Castello di Albola è un borgo medioevale nel cuore del Chianti Classico che domina la tenuta di oltre 900 ettari che, dopo secoli di storia che l’hanno vista legata alle più nobili famiglie toscane, viene acquisita nel 1979 dal Gruppo ZONIN1821, che imprime i propri valori imprenditoriali e traccia le coordinate strategiche per la nuova vita di questo unico e suggestivo angolo di Toscana.

La proprietà abbraccia tra le più alte colline del Chianti e le vigne si estendono, tra i 350 e i 650 metri di altitudine, per oltre cento ettari: la pendenza, l’escursione termica, la morfologia del tessuto geologico, in cui preponderano alberese e galestro, regalano un patrimonio viticolo immenso e fanno sì che da circa mille parcelle diverse prendano vita, grazie a un imponente lavoro in vigna e in cantina, vini unici, tutti estremamente rappresentativi del territorio.

Siamo in una delle Unità Geografiche Aggiuntive più pregiate del Chianti Classico, appunto quella di Radda, dove il Sangiovese trova alcune tra le sue massime espressioni tra Chianti Classico d’annata, Riserve e Gran Selezioni e i vitigni internazionali, come il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay, interpretano il genius loci di Albola esprimendo grande pregio.

CASTELLO DI ALBOLA (37)

Il Solatìo, Acciaiolo, Santa Caterina, Poggio alle Fate e Marangole sono i nomi di battesimo di altrettanti Wines of Altitude, come sono ormai definiti dagli appassionati i vini di Albola, per identificarne la vivacità e l’eleganza. 

Nelle parole del Direttore ed enologo Alessandro Gallo, “Castello di Albola custodisce vigne di incredibile eleganza, dal gusto raffinato e ricercato, che rappresentano appieno il fascino e la bellezza del Chianti Classico. Credo fortemente che essere oggi winemaker non significhi solo stare in cantina, ma consista anche nel seguire con estrema cura tutti gli aspetti della filiera produttiva, dalla gestione delle vigne alla ricerca, dalla sostenibilità ambientale alla vendita, dalla promozione all’ospitalità. Dal punto di vista vitivinicolo, Radda rappresenta uno degli stili di pregio del Chianti Classico, è un’area particolarmente votata in cui le peculiarità come il sasso, la collina aspra e l’altitudine dei vigneti determinano quella dolcezza di tannini, quella struttura organolettica, quei profumi particolari che rendono eleganti, longevi e così speciali i nostri vini”.

La Direzione della tenuta ha sapientemente intuito che questo immenso patrimonio enologico, per essere davvero indimenticabile, ha bisogno di un’offerta di accoglienza che stimoli nel visitatore il desiderio di estendere l’esperienza ad altre sfere sensoriali: di qui una proposta enoturistica che spazia dall’evento di alta cucina alla mostra d’arte, dalla musica al cinema, dall’abbinamento tra pesce e Chardonnay al Burger party con Dj set. L’esperienza edonistica e ricreativa non è mai in contrasto, ma sempre in sinergia, con l’apprezzamento del vino nella cornice paesaggistica che gli ha dato vita. 

Il prodotto vino, eccellente interprete di un territorio incomparabile, ne esce impreziosito, arricchito da spunti culturali e valoriali.

Tra i valori che identificano Castello di Albola la sostenibilità è al primo posto: Albola ne è stato il precursore all’interno del gruppo ZONIN1821, che quest’anno ha redatto il primo bilancio di sostenibilità di gruppo; ma è evidente che a guidare l’azienda nella sua scelta per la sostenibilità sono stati proprio i principi e la filosofia della famiglia Zonin. 

Fa parte delle aziende aderenti al protocollo Equalitas fin dal 2017 e dal 2019 è membro del Biodistretto del Chianti. Il territorio, certo, è intrinsecamente dotato dal punto di vista naturalistico, ma è anche e soprattutto opera dell’uomo se la componente boschiva del Chianti Classico oggi equivale a circa il 62% dell’intera superficie.

In questo contesto favorevole, Albola investe annualmente risorse strategiche per contribuire al benessere e lo sviluppo del territorio in cui opera, combinando la politica di sostenibilità con il Codice Etico che individua il proprio sistema valoriale a beneficio di tutti i propri stakeholders, dal personale ai clienti, dai consumatori alle comunità locali.

Lo standard a cui Albola ha aderito prevede requisiti verificabili attraverso una serie di indicatori volti a misurare gli impatti prodotti dall’attività d’impresa sul sistema naturale di cui fa parte, la validità delle proprie scelte di approvvigionamento di acqua ed energia, e il trattamento delle emissioni: biodiversità, impronta carbonica e impronta idrica sono parametri che rivelano l’efficacia delle politiche ambientali applicate in azienda. L’impegno di Albola, come quello di tutte le aziende che sposano i principi del rispetto ambientale e della sostenibilità, genera ricadute positive per tutta la comunità di riferimento.

Abbiamo avuto il privilegio di assistere, nella splendida cornice di Villa Le Marangole, una delle due antiche dimore che Castello di Albola mette a disposizione dei suoi ospiti, ad una dimostrazione estremamente rivelatrice da parte di un apicultore del Chianti, che ha messo in luce l’importanza della convivenza nel paesaggio, nelle comunità, come nel vigneto, di piante, animali e microorganismi che siano in equilibrio e in salute.

Castello di Albola è impegnato in prima linea, sia nel dibattito culturale che nelle buone pratiche produttive, per difendere l’equilibrio ambientale. Solo per fare qualche esempio, applica la pratica del sovescio utilizzando, come concime naturale, un favino di propria produzione; e, sempre in concimazione, riutilizza le proprie vinacce, secondo i dettami della più virtuosa economia circolare.