creare valore per i produttori e per le comunità che vivono e lavorano nel territorio. È questa continuità che permette di mantenere vivo il nostro patrimonio.

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Punti chiave

  1. Barbera d’Asti Wine Festival: tre tappe a Milano, Merano e Asti, con incontri per operatori e appassionati.
  2. Dodici denominazioni: il Consorzio valorizza il patrimonio vitivinicolo del Monferrato attraverso degustazioni, masterclass e approfondimenti.
  3. Born Sustainable: collaborazione con Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e Roccaverano DOP sulla sostenibilità.
  4. Ricerca e innovazione: Ageba valorizza il patrimonio genetico della Barbera; NOVIAGRI sviluppa strumenti per trattamenti più efficienti.
  5. Sfide economiche: costi produttivi, competitività dei mercati e ricambio generazionale richiedono nuove opportunità commerciali.