L’export di vino italiano chiude un terzo trimestre positivo nei Paesi extra-Ue: da luglio a settembre le spedizioni crescono quasi dell’8% a valore. Gli Stati Uniti trainano il rimbalzo con +17%, soprattutto grazie ai rossi. Per Uiv incide il riassortimento dei magazzini, mentre i consumi reali restano in calo. Positivi Russia, Cina e Brasile.
Nei primi 7 mesi di quest’anno l’export di vino italiano si conferma in terreno negativo (-5,3% il valore sul pari periodo 2025, secondo Istat) ma segna l’avvio di un terzo trimestre positivo almeno nei Paesi extra-Ue, che sin qui avevano maggiormente sofferto.
Secondo i dati provvisori della Ue, elaborati e anticipati dall’Osservatorio Uiv, le spedizioni verso i mercati terzi guadagnano nel periodo luglio-settembre quasi l’8% tendenziale a valore: una progressione che permette di ridurre il gap accumulato da inizio anno, ora a -3% (circa 3,3 miliardi di euro per oltre 740 milioni di litri). Protagonista assoluto del rimbalzo, il ritorno della domanda Usa, che nel trimestre estivo mette a segno un incremento nei valori commercializzati di quasi il 17% (+6,6% i volumi).
Una performance che dà respiro alle imprese italiane, da 18 mesi sotto pressione nel primo mercato al mondo per domanda di vino. Il cumulato 2026 dimezza così la perdita della domanda a stelle e strisce, che ora segna un -6% (1,27 miliardi di euro) dopo il -14% nel primo semestre, complice un sostanzioso ritorno alla crescita del prezzo medio nell’ultimo quarto (+9,5%).
Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi: “I dati provvisori sono positivi rispetto a un’estate 2025 da incubo, ma per parlare di normalizzazione del mercato bisogna aspettare. Rispetto al terzo trimestre di 2 anni fa siamo infatti ancora indietro del 10% e i consumi reali degli americani rimangono negativi (-5,3% da inizio anno per i vini italiani secondo SipSource, la piattaforma che misura le vendite dei distributori ai punti vendita). Per questo – ha aggiunto il presidente Uiv – l’impressione è che questa dinamica, certamente positiva, sia generata più dall’esigenza del trade Usa di ricostituire magazzino che non a un aumento dei consumi. In ogni caso, è il segnale che gli Stati Uniti non hanno intenzione di fare a meno dei nostri vini e in particolare dei rossi, veri protagonisti della fiammata estiva con un +33% in valore e un incremento del prezzo medio di oltre il 15%”.
Considerando il cumulato gennaio-settembre, i trend a valore dei top 5 buyer (Usa, Uk, Canada, Svizzera, Giappone) rimangono negativi mentre prosegue la corsa della Russia e della Cina, che segnano crescite attorno al 20% e si conferma in luce verde il Brasile.
Punti chiave
- Extra-Ue in ripresa: da luglio a settembre le spedizioni crescono quasi dell’8% a valore.
- Usa a +17%: nel trimestre estivo la domanda americana sale del 17% in valore e del 6,6% in volume.
- Gap ridotto: il cumulato extra-Ue passa al -3%, mentre quello Usa migliora dal -14% al -6%.
- Rossi protagonisti: +33% in valore, con prezzo medio in crescita di oltre il 15%.
- Consumi ancora deboli: per Frescobaldi (Uiv) il rimbalzo riflette il riassortimento dei magazzini Usa, mentre i consumi reali calano.


































































