In queste settimane il web è pieno (e oseremo dire intasato) di comunicati stampa in cui si descrive questa vendemmia 2018 che per qualcuno è alle porte e per altri è già iniziata: notizie sulla quantità di uve presenti in pianta, eventuali malattie da sconfiggere, il grado Babo (più o meno sperato) e il controllo quasi “ossessivo” del meteo per pianificare le giornate di vendemmia.
Nicola, Silvia e Anna Dal Maso sono la quarta generazione di una dinastia di vignaioli della provincia di Vicenza. La loro vendemmia è fatta ovviamente di “dati tecnici” sulla sanità delle uve, di programmazione della vendemmia ma ciò che è più importante è l’affiorare nelle loro menti i ricordi d’infanzia: i pomeriggi passati a vendemmiare con il padre dopo la scuola, il profumo del mosto e la festa di fine vendemmia con famigliari e amici che avevano condiviso il duro lavoro. “Ricordo mio padre che si alzava di notte per controllare le fermentazioni, io dal mio letto ascoltavo i suoi passi avviarsi in cantina, il portone della cantina aprirsi e sentivo rumori sommessi provenire dai tini. Avrei voluto alzarmi e andare con lui ma ero troppo piccolo ma già mi emozionavo alla sola idea che il giorno dopo la vendemmia per me sarebbe continuata al mio ritorno da scuola”. Ecco il dolce ricordo di Nicola Dal Maso delle sue prime vendemmie da “spettatore”.
La vendemmia è tutto questo per la famiglia Dal Maso, non solo tecnologia in cantina, analisi e relazioni sul grado zuccherino o l’acidità delle uve ma è un momento per vivere la vigna e ricordare ciò che le generazioni precedenti hanno tramandato.













































