Il recente accordo canadese per rimuovere le barriere commerciali tra province ha escluso gli alcolici, suscitando forti preoccupazioni nell’industria del vino e degli alcolici. Tra normative complesse, costi crescenti e calo dei consumi giovanili, il settore teme ulteriori ostacoli economici. Le province privilegiano i monopoli statali, rallentando il libero scambio interprovinciale.

Il vino è stato escluso dall’accordo per l’eliminazione delle barriere commerciali tra province canadesi, firmato qualche settimana fa da province, territori e governo federale. Questo documento è uno strumento molto importante perché promette di rimuovere le restrizioni alla libera circolazione di alcune merci in tutto il Canada. Ed è per questo che l’industria del settore degli alcolici canadesi si è sollevata e ha chiesto spiegazioni. 

Vediamo meglio cosa è successo. Dopo che l’alcol è stato escluso dall’accordo per eliminare le barriere commerciali interprovinciali, alcuni operatori del settore hanno manifestato tutta la loro perplessità e delusione. Infatti, cibo e alcolici sono stati visibilmente esclusi dall’elenco, nonostante il settore del vino aveva a lungo sostenuto la rimozione delle barriere, anche prima che i dazi statunitensi scatenassero una campagna nazionale per facilitare il libero scambio tra le province.

Mentre alcune province affermano che semplificheranno le vendite di alcolici diretti al consumatore tra province entro la prossima primavera, il settore sta diventando impaziente. L‘industria canadese degli alcolici sta affrontando una serie di difficoltà economiche e da anni sta discutendo diverse questioni, tra quella dell’eliminazione delle barriere tra province. 

I consumatori, soprattutto i giovani, bevono meno; il costo dei fattori di produzione è aumentato con l’inflazione; a questo si aggiungono le barriere commerciali interprovinciali che complicano ulteriormente le cose. Ciò potrebbe comportare costi di spedizione aggiuntivi tra province, requisiti di imballaggio diversi e diverse strutture tariffarie per gli alcolici provenienti da fuori provincia.

A luglio, nove province e un territorio (esclusi Nunavut, Territori del Nord-Ovest e Terranova e Labrador) hanno firmato un memorandum d’intesa sulla vendita diretta di alcolici al consumatore, con l’intenzione di rimuovere tali barriere entro maggio 2026. Questo potrebbe non bastare secondo Jeff Guignard, CEO di WineBC, un’organizzazione che si occupa dei viticoltori della British Columbia. “Capisco che le normative siano complicate, ma non ne parliamo da settimane. Ne parliamo da anni” ha spiegato. “Il nostro settore è stato in attesa e la situazione sta avendo un impatto significativo“.

Escludendo gli alcolici dall’accordo, le province stanno ripetendo gli stessi passaggi che hanno portato alla creazione di barriere commerciali interprovinciali, ha sostenuto Moshe Lander, docente senior presso il dipartimento di economia della Concordia University di Montreal. È probabile che le province siano concordi sul fatto che l’alcol dovrebbe, almeno per il momento, essere escluso da qualsiasi accordo di libero scambio, a causa delle entrate derivanti da rivenditori regolamentati a livello provinciale come l’LCBO dell’Ontario, il SAQ del Quebec e l’NSLC della Nuova Scozia.

“L’alcol è ancora un monopolio statale, diretto o indiretto, che genera profitti per la provincia. Quindi la rimozione di queste barriere minaccia la loro capacità di generare profitti. Perché ora devono affrontare una concorrenza maggiore di quanto farebbero altrimenti” ha spiegato Lander.


Punti chiave:

  1. Gli alcolici sono stati esclusi dall’accordo canadese sulle barriere commerciali interprovinciali.
  2. Il settore del vino e degli alcolici critica l’esclusione, attesa da anni.
  3. Problemi economici: calo dei consumi giovanili, inflazione e costi logistici aggiuntivi.
  4. Alcune province prevedono semplificazioni nelle vendite dirette al consumatore entro la primavera 2026.
  5. La motivazione principale dell’esclusione potrebbe essere proteggere i monopoli provinciali e i loro profitti.