Durante lo scorso Marca 2020, Nomisma/Wine Monitor ha reso noto una ricerca sul mondo dei prodotti food and beverage nel canale GDO a marca del distributore, le cosiddette Mdd.
Cosa significa? La Marca del Distributore è costituita dai prodotti commercializzati all’interno dei punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata con lo stesso brand dell’insegna, o con marchi riferibili all’impresa distributiva.
La ricerca tocca in parte anche il mondo del vino e ci rivela uno scenario molto interessante. Prima di entrare nello specifico delle etichette di vino, la ricerca traccia uno scenario positivo per le Mdd: sul totale del mercato food and beverage, la penetrazione di questa categoria di prodotto è salita del 2%, con un 74% di persone intervistate che, negli ultimi 12 mesi, ha comprato almeno un prodotto a marca del distributore. Perché questa categoria sta mangiando progressivamente fette di mercato? Perché secondo gli intervistati la marca del distributore è una garanzia di sicurezza, intesa come qualità delle materie prime e accuratezza dei metodi di lavorazione.
Su uno spettro di anni 2017/2019 emerge come la quota di mercato di vini e spumanti a marca del distributore evidenzi una velocità di crescita dell’11,4%, che scala all’11% per il solo vino e che sale al 15,2 nel segmento delle bollicine.
Il 2019 è stato un anno positivo per la Gdo italiana, dove le vendite di vino in generale, sono salite del 3,2% in valore, e in questo scenario la Mdd ha saputo seguire l’onda positiva con un +2,9% e un fatturato di 160 milioni di euro. Scendeno nelle categorie, però, ci si rende conto che c’è ancora molta sera da fare: il vino in brik/cartone è comprato solo dal 12% in versione Mdd, rispetto al 75% totalizzato dall’Idm. Ma il vero colpo arriva sui vini in bottiglia, dove la marca del distributore racimola il 2%, mentre l’87% si orienta sulle etichette delle aziende private.
Analizzando i dati sulla frequenza di acquisto della ricerca, emerge come il prodotto Mdd non sia considerano come una prima scelta. Infatti le occasioni di consumo del vino a marca del supermercato rivelano – almeno per il brik – un uso prevalente (45%) del prodotto in cucina, mentre il vino in vetro nel 45% dei casi è utilizzato nei pasti quotidiani.
Tra le motivazioni di acquisto, per quanto riguarda i vini in brik/cartone al primo posto (42%) c’è la convenienza, seguita – al 17%- dal packaging e, al 14%, dal formato. Anche per il prodotto in bottiglia Mdd a contare è il prezzo (30%), che però distacca di poco territorio e origine (24%). Al terzo posto (14%) il marchio biologico. Rispetto alla reputazione i vini a marca del supermercato sono, comunque, una valida alternativa ai beni di marca nota (51%) e il 46% ne considera l’acquisto come un’occasione per comprare un prodotto di buona qualità (46%).












































