Le cifre parlano chiaro, così come dichiarano gli interpreti del Riesling renano, meraviglioso vitigno che ama sorprendere più e più volte. Lo raccontano, da un luogo unico nel suo genere, produttori capaci di dar vita a mille tipologie e interpretazioni. È la Mosella, dove i pendii vitati sono così scoscesi al punto di mettere i brividi. Nessun terrazzamento ma pendenze che impongono un lavoro difficile, faticoso e inevitabilmente manuale. Sono produttori come Clemens Busch e Markus Molitor a testimoniare vendemmie in cordata e personale specializzato. “D’altronde non potrebbe essere diversamente – riferisce Molitor – ho filari con pendenze dell’85%, si entra in vigna con l’imbragatura. I vendemmiatori sono scelti e qualificati, soprattutto sempre gli stessi anno dopo anno”.
Produttori di fama internazionale che ispirano mercati lontani come Stati Uniti e Asia. È Manfred Prüm, l’attuale titolare di Weingut Joh. Jos. Prüm, la cui storia risale al 1911, a riferire che per una produzione di circa 180 mila bottiglie, l’80% è destinato ai mercati esteri di cui 2/3 richiesti solo dagli Stati Uniti. Segue a sorpresa il Regno Unito. “Studi di settore avevano evidenziato le difficoltà di approcciare il mercato U.K., in realtà la crescita e l’interesse sono in costante ascesa al punto di essere il nostro secondo paese per l’esportazione. Poi Asia, ma soprattutto Hong Kong grazie alla grandissima cooperazione del nostro export manager”. Prüm in Mosella incarna la “tradizione” del Riesling: vigneti negli appezzamenti posti in zone vocate come Sonnenhur o Himmelreich e vini che si esprimono secondo lo stile renano, esclusivamente halbtrocken e fruchtsüß declinati in Kabinett, Spätlese, Auslese, Beerenauslese, Trockenbeerenauslese. Vinificazione con fermentazioni lunghissime, anche di 7 o 8 mesi, lieviti indigeni e pochissima tecnologia in cantina.
In Piesport, a soli dieci minuti, c’è Reinhold Haart. È significativo con lui capire di mercati e di enoturismo che, per il suo contesto, prende strade inaspettatamente diverse. Il suo Riesling dry o off-dry incontra non solo il gusto dei paesi asiatici ma il pieno favore dell’Europa. Nove ettari e mezzo per 60 mila bottiglie e una certificazione Fair’ N Green ad attestare, un approccio da sempre completamente “ecologico”. Export che varia dal 70 all’80% e che vede Spagna, Italia, Belgio, Scandinavia come principali mercati. Segue l’Asia, in vetta Singapore, Taïwan e Corea. Vini verticali, sapidi hanno sfumature organolettiche che tendono al frutto rosso scuro, osando sin da giovani a una pienezza fatta di terroir e vigne Grand Cru come Ohligsberg, Gräfenberg o il monopole Kreutzwingert.
Interessante è la recettività enoturistica di questa fascia di Mosella centrale. Punto di riferimento è sicuramente la cittadina di Bernkastel-Kues. Qui si snodano percorsi in bicicletta, qui il popolo del Riesling lo si incrocia più volte nelle diverse cantine. “Generalmente serve un appuntamento – riferiscono Fritz Haag e Dr. H. Thanisch – ci permette di seguire in modo corretto il cliente sia per il numero ampio di etichette che abbiamo in degustazione, sia per organizzare il nostro lavoro in vigneto e in cantina. Basta una semplice mail”.













































