Sono nel pieno del nostro Wine Tour estivo che quest’anno ci ha portato nella splendida Alsazia. Avremo quest’inverno un’appendice del nostro tradizionale tour enoturistico in Australia dove speriamo di immagazzinare ulteriori esperienze ed idee da trasferire al nostro sistema vitivinicolo.

I primi commenti a caldo di questa esperienza alsaziana li suddivido in due categorie:

  • il mercato del vino alsaziano
  • lo sviluppo dell’enoturismo in Alsazia

Il mercato del vino alsaziano

Partiamo dal tema mercato, in una fase in cui tutti nel mondo del vino sono preoccupati, in particolare per il calo dei consumi.

Anche in Alsazia sto percependo la preoccupazione dei produttori ma con un importante distinguo, cioè la loro consapevolezza di avere una straordinaria freccia al loro arco: la vendita diretta.

In Alsazia, infatti, sono presenti oltre 750 imprese vitivinicole, tra vigneron, cooperative e négociant, ma oltre il 50% del loro fatturato è frutto di vendite effettuate direttamente in azienda.
E ascoltando le realtà medio piccole, questa percentuale sale abbondantemente con alcune di esse che, di fatto, vivono grazie alla vendita direttamente in azienda.

Un risultato straordinario frutto di molti fattori a partire da un territorio dove tutto parla di vino, dove il vino è la principale attrattiva turistica.

Lo sviluppo dell’enoturismo in Alsazia

Secondo i dati forniti dall’ente turistico alsaziano, oltre la metà dei 7,7 milioni di turisti che ogni anno visitano l’Alsazia scelgono questa regione per il vino.

E fanno bene perché grazie al vino possono conoscere una delle regioni francesi più belle e meglio conservate anche dal punto di vista storico, con una serie di borghi straordinari a partire dal suggestivo Colmar, senza dimenticare i “village” più piccoli di Riquewihr, Hunawihr, Ribeauvillé e Bergheim, tanto per citarne alcuni.

Ma tutto parla di vino in Alsazia e questo è un incredibile valore aggiunto perché fa comprendere ai visitatori, senza alcuna difficoltà, che si trovano in una terra dove il vino è un prodotto chiave, determinante per l’economia di una regione, ma anche per la sua immagine.

Se penso ai nostri nostri territori del vino, quanti riescono a fare emergere in maniera chiara ed immediata la loro identità vitivinicola? Molti di essi si sono illusi che sarebbe bastato mettere un cartello qua e là per poter far comprendere ai visitatori di essere in una terra del vino.

In Alsazia il riferimento al vino è costante e questo grazie anche alla presenza dei punti vendita di molte cantine anche all’interno dei borghi. A tal proposito, sarebbe così complesso aumentare il numero di “enoteche” delle cantine all’interno di almeno alcune nostre capitali del vino?

L’esempio dell’Alsazia in quest’ultima direzione è prezioso perché sono le cantine a rendersi più accessibili ai visitatori. Da noi in tantissime denominazioni trovare una cantina diventa una sorta di caccia al tesoro.

Abbreviare le distanze tra vino e consumatori a me oggi appare fondamentale e sicuramente l’enoturismo è una carta essenziale ma affinché si possano capitalizzare al meglio le sue potenzialità è determinante semplificare le relazioni tra produttori e clienti.

E, credetemi, si tratta di una sfida chiave per il futuro del vino che mai come oggi appare troppo spesso “lontano” dai consumatori sia fisicamente che nei loro pensieri.

A breve commenti più approfonditi sulla nostra esperienza alsaziana.