Lo shutdown che sta mettendo in ginocchio l’amministrazione pubblica statunitense sta creando non pochi disagi anche al mondo del vino. In particolare, ad essere colpiti sono i vini importati, soprattutto quelli ancora non registrati dalla TTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau), l’ente preposto per la verifica dei requisiti di un’azienda (in particolare la registrazione delle etichette) per esportare vini negli Usa. Gli uffici della TTB sono chiusi da settimane, anche il sito è bloccato, e pertanto si è fermata la macchina di importazione di vini negli Usa.
Abbiamo sentito parecchi nostri interlocutori sul mercato Usa e la situazione si fa veramente pesante. Qualora, infatti, la situazione si sbloccasse adesso, cosa molto improbabile, ci vorrebbero comunque almeno 45 giorni per arrivare ad una revisione delle etichette che stanno arrivando in queste settimane agli uffici della TTB.
Ricordiamo che lo shutdown è una procedura che si verifica negli Stati Uniti ogni volta che il Congresso non riesce ad approvare una legge del bilancio. La sua entrata in vigore è automatica e comporta il blocco delle attività amministrative. In pratica dallo scorso 21 dicembre un quarto delle attività federali negli Usa è chiuso per mancanza di fondi, con tanto di dipendenti a casa senza stipendio.
Il tutto è partito dalla nota richiesta di Donald Trump di un finanziamento da 5,7 miliardi di dollari per la costruzione del muro al confine con il Messico.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione, comunque, di come sempre di più la “burocrazia” rappresenti il principale ostacolo allo sviluppo del libero scambio delle merci a livello mondiale.
E negli ultimi anni, nonostante tutti i buoni propositi espressi negli anni negli accordi all’interno del WTO, le norme burocratiche si sono ancor più inasprite e oggi rappresentano una sorta di protezionismo camuffato e realizzato anche da Paesi che dovrebbero essere paladini del liberismo.
Non sappiamo al momento se il muro tra Usa e Messico sarà realizzato (noi ci auguriamo di no, ma questa è una nostra libera opinione), quello che è certo sono i tanti muri eretti tutti i giorni contro il nostro export vitivinicolo.